UN NUOVO "ESODO"...

RITAGLI     "SBILANCIAMENTI"!     MISSIONE AMICIZIA

Questo ennesimo "sbilanciamento",
ci ricorda che non si è "inclinato" soltanto l’assetto della nave,
ma che si sta "inclinando" l’assetto dell’umanità...
È, questo, il vero "equilibrio", che dobbiamo "ripensare", e "ristabilire!

"Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso: ogni uomo è un pezzo del Continente, parte della Terra intera!"...

SR. ANTONIA DAL MAS
("Missionarie dell’Immacolata", Maggio-Giugno 2015)

Stiamo per chiudere questo "numero", della "Rivista", e riceviamo la notizia di un'ennesima tragedia in mare: più di settecento, le vittime, dello "sbilanciamento" della nave, su cui erano stati alloggiati... I migranti, salpati da un porto qualsiasi, a bordo di un "barcone", alla vista di una nave, inviata in loro soccorso, hanno iniziato ad agitarsi, e a spostarsi, inclinando l'assetto dell'imbarcazione, che si è rovesciata! Quella, che poteva essere salutata come l’ora del salvataggio, si è rivelata l'ora della loro morte, ma anche l'ora della nostra morte...
Non si può, non ricordare, la famosa frase di
John Donne: «Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso; ogni uomo è un pezzo del Continente, parte della Terra intera; e, se una sola zolla vien portata via, dall'onda del mare, qualcosa, all'Europa, viene a mancare, come se le mancasse un promontorio, o la casa di un uomo, di un amico, o la tua stessa casa... Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io son parte vivente del genere umano! E, così, non mandare, mai, a chiedere, per chi suona la campana": "Essa suona, per te!"».
Questa campana, oggi, ha fatto suonare i suoi rintocchi, per settecento volte! Oggi, ci sentiamo tutti più diminuiti: tutti più poveri, tutti più miserabili... Una grossa fetta, di noi stessi, ci è stata sottratta, anche se, forse, non dal mare!
Chi oserebbe, colpevolizzarlo? Nella mia ingenuità, ho pensato al
Mar Rosso! Perché, il vento, non ha soffiato? Perché, non è apparso, l'asciutto? Forse, non ha senso, ipotizzare un nuovo "Esodo"! Non c'è un vero condottiero, sulla nave... Non c'e una riva vicina, e sicura: non c'è un Mar Rosso, che possa aprirsi, davanti a noi! Rosso, lo è diventato, il Mediterraneo, ma per il sangue dei morti, che ha inghiottito! Forse, è meglio così... Penso che non ci debba essere un altro bastone, per risospingere il mare, e creare altre muraglie, tra i Continenti! Da parecchi anni, ormai, sono, irreversibilmente, annessi...
Questo ennesimo "sbilanciamento" ci ricorda, che non si è inclinato soltanto l'assetto di una nave, ma che si sta inclinando l’assetto dell'umanità! È questo, il vero equilibrio, che dobbiamo ripensare, e ristabilire... Non è più una questione di "terzo", o "primo mondo"! Non ci potranno più essere disequilibri insensati, e assurdi... Non ci potranno più essere differenze, incolmabili! Non ci potrà più essere un mondo sullo "yacht", e uno sui "gommoni"; uno che pianifica la sua crescita, e un altro che scompare! C'e un unico mondo, sul quale convivere, e sul quale vogliono aprirsi anche le "pagine di questa "Rivista", per offrire, a tutti, un ponte, sul quale andare, e venire, arricchiti, reciprocamente, dalla saggezza di ciascun Popolo! Più ricchi, per le esperienze di volontariato gratuite, e possibili, come quella di Afid; accresciuti in umanità, per aver varcato la porta di
Ankara, e aver conosciuto i suoi abitanti; riempiti, dagli orizzonti, che si aprono, sulla nostra Missione, in Africa, in India o in Italia!
Così, conclude, John Donne, il suo discorso sulla morte, riportando il "Sermone" di un Predicatore Inglese del Seicento. "Quando un uomo muore, un capitolo non è strappato dal libro, ma tradotto in un linguaggio migliore!". D'ora in avanti, non sarà possibile non tradurre, in un linguaggio migliore, la vita di quanti l'hanno spesa, per dare questo nuovo assetto all'umanità... Sarà d'obbligo, per chi ha a cuore le sorti dei Popoli! Sarà d'obbligo, in queste "pagine"!