RITAGLI    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO,    DOCUMENTI
FIRMATO DAL CARDINALE PIETRO PAROLIN, SEGRETARIO DI STATO,
AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA SULLE
"MINE ANTIPERSONA"

[ Maputo, Mozambico, 23-27 Giugno 2014 ]

Papa Francesco esorta tutti i Paesi ad impegnarsi, affinché non ci siano più zone, colpite dalle mine antiuomo e, nel mondo, nessun bambino debba più vivere, nella paura delle mine...

"Il ricorso alle armi una sconfitta per tutti"

Signor Presidente!

È con grande gioia, e considerazione, che Papa Francesco coglie l’occasione dello svolgimento della terza Conferenza di Revisione della "Convenzione sulle Mine Antipersona", per rivolgersi, attraverso di lei, Eccellenza, a tutti gli Stati aderenti, alle Organizzazioni Internazionali, e alla società civile! Mi sia concesso di esprimere, in modo particolare, la mia solidarietà, e il mio affetto, a tutte le persone vittime delle mine antipersona... Esse portano, sul loro corpo, e nella loro vita, i segni di un’arma disumana: un’arma irresponsabile, un’arma da vigliacchi! Le loro ferite ci ricordano, che il ricorso alle armi, in generale, e alle mine, in particolare, rappresenta una sconfitta di tutti!

Questa Conferenza di Revisione è l’occasione, per ritornare sul considerevole lavoro svolto, e per guardare al futuro, poiché ci sono ancora grandi sfide, da affrontare! Ma è, soprattutto, un’occasione, per rinnovare i nostri impegni, e prendere le decisioni, che s’impongono, al fine di cambiare il presente: il presente, di tante famiglie, comunità, regioni, e Paesi, che continuano a vivere, ogni giorno, nella paura delle mine, nell’insicurezza, e nella povertà... L’ambiente, che li circonda, implica una minaccia costante, mentre dovrebbe essere fonte di fertilità, di sviluppo, e di gioia di vivere!

Signor Presidente!

Ogni persona è alla ricerca, della pace: l’opposto, della paura! Le mine antipersona sono subdole, perché prolungano la guerra, e alimentano la paura, anche dopo la fine dei conflitti... Aggiungono, al fallimento umano, provocato dalla guerra, un sentimento di paura, che prevale nello stile di vita, e altera la costruzione della pace! Questo sentimento è distruttore, non solo della persona, che lo subisce, ma anche di quella che l’impone. La pace è gioia di vivere, fiducia nel giorno per giorno: rapporto di fraternità, di gratuità, dove l’interesse di tutti si può trovare, solo nella condivisione, nella cooperazione, e nel rifiuto dell’odio, e dell’indifferenza. Tutte le persone, vittime dirette, o indirette, delle mine, sono lì, per ricordarci, in ogni momento, questo fallimento umano, e il vuoto, che ne è la conseguenza. Convenzioni, come quella sulle mine antipersona, o quella sulle munizioni a grappolo, non sono solo freddi quadri giuridici, ma rappresentano una sfida, per tutti coloro che cercano di salvaguardare, e di costruire la pace, e, in particolare, di tutelare i più deboli... La dignità umana è ciò che noi tutti, forti o deboli, ricchi o poveri, abbiamo in comune, al di là delle nostre diverse limitazioni! La vera ricchezza, non è quella del denaro: la vera forza, non è quella delle armi! La vera felicità è nell’amore, nella condivisione, e nella generosità del cuore... Vogliamo, veramente, la sicurezza, la stabilità, e la pace? Allora, riduciamo i nostri stoccaggi di armi! Bandiamo le armi, che non hanno ragion d’essere, in una società umana, e investiamo nell’educazione, nella salute, nella salvaguardia del nostro pianeta: nella costruzione di società più solidali, e fraterne, con le loro diversità, che sono un arricchimento!

Papa Francesco esorta tutti gli attori, di questa splendida impresa umanitaria, a preservare l’integrità della Convenzione, a svilupparla, e a metterla in atto, il più fedelmente, e rapidamente, possibile... Papa Francesco esorta tutti i Paesi a impegnarsi, nell’ambito della Convenzione, affinché non ci siano più vittime di mine! Affinché non ci siano più zone, colpite dalle mine e, nel mondo, nessun bambino debba vivere, nella paura delle mine!

Possa, questa Convenzione, in ciò che essa ha di esemplare, e di profetico, nella sua intuizione originale, essere un modello, per altri processi: in particolare, per le armi nucleari, e per altre armi, che non dovrebbero esistere! Poniamo la persona umana, le donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi, al centro dei nostri sforzi, per il disarmo... Che significato hanno, la pace, la sicurezza, e la stabilità, se le nostre società, le nostre comunità, e le nostre famiglie, vivono, costantemente, nella paura, e nell’odio distruttivo? Diamo spazio alla riconciliazione, alla speranza, all’amore, che si esprime nell’impegno per il bene comune, nella cooperazione internazionale, per aiutare i più deboli, tra i nostri fratelli, e le nostre sorelle, al fine di mettere in atto politiche, fondate sulla nostra dignità comune, al servizio di un futuro, necessariamente, comune!

Signor Presidente!

A nome di Papa Francesco, vorrei congratularmi con lei, e con il Mozambico, per l’impegno, a favore della Convenzione, e vorrei augurare, a voi, partecipanti a questa Conferenza, pieno successo, nei vostri lavori!

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