PAPA FRANCESCO

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 24 gennaio 2018

Dal 15 al 18 Gennaio 2018: Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Cile! Un giovane Peruviano dell'Amazzonia, durante l'incontro con il Papa, a Puerto Maldonado... Dalla pace, alla speranza, Papa Francesco ripercorre le tappe principali del suo Viaggio in Cile e in Perù... Francesco, tra la folla in festa, durante il suo Viaggio Apostolico in Cile... Dal 18 al 22 Gennaio 2018: Viaggio Apostolico di Papa Francesco in Perù!

Saluto ai malati e ai bambini, in "Aula Paula VI"...

Buongiorno, vi saluto tutti, vi ringrazio di essere venuti!

È meglio che voi siate qui, per il freddo. Potrete vedere l’"Udienza" sullo schermo, e dalla Piazza vedranno voi. È collegato. Siete più tranquilli, senza freddo, seduti... Anche i bambini più piccoli possono giocare e così tutto andrà bene!

Adesso vorrei darvi la Benedizione. Preghiamo la Madonna. Seduti, seduti tutti...

["Ave Maria" e "Benedizione"...].

Buona giornata e pregate per me, ciao! Allora, come fanno i bambini? Ciao ciao!

CATECHESI DEL SANTO PADRE

"VIAGGIO APOSTOLICO IN CILE E PERÙ"

Cari Fratelli e Sorelle,
Buongiorno!

Questa "Udienza" si fa in due posti collegati: voi, qui in Piazza, e un gruppo di bambini un po’ malati, che sono nell’Aula! Loro vedranno voi e voi vedrete loro: e così siamo collegati. Salutiamo i bambini che sono in Aula: ma era meglio che non prendessero tanto freddo, e per questo sono lì!

Sono rientrato due giorni fa dal Viaggio Apostolico in Cile e Perù! Un applauso al Cile e al Perù! Due popoli bravi, bravi... Ringrazio il Signore perché tutto è andato bene: ho potuto incontrare il Popolo di Dio in cammino in quelle terre – anche quelli che non sono in cammino, sono un po’ fermi... Ma è buona gente – e incoraggiare lo sviluppo sociale di quei Paesi! Rinnovo la mia gratitudine alle Autorità Civili e ai fratelli Vescovi, che mi hanno accolto con tanta premura e generosità; come pure a tutti i collaboratori e i volontari. Pensate che in ognuno dei due Paesi c’erano più di ventimila volontari: ventimila e più in Cile, ventimila in Perù. Gente brava: in maggioranza giovani!

Il mio arrivo in Cile era stato preceduto da diverse manifestazioni di protesta, per vari motivi, come voi avete letto nei giornali. E questo ha reso ancora più attuale e vivo il Motto della mia Visita: «"Mi paz os doy" – "Vi do la mia pace"». Sono le parole di Gesù rivolte ai discepoli, che ripetiamo in ogni Messa: il dono della pace, che solo Gesù morto e risorto può dare a chi si affida a Lui. Non solo ognuno di noi ha bisogno della pace, anche il mondo, oggi, in questa terza guerra mondiale a pezzetti... Per favore, preghiamo per la pace!

Nell’incontro con le "Autorità" Politiche e Civili del Paese ho incoraggiato il cammino della democrazia cilena, come spazio di incontro solidale e capace di includere le diversità; per questo scopo ho indicato come metodo la via dell’ascolto: in particolare l’ascolto dei poveri, dei giovani e degli anziani, degli immigrati, e anche l’ascolto della terra.

Nella prima "Eucaristia", celebrata "per la pace e la giustizia", sono risuonate le "Beatitudini", specialmente «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio!» (Mt 5,9). Una "Beatitudine" da testimoniare con lo stile della prossimità, della vicinanza, della condivisione, rafforzando così, con la grazia di Cristo, il tessuto della comunità ecclesiale e dell’intera società.

