SANTA MESSA E CANONIZZAZIONE DEI BEATI

Salomone Leclercq,
Giuseppe Sánchez del Río,
Manuel González García,
Lodovico Pavoni,
Alfonso Maria Fusco,
Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero,
Elisabetta della Santissima Trinità Catez

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Piazza San Pietro
Domenica, 16 ottobre 2016

Papa Francesco ci ricorda che i Santi sono uomini, e donne, che entrano, fino in fondo, nel mistero della preghiera, lasciando pregare, e lottare, in loro, lo Spirito Santo...

"Crea in noi un cuore generoso e fedele..."

All’inizio dell’odierna Celebrazione abbiamo rivolto al Signore questa preghiera: «Crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito» ("Orazione Colletta").

Noi, da soli, non siamo in grado di formarci un cuore così, solo Dio può farlo, e perciò lo chiediamo nella preghiera, lo invochiamo da Lui come dono, come sua "creazione". In questo modo siamo introdotti nel tema della "preghiera", che è al centro delle Letture bibliche di questa domenica e che interpella anche noi, qui radunati per la "canonizzazione di alcuni nuovi Santi e Sante". Essi hanno raggiunto la meta, hanno avuto un cuore generoso e fedele, grazie alla preghiera: hanno pregato con tutte le forze, hanno lottato, e hanno vinto.

Pregare, dunque. Come "Mosè", il quale è stato soprattutto uomo di Dio, "uomo di preghiera". Lo vediamo oggi nell’episodio della battaglia contro Amalek, in piedi sul colle con le braccia alzate; ma ogni tanto, per il peso, le braccia gli cadevano, e in quei momenti il popolo aveva la peggio; allora Aronne e Cur fecero sedere Mosè su una pietra e sostenevano le sue braccia alzate, fino alla vittoria finale.

Questo è lo stile di vita spirituale che ci chiede la Chiesa: non per vincere la guerra, ma per vincere la pace!

Nell’episodio di Mosè c’è un messaggio importante: l’impegno della preghiera richiede di "sostenerci l’un l’altro". La stanchezza è inevitabile, a volte non ce la facciamo più, ma con il sostegno dei fratelli la nostra preghiera può andare avanti, finché il Signore porti a termine la sua opera.

San Paolo, scrivendo al suo discepolo e collaboratore Timoteo, gli raccomanda di "rimanere saldo" in quello che ha imparato e in cui crede fermamente (cfr. 2 Tm 3,14). Tuttavia anche Timoteo non poteva farcela da solo: non si vince la "battaglia" della perseveranza senza la preghiera. Ma non una preghiera sporadica, altalenante, bensì fatta come Gesù insegna nel Vangelo di oggi: «pregare sempre, senza stancarsi mai» (Lc 18,1). Questo è il modo di agire cristiano: essere "saldi" nella preghiera per rimanere "saldi" nella fede e nella testimonianza. Ed ecco di nuovo una voce dentro di noi: "Ma Signore, com’è possibile non stancarsi? Siamo esseri umani... Anche Mosè si è stancato!...". È vero, ognuno di noi si stanca. Ma non siamo soli, facciamo parte di un Corpo! Siamo membra del Corpo di Cristo, la Chiesa, le cui braccia sono alzate giorno e notte al Cielo grazie alla presenza di Cristo Risorto e del suo Santo Spirito. E solo nella Chiesa e grazie alla preghiera della Chiesa noi possiamo rimanere saldi nella fede e nella testimonianza.

Abbiamo ascoltato la promessa di Gesù nel Vangelo: Dio farà giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui (cfr. Lc 18,7). Ecco il mistero della preghiera: "gridare, non stancarsi, e, se ti stanchi, chiedere aiuto per tenere le mani alzate". Questa è la preghiera che Gesù ci ha rivelato e ci ha donato nello Spirito Santo. Pregare non è rifugiarsi in un mondo ideale, non è evadere in una falsa quiete egoistica. Al contrario, "pregare è lottare", e lasciare che anche lo Spirito Santo preghi in noi. È lo Spirito Santo che ci insegna a pregare, che ci guida nella preghiera, che ci fa pregare come figli.

"I Santi" sono uomini e donne che entrano fino in fondo nel mistero della preghiera. Uomini e donne che "lottano con la preghiera", lasciando pregare e lottare in loro lo Spirito Santo; lottano "fino alla fine", con tutte le loro forze, e vincono, ma non da soli: il Signore vince in loro e con loro. Anche questi sette testimoni che oggi sono stati canonizzati, hanno combattuto la buona battaglia della fede e dell’amore con la preghiera. Per questo "sono rimasti saldi nella fede", con il "cuore generoso e fedele". Per il loro esempio e la loro intercessione, Dio conceda anche a noi di essere uomini e donne di preghiera; di gridare giorno e notte a Dio, senza stancarci; di lasciare che lo Spirito Santo preghi in noi, e di pregare sostenendoci a vicenda per rimanere con le braccia alzate, finché vinca la Divina Misericordia.

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