VERSO LA "GMG"

RITAGLI     «"Fede personale", o i "giovani" scappano»     DOCUMENTI

Il "Primate" di Spagna, Monsignor Rodriguez Plaza:
«Aiutiamoli ad uscire da un "Cristianesimo Sociologico"!».

Papa Benedetto XVI attende con gioia di incontrare i giovani Spagnoli, nella "Gmg" di Madrid...

Dal nostro inviato a Toledo, Paolo Viana
("Avvenire", 5/8/’11)

Vescovo ad Osma-Soria, Salamanca, Valladolid, ed ora Toledo – senza contare gli Incarichi Nazionali – , eppure non si perde una "Gmg"! Dove nasce quest’attenzione per i giovani? «Fui ordinato Prete negli "Anni Settanta" – risponde Braulio Rodriguez Plaza, Arcivescovo di Toledo e "Primate" di Spagna – , e già allora l’Apostolato tra i giovani era una priorità. La prima Parrocchia fu in un piccolo Villaggio nella campagna di Madrid. Iniziai là ad organizzare Gruppi Giovanili, "Campi-Scuola", Ritiri, grazie ad una "rete" formata con alcuni compagni di Seminario, convinti come me che fosse importante offrire una Formazione ai ragazzi in quegli anni "caldi". Alcuni di quei miei Confratelli, ora, sono Vescovi: altri, come Julian Carròn, hanno percorso una strada diversa. Tutti hanno conservato quest’attenzione Pastorale per i giovani!».

Non tutti, però, compiono cinque volte il "Cammino" di Santiago con i "giovani"...

Il "Cammino" fa parte della nostra Tradizione, ma non tutti sanno quanto sia stato importante per la "Gmg". Il successo di quel Pellegrinaggio, che la Chiesa Spagnola organizza da 25 anni, ha permesso alla "Commissione di Pastorale Giovanile" della "Conferenza Episcopale" di offrire alle Diocesi che non potevano permetterselo la partecipazione ai "Giorni nelle Diocesi", che hanno una funzione fondamentale nella preparazione a Madrid. Santiago ha quindi consentito di far crescere la partecipazione dei Cattolici Spagnoli alla "Gmg".

Alla "Gmg" di Colonia, nel 2005, nel corso di una "Catechesi", ha sfidato i "giovani" a «buscar la verdad», cercare la "verità", la "Fede" in Cristo, ma li ha anche ammoniti ad essere costanti nella "ricerca", come i "Magi", descritti da Matteo... La "Società Spagnola" aiuta i "giovani" a riconoscere la "verità"?

No, perché offre una visione della vita "spezzettata"! I giovani, anche quelli Spagnoli, coltivano motivazioni forti e possono arrivare a Cristo, senonché l’ambiente li condiziona e di fronte ad una proposta forte possono nutrire la paura di Matteo, nel celebre Dipinto del Caravaggio, di fronte al dito proteso nell’inequivocabile: "Seguimi!". Ecco, c’è una grande distanza tra la qualità delle scelte quotidiane ed i "Magi", i quali al termine della loro ricerca possono dire, con Filippo di Betsaida: «L’abbiamo trovato!».

Qual è il punto di "frizione", oggi, tra "Società" e "Fede"?

Alla base della crisi Spirituale, si pone un problema di Formazione. La Fede dei bambini che ricevono la Prima Comunione è chiara e semplice, quella dell’adolescenza viene insidiata da mille dubbi e tormenti, amplificati da una Società "relativista. In questo passaggio, il giovane è solo! Lo è ancor più quando s’illude di essere in "gruppo", perché frequenta una Discoteca, o trascorre le giornate in "Chat". Si è parlato spesso della natura di "Maxi-Raduno" della "Gmg": non sono né devono essere solo questo, bensì un momento di incontro vero con Cristo, l’opportunità di fare un’esperienza veramente Cristiana e, quindi, umana. Il punto critico tra Società e Fede oggi è quindi nella Formazione dei giovani: per evitare la "deriva" delle giovani generazioni, dobbiamo coltivare Parrocchie, Gruppi, Associazioni e Movimenti che, ciascuno con il suo Carisma e il suo ruolo, accompagnino i giovani e ne scongiurino «l’uscita silenziosa» dalle Chiese che allarmava Giovanni Paolo II. Servono buoni Catechisti, solidamente formati nell’Apostolato dell’"Intelligenza", come lo chiama Benedetto XVI. Per essere credibili, devono sentirsi Cristiani nella pelle: solo così avranno ragione delle "Ideologie Laiciste". Ricostruire l’Anima dei giovani sarà un lavoro duro, ma non si taglia il fico se per un anno non ha dato frutto!

La Spagna è ancora un "Paese Cattolico"?

Siamo "Sociologicamente" Cattolici, è una questione di "back-ground" Culturale che influenza la visione del Mondo: ma anche questa cambia per effetto delle "Campagne" che cercano di "delegittimare" l’Insegnamento della Religione a Scuola, o sostengono gli attacchi alla "Scuola Paritaria". La sfida che dobbiamo raccogliere è accompagnare le nuove generazioni, dalla Fede "Sociologica" dei loro padri, ad una Fede "personale"!