In questo stile di prossimità contano più i gesti delle parole, e un gesto importante che ho potuto compiere è stato visitare il "carcere femminile" di Santiago: i volti di quelle donne, molte delle quali giovani madri, coi loro piccoli in braccio, esprimevano malgrado tutto tanta speranza. Le ho incoraggiate ad esigere, da sé stesse e dalle istituzioni, un serio cammino di preparazione al reinserimento, come orizzonte che dà senso alla pena quotidiana. Noi non possiamo pensare un carcere, qualsiasi carcere, senza questa dimensione del reinserimento, perché se non c’è questa speranza dei reinserimento sociale, il carcere è una tortura infinita. Invece, quando si opera per reinserire – anche gli ergastolani possono reinserirsi – mediante il lavoro dal carcere alla società, si apre un dialogo. Ma sempre un carcere deve avere questa dimensione del reinserimento, sempre.

Con i "Sacerdoti" e i "Consacrati" e con "i Vescovi" del Cile ho vissuto due incontri molto intensi, resi ancora più fecondi dalla sofferenza condivisa per alcune ferite che affliggono la Chiesa in quel Paese. In particolare, ho confermato i miei fratelli nel rifiuto di ogni compromesso con gli abusi sessuali sui minori, e al tempo stesso nella fiducia in Dio, che attraverso questa dura prova purifica e rinnova i suoi ministri.

Le altre due Messe in Cile sono state celebrate una nel Sud e una nel Nord. Quella nel Sud, "in Araucanía", terra dove abitano gli "Indios Mapuche", ha trasformato in gioia i drammi e le fatiche di questo popolo, lanciando un appello per una pace che sia armonia delle diversità e per il ripudio di ogni violenza. Quella nel Nord, a Iquique, tra oceano e deserto, è stata un inno all’incontro tra i popoli, che si esprime in modo singolare nella religiosità popolare.

Gli incontri con i "giovani" e con l’"Università Cattolica" del Cile hanno risposto alla sfida cruciale di offrire un senso grande alla vita delle nuove generazioni. Ai giovani ho lasciato la parola programmatica di Sant’Alberto Hurtado: "Cosa farebbe Cristo al mio posto?". E all’Università ho proposto un modello di formazione integrale, che traduce l’identità cattolica in capacità di partecipare alla costruzione di società unite e plurali, dove i conflitti non vengono occultati ma gestiti nel dialogo. Sempre ci sono conflitti: anche a casa; sempre ci sono. Ma, trattare i male conflitti è ancora peggio. Non bisogna nascondere i conflitti sotto il letto: i conflitti che vengono alla luce, si affrontano e si risolvono con il dialogo. Pensate voi ai piccoli conflitti che avrete sicuramente a casa vostra: non bisogna nasconderli ma affrontarli. Cercare il momento e si parla: il conflitto si risolve così, con il dialogo.

In Perù il Motto della Visita è stato: «"Unidos por la esperanza" "Uniti dalla speranza"». Uniti non in una sterile uniformità, tutti uguali: questa non è unione; ma in tutta la ricchezza delle differenze che ereditiamo dalla storia e dalla cultura. Lo ha testimoniato emblematicamente l’incontro con i "popoli dell’Amazzonia" Peruviana, che ha dato anche avvio all’itinerario del "Sinodo Pan-Amazzonico" convocato per l’Ottobre 2019, come pure lo hanno testimoniato i momenti vissuti con la "popolazione di Puerto Maldonado" e con i "bambini della Casa di Accoglienza" "Il Piccolo Principe". Insieme abbiamo detto "no" alla colonizzazione economica e alla colonizzazione ideologica.

Parlando alle "Autorità Politiche e Civili" del Perù, ho apprezzato il patrimonio ambientale, culturale e spirituale di quel Paese, e ho messo a fuoco le due realtà che più gravemente lo minacciano: il degrado "ecologico-sociale" e la corruzione. Non so se voi avete sentito qui parlare di corruzione... Non so... Non solo da quelle parti c’è: anche qua ed è più pericolosa dell’influenza! Si mischia e rovina i cuori. La corruzione rovina i cuori. Per favore, no alla corruzione. E ho rimarcato che nessuno è esente da responsabilità di fronte a queste due piaghe e che l’impegno per contrastarle riguarda tutti.

