RITAGLI    DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI
AI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO, PROMOSSO DAL
"PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE",
NEL 50° ANNIVERSARIO DELLA
"PACEM IN TERRIS"

Sala Clementina
Giovedì, 3 ottobre 2013

PAPA GIOVANNI XXIII, Angelo Roncalli (1881-1963)...

"... Che ascoltino il grido, che sale verso il Cielo: Pace, Pace!"

Cari fratelli e sorelle,
Buongiorno!

Condivido, oggi, con voi, la Commemorazione della storica Enciclica "Pacem in terris", promulgata, dal Beato Giovanni XXIII, l’11 Aprile del 1963! La Provvidenza ha voluto che, questo incontro, avvenga proprio poco dopo l’annuncio della sua Canonizzazione... Saluto tutti, in particolare il Cardinale Turkson, ringraziandolo per le parole che mi ha rivolto, anche a nome vostro!

I più anziani, tra noi, ricordiamo bene l’epoca dell’Enciclica "Pacem in Terris"! Era l’apice della cosiddetta "Guerra Fredda"... Alla fine del 1962, l’umanità si era trovata sull’orlo di un conflitto atomico mondiale, e il Papa elevò un drammatico, e accorato, appello di pace, rivolgendosi, così, a tutti coloro che avevano la responsabilità del potere; diceva: «Con la mano sulla coscienza, che ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il Cielo: Pace, Pace!» ("Radio-Messaggio", 25 Ottobre 1962). Era un grido agli uomini, ma era anche una supplica rivolta al Cielo! Il dialogo, che allora, faticosamente, iniziò tra i grandi blocchi contrapposti, ha portato, durante il Pontificato di un altro Beato, Giovanni Paolo II, al superamento di quella fase, e all’apertura di spazi di libertà e di dialogo. I semi di pace, gettati dal Beato Giovanni XXIII, hanno portato frutti... Eppure, nonostante siano caduti muri e barriere, il mondo continua ad avere bisogno di pace, e il richiamo della "Pacem in terris" rimane fortemente attuale!

1. Ma qual è il fondamento, della costruzione della pace? La "Pacem in terris", lo vuole ricordare a tutti: esso consiste nell’origine Divina dell’uomo, della società e dell’autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati, a vivere rapporti di giustizia e solidarietà. È compito, allora, di tutti gli uomini, costruire la pace, sull’esempio di Gesù Cristo, attraverso queste due strade: promuovere e praticare la giustizia, con verità e amore; contribuire, ognuno secondo le sue possibilità, allo sviluppo umano integrale, secondo la logica della solidarietà!

Guardando alla nostra realtà attuale, mi chiedo se abbiamo compreso questa lezione, della "Pacem in terris"! Mi chiedo se le parole giustizia, e solidarietà, sono solo nel nostro dizionario, o tutti operiamo perché divengano realtà... L’Enciclica del Beato Giovanni XXIII ci ricorda chiaramente che non ci può essere vera pace, e armonia, se non lavoriamo per una società più giusta e solidale, se non superiamo egoismi, individualismi, interessi di gruppo, e questo a tutti i livelli!

2. Andiamo un po’ avanti... Quali conseguenze ha, richiamare l’origine Divina  dell’uomo, della società e della stessa autorità? La "Pacem in terris", focalizza una conseguenza di base: il valore della persona, la dignità di ogni essere umano, da promuovere, rispettare, e tutelare, sempre! E non sono solamente i principali diritti, civili e politici, che devono essere garantiti – afferma il Beato Giovanni XXIII – , ma si deve anche offrire ad ognuno la possibilità di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza: il cibo, l’acqua, la casa, le cure sanitarie, l’istruzione, e la possibilità di formare e sostenere una famiglia... Questi, sono gli obiettivi che hanno una priorità inderogabile, nell’azione nazionale e internazionale, e ne misurano la bontà! Da essi, dipende una pace duratura per tutti! Ed è importante anche che abbia spazio quella ricca gamma di associazioni, e di corpi intermedi, che, nella logica della sussidiarietà, e nello spirito della solidarietà, perseguano tali obiettivi. Certo, l’Enciclica afferma obiettivi ed elementi, che sono ormai acquisiti dal nostro modo di pensare, ma c’è da chiedersi: lo sono veramente, nella realtà? Dopo Cinquant’Anni, trovano riscontro, nello sviluppo delle nostre società?

3. La "Pacem in terris" non intendeva affermare, che sia compito della Chiesa dare indicazioni concrete su temi che, nella loro complessità, devono essere lasciati alla libera discussione! Sulle materie politiche, economiche e sociali, non è il Dogma a indicare le soluzioni pratiche, ma piuttosto sono il dialogo, l’ascolto, la pazienza, il rispetto dell’altro, la sincerità, e anche la disponibilità a rivedere la propria opinione... In fondo, l’appello alla pace di Giovanni XXIII, nel 1962, mirava a orientare il dibattito internazionale, secondo queste virtù!

I principi fondamentali della "Pacem in terris" possono guidare, con frutto, lo studio e la discussione sulle "res novae", che interessano il vostro Convegno: l’emergenza educativa, l’influsso dei mezzi di comunicazione di massa sulle coscienze, l’accesso alle risorse della terra, il buono o cattivo uso dei risultati delle ricerche biologiche, la corsa agli armamenti, e le misure di sicurezza, nazionali ed internazionali... La crisi economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo e per la verità, con cui sono state prese decisioni da parte dei Governi e dei cittadini, ce lo dicono con chiarezza! La "Pacem in terris" traccia una linea, che va, dalla pace da costruire nel cuore degli uomini, ad un ripensamento del nostro modello di sviluppo e di azione, a tutti i livelli, perché il nostro mondo sia un mondo di pace. Mi domando, se siamo disposti a raccoglierne l’invito!

Parlando di pace, parlando della inumana crisi economica mondiale, che è un sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo, non posso non ricordare, con grande dolore, le numerose vittime dell’ennesimo, tragico, naufragio, avvenuto oggi al largo di Lampedusa... Mi viene la parola: vergogna! È una vergogna! Preghiamo insieme Dio, per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i famigliari, e per tutti i profughi... Uniamo i nostri sforzi, perché non si ripetano simili tragedie! Solo una decisa collaborazione di tutti, può aiutare a prevenirle!

Cari amici, il Signore, con l’intercessione di Maria, "Regina della Pace", ci aiuti ad accogliere sempre in noi la pace, che è dono di Cristo Risorto, e a lavorare sempre, con impegno e con creatività, per il bene comune! Grazie!

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