DALLE FILIPPINE

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ma con la "scorta armata"»

Padre Nevio Viganò:
«Dieci giorni fa è stato assassinato un "parrocchiano",
poi ho saputo che c’era un "piano" per uccidermi».

P. NEVIO VIGANÒ, Missionario del Pime nelle Filippine!

Da Zamboanga, Stefano Vecchia
("Avvenire", 24/12/’09)

Padre Nevio Viganò, "Missionario" del "Pime", è responsabile della "Parrocchia della Trasfigurazione" a Sinunuc, "sobborgo" di Zamboanga.

"Natale" a Mindanao. Lo si può definire un "Natale" da "normale" "Parroco"?

Non direi proprio. Dieci giorni fa è stato assassinato in una lite tra giovani un "cristiano" e una settimana fa mi hanno avvisato di un "piano" per eliminarmi. Da ancora prima, mi ritrovo una "guardia del corpo" che non ho chiesto e per la quale provo insieme rispetto e pena. È un "soldato semplice", con quattro figli, eppure resta tutto il tempo con me, non mi perde mai di vista. Pensa che lava persino i piatti con la pistola in tasca! E non è nemmeno "cattolico", perché da tempo si è "convertito" all’"Iglesia ni Kristo" (una delle "Chiese nazionaliste" locali). Ecco, certamente tutto questo non fa parte del "Natale", ma è "anche" il "mio Natale".

Quali sono le "sensazioni" in questa situazione difficile?

Mi sento tremendamente coinvolto in questo clima di "tensione", ma mi ripeto sempre, e lo ripeto ai miei "parrocchiani", che la nostra vita non può esaurirsi in questa "violenza". Come dice la "liturgia" nell’"idioma locale", il "Chabacano", «il Signore è un grande vincitore», quindi in lui si rinnova la speranza di vittoria su "violenza", "divisioni", "povertà". Interessante notare che il termine usato, "pelliador", è lo stesso con cui i filippini hanno premiato il loro "eroe" del momento, il "pugile-pigliatutto", Manny "Pacman" Pacquiao, orgoglio di questa terra prestato a tutto l’"Arcipelago". Solo che Pacquiao prima o poi è destinato a perdere un combattimento sul "ring", il Signore invece non prevede il "K.O.".

I "parrocchiani" come si preparano alla venuta di "Nostro Signore"?

Non in modo "passivo", e in sé questo è sempre un "miracolo". Le "Messe" sono affollate, le attività sono intense. Quest’anno ho notato paura, ma anche maggiore partecipazione alla "vita parrocchiale". Vero è che ci sono meno soldi per i "cristiani", che lamentano l’abbondanza di "luminarie" dei "musulmani". Questo indica però una condivisione dello "spirito", se non della "lettera" del "Natale", che vale per tutte le "comunità" e che contrasta con la tensione in certe aree acuita, non a caso, dall’avvicinarsi della "campagna elettorale". In questo clima, si creano maggiori aspettative e "frustrazioni", ma anche nuove opportunità, per una popolazione "pragmatica" e in generale non certo "benestante", come la "colazione" offerta al mattino in "Parrocchia" a un migliaio di persone da un "personaggio" che – oltre a fare il "benefattore" – ha anche palesi aspirazioni "elettorali" e cerca di guadagnare "consensi" in questo modo.

Nessuna "tensione", dunque, tra "cristiani" e "musulmani"?

Le "tensioni" ci sono e sono radicate, come il "sospetto", questo è innegabile. Ad esempio, cresce il numero dei maestri che in alcune scuole nemmeno indossano la "divisa" per non diventare obiettivo di "rapimenti" a scopo di "riscatto", purtroppo sempre più frequenti. Qui nel "barangay" di Sinunuc abbiamo una popolazione di 40mila abitanti, divisi a metà tra "cristiani" e "musulmani". Occorre dire, anche se nessuno può assuefarsi a "tensione", "minacce" e aperta "violenza", che ci sono molti problemi "strutturali", i quali in parte alimentano e giustificano le "tensioni inter-religiose". La gente della nostra "Parrocchia" che vive sui monti va impoverendosi, e con loro i vicini "musulmani". Basti pensare ai contadini, che per settimane a volte non possono portare i "raccolti" in città, perché le strade sono bloccate dalle "frane". Siamo a "Natale" e inevitabilmente, quando vado a incontrarli, mi aspettano anche per qualche "aiuto". Magari un "generatore", per sostituire quello che non è più riparabile.