La prima "Messa" pubblica in Perù l’ho celebrata sulla riva dell’oceano, presso la città di "Trujillo", dove la tempesta detta "Niño costiero" l’anno scorso ha duramente colpito la popolazione. Perciò l’ho incoraggiata a reagire a questa ma anche ad altre tempeste quali la malavita, la mancanza di educazione, di lavoro e di alloggio sicuro. A Trujillo ho incontrato anche "i Sacerdoti e i Consacrati" del Nord del Perù, condividendo con loro la gioia della chiamata e della missione, e la responsabilità della comunione nella Chiesa. Li ho esortati ad essere ricchi di memoria e fedeli alle loro radici. E tra queste radici vi è la devozione popolare alla Vergine Maria. Sempre a Trujillo ha avuto luogo la "Celebrazione Mariana" in cui ho incoronato la Vergine della Porta, proclamandola "Madre della Misericordia e della Speranza".

La giornata finale del Viaggio, Domenica scorsa, si è svolta a Lima, con un forte accento spirituale ed ecclesiale. Nel Santuario più celebre del Perù, in cui si venera il dipinto della Crocifissione chiamato "Señor de los Milagros", ho incontrato circa cinquecento "Religiose di vita contemplativa": un vero "polmone" di fede e di preghiera per la Chiesa e per tutta la società. Nella Cattedrale ho compiuto uno speciale "atto di preghiera" per intercessione dei Santi peruviani, a cui ha fatto seguito l’incontro con "i Vescovi" del Paese, ai quali ho proposto la figura esemplare di San Toribio di Mogrovejo. Anche ai giovani peruviani ho indicato i Santi come uomini e donne che non hanno perso tempo a "truccare" la propria immagine, ma hanno seguito Cristo, che li ha guardati con speranza. Come sempre, la parola di Gesù dà senso pieno a tutto, e così anche il Vangelo dell’"ultima Celebrazione Eucaristica" ha riassunto il messaggio di Dio al suo popolo in Cile e in Perù: «Convertitevi e credete nel Vangelo!» (Mc 1,15). «Così – sembrava dire il Signore – riceverete "la pace che io vi do" e sarete "uniti nella mia speranza"!». Questo è più o meno il riassunto di questo Viaggio! Preghiamo per queste due Nazioni sorelle, il Cile e il Perù, perché il Signore le benedica!

APPELLO

Purtroppo continuano a giungere notizie preoccupanti dalla "Repubblica Democratica del Congo"! Pertanto, rinnovo il mio appello perché tutti si impegnino ad evitare ogni forma di violenza. Da parte sua, la Chiesa non vuole altro che contribuire alla pace e al bene comune della società!

SALUTI...

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua Italiana! Rivolgo un cordiale benvenuto a tutti. Sono lieto di accogliere i nuovi Ministri Provinciali dell’Ordine dei "Frati Minori", i partecipanti al Convegno della "Lega Sacerdotale Mariana"; i Gruppi Parrocchiali e l’Oratorio "Virtus Nova" di Pontecagnano Fiano. Incoraggio tutti ad essere fedeli a Cristo affinché, sull’esempio di Maria Santissima, risplenda la gioia del Vangelo!

Porgo un saluto speciale e una parola di incoraggiamento agli esponenti dell’Associazione Volontari Ospedalieri", esortandoli a proseguire nell’opera caritativa verso gli ammalati più bisognosi. Grazie tante per quello che voi fate. Saluto gli Istituti Scolastici, in particolare quello di Ginosa; il "235° Reggimento Addestramento Volontari" "Piceno" di Roma; il "Lions Clubs" di Campania, Basilicata e Calabria; il "Gruppo Marevivo Campania" e quello dei Volontari di Livorno, augurando a tutti di svolgere un gioioso e generoso servizio al bene comune!

Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Oggi ricorre la Memoria di "San Francesco di Sales", Vescovo e Dottore della Chiesa. La figura di questo Santo, sia per voi giovani modello di dolcezza; per voi ammalati, incoraggiamento ad offrire le vostre sofferenze per la causa dell’unità della Chiesa di Cristo; per voi sposi novelli sia esempio nel riconoscere nella vostra vita famigliare il primato di Dio e del suo amore!

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