DAL "FILM": "BELLS OF EUROPE – CAMPANE D’EUROPA:
UN VIAGGIO NELLA FEDE ATTRAVERSO L’
EUROPA"

RITAGLI    INTERVISTA AL SANTO PADRE BENEDETTO XVI    DOCUMENTI

"Il Vangelo di Gesù Cristo, la Fede in Cristo, è semplicemente vera..."

D. – Santità, nelle sue "Encicliche", Lei sta proponendo un’Antropologia forte: un uomo abitato dalla carità di Dio, un uomo dalla razionalità allargata dall’esperienza di Fede, un uomo che ha una responsabilità Sociale grazie alla dinamica della carità, ricevuta e donata nella verità! Santità, proprio in questo orizzonte Antropologico, in cui il messaggio "Evangelico" esalta tutti gli elementi degni della persona umana, purificando le "scorie" che offuscano l’autentico volto dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, Lei ha più volte ribadito che questa riscoperta del volto umano, dei valori "Evangelici", delle profonde radici dell’Europa, è motivo di grande speranza per il Continente Europeo, e non solo... Può spiegarci le ragioni della sua speranza?

Santo Padre – Il primo motivo della mia speranza consiste nel fatto che il desiderio di Dio, la ricerca di Dio, è profondamente scritta in ogni anima umana, e non può scomparire! Certamente, per un certo tempo, si può dimenticare Dio, accantonarlo, occuparsi di altre cose, ma Dio non scompare mai. È semplicemente vero, quanto dice Sant’Agostino, che noi uomini siamo inquieti, finché non abbiamo trovato Dio... Questa inquietudine, anche oggi, esiste! È la speranza che l’uomo sempre di nuovo, anche oggi, si ponga in cammino verso questo Dio!

Il secondo motivo della mia speranza consiste nel fatto che il "Vangelo" di Gesù Cristo, la Fede in Cristo, è semplicemente vera... E la verità non invecchia! Anch’essa si può dimenticare per un certo tempo, si possono trovare altre cose, la si può accantonare, ma la verità come tale non scompare. Le Ideologie hanno un tempo contato! Sembrano forti, irresistibili, ma dopo un certo periodo si consumano, non hanno più la forza in loro, perché manca loro una verità profonda. Sono "particelle" di verità, ma alla fine si sono consumate! Invece, il "Vangelo" è vero, e perciò non si consuma mai. In tutti i periodi della storia appaiono sue nuove dimensioni, appare tutta la sua novità, nel rispondere alle esigenze del cuore e della ragione umana, che può camminare in questa verità e trovarvisi. E, perciò, proprio per questo motivo, sono convinto che ci sia anche una nuova "Primavera" del Cristianesimo!

Un terzo motivo "empirico" lo vediamo nel fatto che questa inquietudine, oggi, lavora nella gioventù! I giovani hanno visto tante cose – le offerte delle Ideologie e del "Consumismo" – , ma colgono il vuoto in tutto questo, la sua insufficienza. L’uomo è creato per l’Infinito... Tutto il "finito", è troppo poco! E, perciò, vediamo come, proprio nelle nuove generazioni, questa inquietudine si risveglia di nuovo, ed essi si mettono in cammino, e così ci sono nuove scoperte della bellezza del Cristianesimo; un Cristianesimo non a prezzo moderato, non ridotto, ma nella sua radicalità e profondità. Quindi, mi sembra che l’Antropologia come tale ci indichi che ci saranno sempre nuovi risvegli del Cristianesimo, ed i fatti lo confermano con una parola: fondamento profondo... È il Cristianesimo! È vero, e la verità ha sempre un futuro!

D. – Santità, Lei ha più volte ribadito che l’Europa ha avuto, ed ha tuttora, un influsso Culturale su tutto il genere umano, e non può fare a meno di sentirsi particolarmente responsabile, non solo del proprio futuro, ma anche di quello dell’umanità intera! Guardando avanti, è possibile tratteggiare i contorni della testimonianza visibile dei Cattolici, e dei Cristiani appartenenti alle Chiese Ortodosse e Protestanti, nell’Europa, dall’Atlantico agli Urali, che, vivendo i valori "Evangelici" in cui credono, contribuiscano alla costruzione di un’Europa più fedele a Cristo, più accogliente, solidale: non solo custodendo l’eredità Culturale e Spirituale che li contraddistingue, ma anche nell’impegno a cercare vie nuove per affrontare le grandi sfide comuni, che contrassegnano l’Epoca "Post-Moderna e "Multi-Culturale"?

Santo Padre – Si tratta della grande questione! È evidente che l’Europa ha, anche oggi, nel mondo, un grande peso, sia Economico, sia Culturale ed Intellettuale. E, in corrispondenza a questo peso, ha una grande responsabilità! Ma l’Europa deve, come Lei ha accennato, trovare ancora la sua piena identità, per poter parlare ed agire secondo la sua responsabilità. Il problema, oggi, non sono più, secondo me, le differenze Nazionali. Si tratta di diversità che non sono più divisioni, grazie a Dio! Le Nazioni rimangono e, nella loro diversità Culturale, umana, "temperamentale", sono una ricchezza che si completa, e dà nascita ad una grande Sinfonia di Culture. Sono, fondamentalmente, una Cultura comune! Il problema dell’Europa di trovare la sua identità mi sembra consistere nel fatto che in Europa, oggi, abbiamo due anime: un’anima è una ragione astratta, "anti-storica", che intende dominare tutto, perché si sente sopra tutte le Culture. Una ragione, finalmente arrivata a se stessa, che intende emanciparsi da tutte le Tradizioni e i valori Culturali, in favore di un’astratta razionalità. La prima "Sentenza" di Strasburgo sul "Crocifisso" era un esempio di questa ragione astratta, che vuole emanciparsi da tutte le Tradizioni, dalla storia stessa... Ma così non si può vivere! Per di più, anche la "ragione pura" è condizionata da una determinata situazione storica, e solo in questo senso può esistere. L’altra anima è quella che possiamo chiamare "Cristiana", che si apre a tutto quello che è ragionevole: che ha essa stessa creato l’audacia della ragione e la libertà di una ragione critica, ma rimane ancorata alle radici che hanno dato origine a questa Europa, che l’hanno costruita nei grandi valori, nelle grandi intuizioni, nella visione della Fede Cristiana. Come Lei ha accennato, soprattutto nel Dialogo "Ecumenico" tra Chiesa Cattolica, Ortodossa, Protestante, quest’anima deve trovare una comune espressione, e deve poi incontrarsi con questa ragione astratta: cioè, accettare e conservare la libertà critica della ragione, rispetto a tutto quello che può fare ed ha fatto, ma praticarla, concretizzarla nel fondamento, nella coesione con i grandi valori che ci ha dato il Cristianesimo. Solo in questa sintesi, l’Europa può avere il suo peso nel Dialogo "Interculturale" dell’umanità di oggi e di domani, perché una ragione che si è emancipata da tutte le Culture non può entrare in un Dialogo "Interculturale". Solo una ragione che ha un’identità storica e morale può anche parlare con gli altri, cercare una "Interculturalità", nella quale tutti possono entrare, e trovare una unità fondamentale dei valori che possono aprire le strade al futuro, ad un nuovo Umanesimo, che deve essere il nostro scopo... E, per noi, questo Umanesimo cresce proprio dalla grande idea dell’uomo, ad immagine e somiglianza di Dio!

© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana