MISSIONE SPERANZA

LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     LA "PARABOLA DEL CORALLO"…     MISSIONE AMICIZIA 

Per costruire "cose preziose" ci vuole tanto tempo,
così come per formare un "corallo".

"Per costruire cose preziose ci vuole tanto tempo, così come per formare un corallo!"...

SR. SILVIA SERRA
("Missionarie dell’Immacolata", Ottobre 2009)

Un piccolo "corallo" troneggia sul tavolo nella mia stanza, proprio sotto il "Crocifisso": due "segni" in apparenza tanto distanti tra loro, che però oggi sento così simili. Entrambi parlano al con tempo di fragilità e forza, di pazienza e amore, di un "mistero" di morte e vita.

Prima di partire per il Brasile ho salutato una persona significativa nella mia vita che, abbracciandomi, mi ha lasciato questo prezioso dono: "Viene dall'Oceano Pacifico, dalla Papua Nuova Guinea – mi ha detto – , e ti ricorda che per costruire cose preziose ci vuole tempo, tanto tempo, così come per formare un corallo!". Quante volte, durante il mio cammino in questa "cultura", in mezzo ai popoli del Brasile, ho sentito dentro che la "parabola del corallo" aveva ragione!

Oggi, lasciando Registro, nella "periferia" di San Paolo, che è stata la mia prima "Comunità", con il cuore gonfio di vita ricevuta e donata, mi fermo ancora una volta a contemplare il "corallo" insieme al "Crocifisso".

Preparando le valigie e inscatolando i libri, passano davanti a me, come un "film" che si "sbobina", immagini di situazioni vissute: relazioni coltivate per anni, iniziate con piccoli gesti di fiducia, ascolto, protezione offerta e trovata; "resurrezioni" viste con occhi increduli, che mi spingevano a mettere il dito nelle "ferite", ora segni di vita e memoria di una sofferenza che non voglio dimenticare, perché ci ritrovo lo "stile" di Dio.

Le lacrime non m'impediscono di scorgere nel "film" i passi incerti fatti nella nuova terra di "missione", in compagnia di "animatori" di "comunità", le "celebrazioni eucaristiche" che non si esaurivano nel "rito", ma continuavano nella vita, cercando cammini di condivisione di quel "Pane" che ci aveva saziati nella fede e ora ci spingeva ad un dono della vita sempre più grande, incondizionato, gratuito.

Un'altra "parabola" mi viene in mente: il piccolo "seme" di senape che diventa un grande albero, capace di accogliere tra i rami molti nidi di uccelli. E le parole di Gesù accompagnano il ritmo accelerato del cuore che, ad ogni abbraccio di saluto, si stringe sempre più, per dilatarsi nell'amore più grande che il nuovo "cammino" mi chiede.

È l'ultimo giorno a Registro, e alcuni amici mi chiedono di passarlo con loro. Parliamo. Dico che adesso, dopo un tempo di "cammino" con la gente, comincio a comprendere il significato di molti gesti e parole che prima mi risuonavano strane, incomprensibili e a volte addirittura "dure"... Mi ascoltano sorridendo e li sento in sintonia con me.
Allora mi recitano questo "brano" di
William Shakespeare

Dopo un po’ di tempo,
impari la differenza
tra dar la mano e trattenere una persona.
E impari che amare
non significa appoggiarsi,
e che compagnia
non significa sempre sicurezza.
E cominci a capire
che i baci non sono contratti,
e che i regali non sono promesse...
Scopri che ci vogliono anni per costruire la fiducia
e appena pochi secondi
per distruggerla...
Impari che le vere amicizie continuano a crescere, anche a lunga distanza.
Ciò che importa
non è ciò che hai nella vita, ma chi ti è donato dalla vita.
Impari che non importa dove sei arrivato, ma dove stai andando.
Scopri che quando qualcuno
non ama nel modo che tu vuoi,
non significa che quel qualcuno
non ami con tutte le sue forze.
Impari che il tempo non è qualcosa
che possa tornare indietro.
Quindi, pianta il tuo giardino
e decora la tua anima,
invece di aspettare
che qualcuno ti porti un fiore.
I nostri dubbi sono traditori
e ci fanno perdere il bene
che potremmo conquistare,
se non fosse per la paura di tentare.

Metto il "corallo" e il "Crocifisso" in borsa, sapendo che questa "scandalosa" sapienza mi accompagna nel nuovo "cammino missionario"!