LA "CRISI" IN "MEDIO ORIENTE"

RITAGLI     Mons. Fouad Twal:     TERRA SANTA
«Non c’è stata la "volontà" di risolvere il "conflitto"»

Il Cardinale Angelo Bagnasco:
«Gerusalemme è un "mistero" che provoca la nostra "fede",
e ci invita a pregare per "cristiani", "ebrei" e "musulmani"».

Gerusalemme, città simbolo del dialogo tra religioni in Israele!

MONS. FOUAD TWAL, Patriarca Latino di Gerusalemme...

Fumo e fuoco, nei nuovi, violenti scontri tra israeliani e palestinesi!

Da Genova, Adriano Torti
("Avvenire", 19/3/’10)

«Dopo sessant’anni di "conflitto" "israelo-palestinese" non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione, nonostante tanti "discorsi" e tante "promesse": evidentemente i mezzi utilizzati non erano buoni, oppure in tutto questo periodo non c’è stata la "volontà" di risolvere il "conflitto"». Non usa mezzi termini il "Patriarca Latino" di Gerusalemme, Fouad Twal, che ha trascorso tre giorni nel "capoluogo ligure" su invito dell’"Arcivescovo" di Genova e "Presidente" della "Cei", Cardinale Angelo Bagnasco. Mercoledì sera l’incontro pubblico nella "Cattedrale" di "San Lorenzo", nel quale il "Patriarca" ha parlato della situazione dei "cristiani" in "Terra Santa" dopo la "visita" di Benedetto XVI. «La nostra presenza in "Terra Santa" – ha affermato il "Patriarca" – è una "missione", una "vocazione"», messa continuamente a dura prova perché «la situazione "politica" continua ad essere pesante con l’"occupazione militare"». Una condizione che genera «varie forme di "ingiustizia"», come i «divieti di "spostamento" per lo studio e il lavoro, umiliazioni quotidiane a motivo dei "check-point", "demolizioni" programmate di abitazioni a "Gerusalemme Est"». Una situazione, ha proseguito Twal, che «genera in tutti la paura, e la paura è la principale minaccia alla "pace"». «Israele – ha aggiunto il "Patriarca" di Gerusalemme – alimenta la paura in vari modi. Ha paura del "passato", del "presente" e del "futuro", ama ed alimenta la paura, vive di paura perché, con la paura, ha la "pietà" e la "simpatia" del mondo ed i "soldi" dall’America».
«Qualsiasi "occupazione" – ha affermato ancora – è sempre odiata e fa male all’"occupante" che perde il senso del rispetto e della dignità altrui, come fa male all’"occupato" aumentando il senso del rifiuto, del rancore e della "resistenza"». Ed
Israele, «anche se di facciata si presenta come uno "Stato laico" e gestore di "libertà", in realtà si comporta sempre di più come un "regime militare" "confessionale giudaico"». I problemi quotidiani, tuttavia, non fanno venire meno la "speranza": «La "Chiesa" di Gerusalemme rimane "Chiesa" del "Calvario", del rifiuto, del "piccolo gregge", ma nello stesso tempo anche "Chiesa" della "Risurrezione", dell’incontro, della possibile "comunione", della "speranza"». Alla piccola "comunità cristiana" spetta quindi un ruolo importante e fondamentale. «Ai "cristiani" di Israele, in maggioranza "arabi" per "lingua" e "cultura" – ha spiegato ancora Monsignor Twal – è chiesto di essere "ponte" tra due "religioni", tra due "civiltà", tra due "culture", e tra due "politiche"».
Un ruolo di "mediazione" che risulta tanto più importante in queste ore, nelle quali si è nuovamente accesa la "miccia" della "violenza". Quanto sta accadendo in questi giorni, ha affermato il "Patriarca" di Gerusalemme al termine dell’incontro, sono «eventi tristi e penosi che non fanno che aggravare l’"odio", il rifiuto ed il rancore verso l’altro». «Dobbiamo seminare "speranza" e "pace" – ha concluso – e compiere passi concreti di "riconciliazione"», e «come "cristiani" facciamo di nuovo nostro l’"appello" di Gesù e del
"Santo Padre" per un maggiore "dialogo", per la "riconciliazione" ed evitiamo gesti "stupidi" che non aiutano nessuno».
Al termine dell’incontro, l’"appello" del Cardinale Angelo Bagnasco: «Gerusalemme è un "mistero" che provoca la nostra "fede" ma che dobbiamo accettare, come continua "provocazione", perché crescano la nostra "fede" e la nostra "preghiera" per tutti i nostri "fratelli", "cristiani", "ebrei" e "musulmani"».