MISSIONE CAMBOGIA

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A Valeria Spelta, dell’"Associazione Laici Pime",
rientrata dopo tre anni e mezzo dalla Cambogia,
abbiamo chiesto di raccontarci la sua "esperienza".

Valeria dell'Alp, con le giovani dell'Ostello di Phnom Penh, in Cambogia!

Valeria Spelta
("Missionari del Pime", Gennaio 2010)

Va bene, volentieri: ho proprio voglia di parlare di questi tre anni e mezzo e di quello che hanno significato per la mia vita! Di fronte a carta e penna, scopro che non faccio fatica a ritornare alle motivazioni della "partenza" e ne riscopro il gusto "dolce" e più che mai attuale. È semplice: sono partita in risposta a un desiderio di "felicità". Un desiderio che tutti abbiamo, anche se ciascuno gli dà nomi e "sfumature" diverse a seconda della propria esperienza, del proprio "credo" e della propria storia: "felicità", pienezza, senso, realizzazione, gioia, pace.
«Noi tutti certamente bramiamo vivere felici, e tra gli uomini non c’è nessuno che neghi il proprio assenso a questa affermazione, anche prima che venga esposta in tutta la sua portata», dice
Sant’Agostino, che è un’"autorità" al riguardo!
Il "partire" è stato la mia risposta personale a questo desiderio di "felicità", che ha trovato corrispondenza in una storia "concreta" fatta di conoscenze, di incontri (con il
"PIME", con l’"ALP", con singole persone), di tante situazioni, delle necessità della "missione" in Cambogia: tutto si è ordinato in una composizione "armonica".
E sempre più si è fatta strada in me la consapevolezza che cercando la "felicità" cercavo (cerco!) Dio, e cercando Dio cercavo (cerco!) la "felicità". È semplice: sono partita in risposta a un desiderio di "felicità"!