RITAGLI    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI
AL PRESIDENTE ESECUTIVO DEL "WORLD ECONOMIC FORUM",
IN OCCASIONE DEL "MEETING" ANNUALE, A
DAVOS-KLOSTERS (SVIZZERA)

Papa Francesco ci ricorda che, a partire da un'apertura alla "trascendenza", potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed imprenditoriale, capace di guidare tutte le azioni economiche e finanziarie, nell'ottica di un'etica veramente umana...

"Una visione «trascendente» della persona..."

Al Professor Klaus Schwab,
Presidente Esecutivo del "World Economic Forum"!

La ringrazio vivamente, per il Suo cortese invito, a rivolgermi all’Incontro Annuale del "World Economic Forum", che, come al solito, si terrà a Davos-Klosters, alla fine del mese corrente! Confidando che l’Incontro sarà un’occasione per una più approfondita riflessione sulle cause della crisi economica, che ha interessato tutto il mondo negli ultimi anni, vorrei offrire alcune considerazioni, nella speranza che possano arricchire i dibattiti del "Forum", e fornire un utile contributo al suo importante lavoro!

Il nostro è un tempo caratterizzato da notevoli cambiamenti, e da significativi progressi, in diversi campi, con importanti conseguenze, per la vita degli uomini! In effetti, «si devono lodare i successi, che contribuiscono al benessere delle persone: per esempio, nell’ambito della salute, dell’educazione e della comunicazione» ("Evangelii gaudium", 52), come pure in tanti altri campi dell’agire umano, e occorre riconoscere il ruolo fondamentale che l’imprenditoria moderna ha avuto in tali cambiamenti epocali, stimolando e sviluppando le immense risorse dell’intelligenza umana... Tuttavia, i successi raggiunti, pur avendo ridotto la povertà per un grande numero di persone, non di rado hanno portato anche ad una diffusa esclusione sociale! Infatti, la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continua a vivere ancora una quotidiana precarietà, con conseguenze spesso drammatiche!

In questa sede, desidero richiamare l’importanza che hanno le diverse istanze politiche ed economiche, nella promozione di un approccio inclusivo, che tenga in considerazione la dignità di ogni persona umana, e il bene comune! Si tratta di una preoccupazione che dovrebbe improntare ogni scelta politica ed economica, ma a volte sembra solo un’aggiunta, per completare un discorso. Coloro che hanno incombenze in tali ambiti hanno una precisa responsabilità nei confronti degli altri, particolarmente di coloro che sono più fragili, deboli e indifesi. Non si può tollerare che migliaia di persone muoiano ogni giorno di fame, pur essendo disponibili ingenti quantità di cibo, che spesso vengono semplicemente sprecate. Parimenti, non possono lasciare indifferenti i numerosi profughi, in cerca di condizioni di vita minimamente degne, che non solo non trovano accoglienza, ma non di rado vanno incontro alla morte, in viaggi disumani. Sono consapevole che queste parole sono forti, persino drammatiche: tuttavia, esse intendono sottolineare, ma anche sfidare, la capacità di influire di codesto uditorio. Infatti, coloro che, con il loro ingegno e la loro abilità professionale, sono stati capaci di creare innovazione e favorire il benessere di molte persone, possono dare un ulteriore contributo, mettendo la propria competenza al servizio di quanti sono, tuttora, nell’indigenza!

Occorre, perciò, un rinnovato, profondo ed esteso senso di responsabilità, da parte di tutti! «La Vocazione di un imprenditore è – infatti – un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato più ampio della vita!» ("Evangelii gaudium", 203). Ciò consente a tanti uomini e donne di servire con più efficacia il bene comune, e di rendere più accessibili, per tutti, i beni di questo mondo. Tuttavia, la crescita in equità esige qualcosa di più, della crescita economica, benché la presupponga. Essa esige, anzitutto, «una visione "trascendente" della persona» (Benedetto XVI, "Caritas in veritate", 11), poiché, «senza la prospettiva di una Vita Eterna, il progresso umano in questo mondo rimane privo di respiro» ("Ibid.")! Parimenti, richiede decisioni, meccanismi e processi, volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro, e a una promozione integrale dei poveri, che superi il mero "assistenzialismo"!

Sono convinto che, a partire da tale apertura alla "trascendenza", potrebbe formarsi una nuova mentalità politica ed imprenditoriale, capace di guidare tutte le azioni economiche e finanziarie, nell’ottica di un’etica veramente umana! La comunità imprenditoriale Internazionale può contare su molti uomini e donne, di grande onestà e integrità personale, il cui lavoro è ispirato e guidato da alti ideali di giustizia, generosità, e preoccupazione per l’autentico sviluppo della famiglia umana. Vi esorto, perciò, ad attingere a queste grandi risorse morali e umane, e ad affrontare tale sfida con determinazione, e con lungimiranza! Senza ignorare, naturalmente, la specificità scientifica e professionale di ogni contesto, vi chiedo di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell’umanità, e non la governi!

Signor Presidente, Cari Amici!
Confidando che, in queste mie brevi parole, possiate scorgere un segno di sollecitudine pastorale, e un contributo costruttivo, affinché le Vostre attività siano sempre più nobili e feconde, desidero rinnovare il mio augurio, per il felice esito dell’Incontro, mentre invoco la Benedizione Divina, su di Lei, sui partecipanti al "Forum", come pure sulle Vostre famiglie, e attività!

Dal Vaticano, 17 Gennaio 2014

FRANCISCUS PP.

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