LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     "C’ERA UNA VOLTA..."     MISSIONE AMICIZIA

Viva "passione" per l’"Annuncio" del "Regno di Dio" ieri, oggi... sempre!

"C'era una volta... l'arrivo alla nave, i nastri lanciati dalle partenti verso il molo, il turbinio delle eliche e gli Addii tra lacrime e sorrisi!"...

SR. PAOLA VIZZOTTO
("Missionarie dell’Immacolata", Febbraio 2011)

"Io vengo a dirti Addio
o Terra mia natal,
da te mi parto anch’io
e vado oltremar...
Chissà se un dì ti rivedrò.
Addio suol natal!".

Sapevo ben, nel lontano 1962, che oltrepassando il cancello del "Boschetto", la nostra Casa di Monza, sarebbe stato "per sempre" e che il "per sempre" era il tempo della vita nella Missione sognata, che aggiungeva forza e passione al dono della "Chiamata Missionaria".
Ma quando avevo sentito cantare questo Canto, tradizionale e struggente saluto delle Sorelle che salpavano, quell’
"Addio..." mi aveva rivelato di colpo tutto il valore di quel partire senza ritorno, di quell’andare tagliando legami, di quegli abbracci e saluti senza seguito. In quel momento tutti i sogni, forse troppo ideali, sull’Oriente lontano, erano diventati seria realtà di scelta, di un "Sì", "per sempre"!
Solo le Favole iniziano con "C’era una volta...", ma forse anche la storia della nostra "Famiglia Missionaria" ora potrebbe iniziare con "C’era una volta...", ed ora non c’è più! Non certo la passione per la partenza, il desiderio di vivere la Fede con coloro che attendono l’Annuncio Evangelico, la dedizione verso Popolazioni bisognose, la sicurezza di essere solo strumenti del "Regno" già presente ed operante in Terre lontane.
Ma chi ormai delle "giovani leve" conosce questo Canto? E più che le parole del Canto, il radicale abbandono nelle mani del Padre della propria vita lanciata verso un luogo, una realtà sconosciuta, senza speranza di un ripiegamento, di un Porto di ritorno?
Domandare alle nostre prime Sorelle quanto conoscessero della destinazione prima della partenza, è come mettere in dubbio la loro grande Fede nella "Chiamata" del Signore. Lui solo era i loro ragionamenti sull’"inculturazione", "acculturazione" e quant’altro! Il Crocifisso era tutta la loro sicurezza: sapevano che, attraverso la loro vita, avrebbero annunciato Cristo dove non era ancora conosciuto.
Ora il mondo è a portata di "Mouse". Ora conosciamo tutto dei Paesi di destinazione; la "Missiologia" ha fatto grandi passi; l’importanza della preparazione è alla base di ogni partenza e la Lingua ufficiale è il primo passo verso la Missione. Ora forse ci sentiamo "pronte", come se dovessimo faticare meno a diventare Indiane in
India, Papuane in Papua... Ma forse "C’era una volta..." più umiltà, più semplicità nel lasciarci formare dal nuovo Popolo che ci accoglieva. "C’era una volta..." la preparazione delle "casse", del materiale introvabile sul posto e necessario per il servizio negli Ospedali, nelle Scuole, nei Villaggi. Ricordo lo smistamento delle medicine, la raccolta dei quaderni, della stoffa, di ogni cosa utile per il bene dei più poveri. E poi la spedizione e il Grazie alla Provvidenza delle Sorelle e dei "beneficiari". Ora i venti chili, o poco più, permessi sugli aerei costringono ad una cernita del bagaglio. Forse bisogna lasciare qualche comodità, qualche oggetto che consideravamo utile: ma poi ci consola il pensiero che tanto, sul posto, ora si può trovare di tutto, magari meno efficiente, ma in fondo il necessario c’è!
"C’era una volta..." l’arrivo alla nave, i nastri lanciati dalle partenti verso il molo, il turbinio delle eliche e gli "Addii" tra lacrime e sorrisi sempre più distanti, fino a perdersi nell'azzurro del mare; poi le "Lettere" dalle date da "trapassato prossimo", colme di notizie, di avventure, di domande...
Ora "Internet" permette il contatto in tempo reale, comunica e riceve risposte; il Mondo ormai è una "Lettera Aperta", che si può leggere ed a cui si può rispondere senza ritardi, e le notizie volano come nuvole tra Continenti. Del "per sempre", dopo il "Concilio", molte cose sono cambiate. "Per sempre" resta la fedeltà del Padre che ci ha chiamate e che sostiene la nostra fedeltà, ma lo spazio tra la partenza ed il ritorno si è poco per volta accorciato. I quattro o cinque anni di permanenza in Missione passano veloci, e i pochi mesi di ritorno in Patria servono giusto per la visita alla famiglia, le cure, il riposo, un po’ di aggiornamento, con il cuore e la mente, comunque, saldamente ancorati là dove condividiamo il cammino della nostra gente.
Forse, però, non esiste un "C’era una volta..." o un "adesso", se il sacrificio, la radicalità del dono, la Fede, l’amore per i fratelli, la dedizione incondizionata delle nostre prime Sorelle sono passati come preziosa eredità in ogni
"Missionaria dell'Immacolata", che ha ben radicata nel cuore "la viva passione per l'Annuncio del Regno di Dio a tutte le Genti", Carisma che riceviamo in dono e che è "per sempre", per i fratelli, per il "Regno"!