"NOZZE DI CANA"...

RITAGLI     "VINO" E "LUCE"!     MISSIONE AMICIZIA

Il "vino", dello "Spirito", "arriva", e "fa partire", "muove", e "fa muovere".

Maria si è limitata a dire, in una fiducia smisurata: "Fate quello che dice!"...

SR. GABRIELLA TRIPANI
("Missionarie dell’Immacolata", Maggio-Giugno 2016)

Mese di Maggio! Torna puntuale il ricordo del Rosario recitato davanti alla statua della Madonna nel giardino del centro giovanile tenuto dai "Gesuiti"... Sento il rumore della ghiaia sotto i passi di chi arriva all'appuntamento serale, le Litanie Mariane in Latino che ho imparato allora, le rose e le rondini di Maggio! Gioia limpida! La stessa che si rinnova mentre oggi accendo un piccolo lume davanti a "Notre Dame d'Afrique", la stessa Madre, Madre di tutti, e qui più chiaramente anche dei Musulmani.
Anche Maria ha, per così dire, acceso un lumino... Quella volta, a Cana, ha detto a Gesù: "Non hanno più vino!", e poi ha lasciato lì la cosa! Accendere un lume è questo: segnalare un problema, dettaglio o tragedia, segnalare che siamo lì con il nostro problema, o il nostro peso o con niente, semplicemente che siamo lì, e poi andare. Non si resta a controllare di essere stati ascoltati. Maria si è limitata a dire, in una fiducia smisurata: "Fate quello che dice!". Questo consiglio va sempre bene: fare quello che dice... Gesù non sembrava troppo disposto a entrare nella sua preoccupazione, ma è tutta apparenza: in fondo, all'"Ultima Cena" ci pensa da solo, a dare a tutti il vino della salvezza! Ora improvvisa il primo miracolo, insieme discreto e abbondante, che sembra perfino un po' inutile davanti a tutti i malati, i poveri, le vittime della violenza del mondo, ma che è fatto appunto per loro e per tutti, per dire che non c'è un particolare tipo di sofferenza che viene preso in considerazione, ma qualsiasi mancanza di pienezza.
Nel "Cenacolo", a "Pentecoste", la Festa di questo Maggio del vino e dello Spirito, la Madonna è ancora là a pregare, a chiedere la stessa cosa... Il vino dello Spirito arriva e fa partire, muove e fa muovere!
Noi abbiamo bisogno di un bicchiere di vino! Abbiamo bisogno di salute, di pace, di vita, di unità: abbiamo soprattutto bisogno di quello Spirito che riempie i bicchieri della vita e porta gioia, la gioia che ci serve più del pane. Sfogliamo le pagine di questo "numero: c'è del vino donato in tante storie di chiamate, dalla scoperta della Vocazione, come raccontano Maria Clara e Consolata, ai "Giubilei" di
Missionarie consacrate da venticinque o cinquant'anni, o di comunità come Farim, fino all'appello definitivo come quello che ha richiamato al Padre Sr. Bertilla. C'è del "vino" buono in storie di volontariato e nei laboratori del bene comune di Pozzuoli, in gesti come stringersi la mano in Papua, accendere la Radio in Guinea, stare con i giovani in Camerun, riunirsi in assemblea in Brasile e accogliere rifugiati in Centrafrica.
Mancava speranza, comunicazione, impegno, aiuto, sicurezza, ed ecco i piccoli miracoli di oggi! Ma c'è ancora tanto bisogno del vino della pace, della gioia, della vita! Siamo tutti chiamati ad attingere acqua, anche se le giare sono pesanti: il vino sgorgherà nuovo a cancellare ogni mancanza.
Accendo il mio lumino ai piedi della statua di "Notre Dame d'Afrique"... Alcuni Musulmani, vedendomi, mi chiedono dove si può trovare una candela, la vogliono accendere anche loro: hanno anche loro bisogno di un vino che non sanno di chiedere!