VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE

RITAGLI    PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI

Sagrato della Basilica Vaticana
Sabato, 7 settembre 2013

Papa Francesco ci esorta ad imparare il perdono, il dialogo, la riconciliazione, perché, nei nostri cuori e in tutto il mondo, torni a regnare la Pace...

La Veglia di Preghiera per la Pace, in Piazza San Pietro, in Vaticano!

In Preghiera con il Papa, perché la Siria e il Medio Oriente ritrovino Pace ed armonia...

La stretta di mano tra Vladimir Putin e Barack Obama, insieme all'Appello per la Pace del Santo Padre!

"Dio vide che era cosa buona..."
(Gen 1,12)

( AUDIO )

«Dio vide che era cosa buona!» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto Biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla Creazione, quasi la contempla, e ripete: "È cosa buona!". Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio...

Possiamo chiederci: che significato ha, questo messaggio? Che cosa dice, questo messaggio, a me, a te, a tutti noi?

1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo, nel cuore e nella mente di Dio, è la "casa dell’armonia e della pace", ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto, e sentirsi "a casa", perché è "cosa buona"! Tutto il Creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale, non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con Dio, che è amore, fedeltà, bontà, si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani, e porta armonia all’intera Creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro! Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti, pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo, il mondo che io desidero? Non è forse questo, il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, "nelle" e "tra" le Nazioni? E, la vera libertà, nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo, non è forse solo quella orientata al bene di tutti, e guidata dall’amore?

2. Ma domandiamoci, adesso: è questo il mondo, in cui viviamo? Il Creato conserva la sua bellezza che ci riempie di stupore, rimane un’opera buona! Ma ci sono anche "la violenza, la divisione, lo scontro, la guerra"... Questo avviene, quando l’uomo, vertice della Creazione, lascia di guardare l’orizzonte della bellezza e della bontà, e si chiude nel proprio egoismo!

Quando l’uomo pensa solo a sé stesso, ai propri interessi, e si pone al centro, quando si lascia affascinare dagli idoli del dominio e del potere, quando si mette al posto di Dio, allora guasta tutte le relazioni, rovina tutto; e apre la porta alla violenza, all’indifferenza, al conflitto... Esattamente questo, è ciò che vuole farci capire il brano della "Genesi", in cui si narra il peccato dell’essere umano: l’uomo entra in conflitto con se stesso, si accorge di essere nudo, e si nasconde, perché ha paura (Gen 3,10), ha paura dello sguardo di Dio; accusa la donna, colei che è carne della sua carne (v. 12); rompe l’armonia con il Creato, arriva ad alzare la mano contro il fratello, per ucciderlo! Possiamo dire che, dall’armonia, si passa alla "disarmonia"? Possiamo dire questo: che, dall’armonia, si passa alla "disarmonia"? No, non esiste la "disarmonia": o c’è armonia, o si cade nel "caos", dove è violenza, contesa, scontro, paura...

Proprio in questo "caos", è quando Dio chiede alla coscienza dell’uomo: «Dov’è Abele, tuo fratello?». E Caino risponde: «Non lo so! Sono forse io, il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Anche a noi è rivolta questa domanda, e anche a noi farà bene chiederci: "Sono forse io, il custode di mio fratello?". Sì, tu sei custode di tuo fratello! Essere persona umana, significa essere custodi gli uni degli altri! E invece, quando si rompe l’armonia, succede una metamorfosi: il fratello da custodire e da amare diventa l’avversario da combattere, da sopprimere... Quanta violenza, viene da quel momento: quanti conflitti, quante guerre, hanno segnato la nostra storia! Basta vedere la sofferenza, di tanti fratelli e sorelle... Non si tratta di qualcosa di congiunturale, ma questa è la verità: in ogni violenza, e in ogni guerra, noi facciamo rinascere Caino! Noi tutti! E anche oggi continuiamo questa storia di scontro tra i fratelli, anche oggi alziamo la mano contro chi è nostro fratello. Anche oggi, ci lasciamo guidare dagli idoli, dall’egoismo, dai nostri interessi; e questo atteggiamento va avanti: abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra, portano solo morte, parlano di morte! La violenza, e la guerra, hanno il linguaggio della morte!

Dopo il "caos" del Diluvio, ha smesso di piovere, si vede l’Arcobaleno, e la colomba porta un ramo di ulivo... Penso, anche oggi, a quell’ulivo, che i Rappresentanti delle diverse Religioni abbiamo piantato a Buenos Aires, in "Plaza de Mayo", nel 2000, chiedendo che non ci sia più il "caos", chiedendo che non ci sia più guerra, chiedendo pace!

3. E, a questo punto, mi domando: "È possibile percorrere la strada della pace?". Possiamo uscire da questa spirale di dolore, e di morte? Possiamo imparare di nuovo a camminare, e percorrere, le vie della pace? Invocando l’aiuto di Dio, sotto lo sguardo materno della "Salus Populi Romani", "Regina della Pace", voglio rispondere: "Sì, è possibile per tutti!". Questa sera, vorrei che, da ogni parte della terra, noi gridassimo: "Sì, è possibile per tutti!". Anzi, vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le Nazioni, rispondesse: "Sì, lo vogliamo!". La mia Fede Cristiana mi spinge a guardare alla Croce... Come vorrei che, per un momento, tutti gli uomini e le donne di buona volontà guardassero alla Croce! Lì, si può leggere la risposta di Dio: lì, alla violenza non si è risposto con violenza, alla morte non si è risposto con il linguaggio della morte... Nel silenzio della Croce, tace il fragore delle armi, e parla il linguaggio della riconciliazione, del perdono, del dialogo, della pace! Vorrei chiedere al Signore, questa sera, che noi Cristiani, e i fratelli delle altre Religioni, ogni uomo e donna di buona volontà, gridasse con forza: "La violenza, e la guerra, non è mai la via della pace!". Ognuno si animi a guardare nel profondo della propria coscienza, e ascolti quella parola, che dice: "Esci dai tuoi interessi che atrofizzano il cuore, supera l’indifferenza verso l’altro che rende insensibile il cuore, vinci le tue ragioni di morte, e apriti al dialogo, alla riconciliazione: guarda al dolore del tuo fratello – penso ai bambini: soltanto a quelli... – , guarda al dolore del tuo fratello, e non aggiungere altro dolore, ferma la tua mano, ricostruisci l’armonia che si è spezzata; e questo, non con lo scontro, ma con l’incontro!". Finisca il rumore delle armi! La guerra segna sempre il fallimento della pace, è sempre una sconfitta per l’umanità. Risuonino, ancora una volta, le parole di Paolo VI: «Non più gli uni contro gli altri, non più, mai!... Non più la guerra, non più la guerra!» ("Discorso alle Nazioni Unite", 4 Ottobre 1965: AAS 57 [1965], 881). «La pace si afferma solo con la pace, quella non disgiunta dai doveri della giustizia, ma alimentata dal sacrificio proprio, dalla clemenza, dalla misericordia, dalla carità!» ("Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace", 1976: AAS 67 [1975], 671). Fratelli e sorelle, perdono, dialogo, riconciliazione, sono le parole della Pace: nell’amata Nazione Siriana, nel Medio Oriente, in tutto il Mondo! Preghiamo, questa sera, per la riconciliazione e per la pace, lavoriamo per la riconciliazione e per la pace, e diventiamo tutti, in ogni ambiente, uomini e donne di riconciliazione e di pace... Così sia!

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