MISSIONE SPERANZA

"VIAGGIO MISSIONARIO..."

MISSIONE AMICIZIA     L’"Uam" in Thailandia e Cambogia!     CASE DEL PIME IN ITALIA

L’"Ufficio Aiuto Missioni", del "Centro Pime" di Milano,
visita periodicamente le "Missioni",
per incontrare i "Referenti" dei "Progetti" sostenuti.
Di ritorno da Thailandia e Cambogia,
Adriano Pastori, e Padre Gian Paolo Gualzetti, ci riportano le loro "impressioni".

P. Gianpaolo Gualzetti ed Adriano Pastori, con amici Thailandesi, durante la Visita dell'Ufficio Aiuto Missioni del Pime, in Thailandia e in Cambogia...

Adriano Pastori
("Missionari del Pime", Marzo-Aprile 2012)

Lo scorso mese di Gennaio, con Padre Gian Paolo Gualzetti, abbiamo avuto la possibilità di visitare le Missioni del "Pime" in Thailandia (dove sono presenti tredici Padri, una Laica e una Famiglia Missionaria), e in Cambogia (dove operano sette Padri e due Missionarie della "Comunità Missionarie Laiche")...
In Thailandia, Paese che abbiamo visitato per primo, siamo rimasti dieci giorni: tre a
Bangkok e gli altri nella zona montagnosa del "Nord", tra i Tribali, al confine con il Myanmar! La Thailandia ha splendidi paesaggi naturali, è una Nazione ricca di fascino e sta attraversando una fase di notevole progresso. Ci sono ottime strade, che collegano le Città, e la figura del Re fa da collante per tutto il Popolo. Ciononostante, sussistono problemi di estrema povertà, non soltanto materiale ma anche e soprattutto morale, che portano alla diffusione di malattie, quali l’"Aids", e al ritorno preponderante della droga, per lo più "sintetica", tra i giovani.
Visitando gli "Slum" di Bangkok si nota chiaramente questa situazione di degrado, in cui la famiglia non esiste quasi più perché la maggioranza dei padri abbandona la moglie. I figli crescono allevati dalle nonne, senza la figura paterna, con crisi d’identità nell’età adolescenziale soprattutto per i maschi. In queste difficili realtà operano i nostri Missionari, cercando di restituire dignità a ciascuna delle persone che incontrano.
Nel "Nord" della Thailandia, la situazione tra i Tribali è leggermente migliore, perché la famiglia è un po’ più solida, pur in un contesto di notevole difficoltà economica, soprattutto nei Villaggi sui monti. L’impegno dei nostri Missionari si rivolge molto spesso a bambini, ragazzi e disabili per offrire loro un’istruzione (la piaga dell’abbandono scolastico esiste ancora), e un sostegno, non soltanto materiale, ma anche emotivo!
Lasciata la Thailandia, ci siamo fermati altri dieci giorni in Cambogia! Questa Nazione, più arretrata della vicina Thailandia, dove grandi risaie hanno preso il posto della folta foresta di un tempo, si sta ancora sforzando di rialzarsi dopo il durissimo periodo di Governo dei
"Khmer Rossi", e la successiva invasione delle "Truppe Vietnamite", terminata nel 1989.
Le strutture alcune volte mancano del tutto! La stessa Capitale,
Phnom Penh, pur avendo compiuto molti passi avanti verso il miglioramento, reca in sé tutte le contraddizioni di una Città in cui la grande povertà di molti convive con la ricchezza di pochi.
Inoltre, tanti Villaggi sperduti tra le risaie sono ancora privi di elettricità. La Popolazione di questi Villaggi conduce una vita semplice, a volte anche difficoltosa, come in alcune zone appena fuori Phnom Penh. Si vive in case di legno o in capanne, seguendo il secolare ritmo dell’alternarsi del giorno e della notte.
I nostri
Missionari si spendono per questo Popolo seguendo molto spesso Ostelli, Scuole, Centri per Disabili, Strutture Ambulatoriali e di sostegno a malati, soprattutto di "Aids", oltre che le Parrocchie, e condividendo il loro stile di vita semplice. Purtroppo anche qui, come in Thailandia, è alta la percentuale di malati di "Aids" o di "Tubercolosi", soprattutto a causa della mancanza delle più elementari norme igieniche!
L’accoglienza che ci hanno riservato, sia i bambini sia gli adulti, in ogni località delle due Nazioni dove siamo stati, è sempre stata calorosa! I bambini impiegavano pochissimo a entrare in sintonia con noi: bastava qualche piccolo gioco, o un semplice sorriso. Anche i grandi, pur se all’inizio erano un po’ più diffidenti, con la garanzia dei nostri Missionari, tutti rispettati e stimati, si aprivano, ed a volte ci invitavano a restare con loro per pranzare insieme.
Quanti bambini e ragazzi abbiamo incontrato! Sono loro la forza di queste Nazioni, ed è su di loro che dobbiamo contare, affinché ci sia sempre maggior progresso. Il nostro compito, in questo momento, è quello di sostenere i nostri Missionari, affinché riescano a garantire almeno un minimo d’istruzione a questi ragazzi, anche se talvolta rattrista sapere che ragazzi intelligenti – e ne abbiamo incontrati tanti – dovranno limitarsi soltanto all’istruzione di base...
Questo Viaggio ha rappresentato per noi un’esperienza bella e forte! Riscoprire e condividere la semplicità della vita dei Villaggi ti fa tornare un po’ "bambino", senza però dimenticare che la vita è complessa e che, nell’animo umano, sono sempre presenti sofferenza e speranza in un futuro!