PAPA FRANCESCO

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 1° maggio 2013

Papa Francesco ci ricorda che il lavoro fa parte del piano di amore di Dio, e ci invita a custodire i doni da Lui creati...

"MARIA E GIUSEPPE"

Cari fratelli e sorelle,
Buongiorno!

Oggi, Primo Maggio, celebriamo "San Giuseppe Lavoratore", e iniziamo il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna! In questo nostro incontro, vorrei soffermarmi allora su queste due figure così importanti nella vita di Gesù, della Chiesa e nella nostra vita, con due brevi pensieri: il primo sul lavoro, il secondo sulla contemplazione di Gesù...

1. Nel Vangelo di San Matteo, in uno dei momenti in cui Gesù ritorna al suo paese, a Nazareth, e parla nella Sinagoga, viene sottolineato lo stupore dei suoi paesani per la sua sapienza, e la domanda che si pongono: «Non è, costui, il figlio del falegname?» (Mt 13,55). Gesù entra nella nostra storia, viene in mezzo a noi, nascendo da Maria per opera di Dio, ma con la presenza di San Giuseppe, il Padre legale, che lo custodisce e gli insegna anche il suo lavoro. Gesù nasce e vive in una famiglia, nella Santa Famiglia, imparando da San Giuseppe il mestiere del falegname, nella bottega di Nazareth: condividendo con lui l’impegno, la fatica, la soddisfazione, e anche le difficoltà di ogni giorno!

Questo ci richiama alla dignità e all’importanza del lavoro! Il "Libro della Genesi" narra che Dio creò l’uomo e la donna, affidando loro il compito di riempire la terra e soggiogarla: che non significa sfruttarla, ma coltivarla e custodirla, averne cura con la propria opera (cfr. Gen 1,28; Gen 2,15). Il lavoro fa parte del piano di amore di Dio; noi siamo chiamati a coltivare e custodire tutti i beni della creazione e, in questo modo, partecipiamo all’opera della creazione! Il lavoro è un elemento fondamentale, per la dignità di una persona. Il lavoro, per usare un’immagine, ci "unge" di dignità, ci riempie di dignità; ci rende simili a Dio, che ha lavorato e lavora, agisce sempre (cfr. Gv 5,17); dà la capacità di mantenere se stessi, la propria famiglia, di contribuire alla crescita della propria Nazione... E qui penso alle difficoltà che, in vari Paesi, incontra oggi il mondo del lavoro e dell’impresa; penso a quanti, e non solo giovani, sono disoccupati, molte volte a causa di una concezione "economicista" della società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri della giustizia sociale!

Desidero rivolgere a tutti l’invito alla solidarietà, e ai Responsabili della "cosa pubblica" l’incoraggiamento a fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all’occupazione; questo significa preoccuparsi per la dignità della persona; ma, soprattutto, vorrei dire di non perdere la speranza; anche San Giuseppe ha avuto momenti difficili, ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli, nella certezza che Dio non ci abbandona. E, poi, vorrei rivolgermi, in particolare, a voi, ragazzi e ragazze, a voi, giovani: impegnatevi nel vostro dovere quotidiano, nello studio, nel lavoro, nei rapporti di amicizia, nell’aiuto verso gli altri; il vostro avvenire dipende anche da come sapete vivere questi preziosi anni della vita... Non abbiate paura dell’impegno, del sacrificio, e non guardate con paura al futuro; mantenete viva la speranza: c’è sempre una luce all’orizzonte!

Aggiungo una parola su un’altra particolare situazione di lavoro, che mi preoccupa: mi riferisco a quello che potremmo definire come il "lavoro schiavo", il lavoro che schiavizza... Quante persone, in tutto il mondo, sono vittime di questo tipo di schiavitù, in cui è la persona che serve il lavoro, mentre deve essere il lavoro ad offrire un servizio alle persone perché abbiano dignità. Chiedo, ai fratelli e sorelle nella fede, e a tutti gli uomini e donne di buona volontà, una decisa scelta contro la tratta delle persone, all’interno della quale figura il "lavoro schiavo"!

2. Accenno al secondo pensiero; nel silenzio dell’agire quotidiano, San Giuseppe, insieme a Maria, hanno un solo centro comune di attenzione: Gesù! Essi accompagnano e custodiscono, con impegno e tenerezza, la crescita del Figlio di Dio fatto uomo per noi, riflettendo su tutto ciò che accadeva. Nei Vangeli, San Luca sottolinea due volte l’atteggiamento di Maria, che è anche quello di San Giuseppe: «Custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore!» (Lc 2,19.51). Per ascoltare il Signore, bisogna imparare a contemplarlo, a percepire la sua presenza costante nella nostra vita; bisogna fermarsi a dialogare con Lui: dargli spazio con la preghiera. Ognuno di noi, anche voi, ragazzi, ragazze e giovani, così numerosi, questa mattina, dovrebbe chiedersi: quale spazio do, al Signore? Mi fermo a dialogare, con Lui? Fin da quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci hanno abituati ad iniziare e a terminare la giornata con una preghiera, per educarci a sentire che l’amicizia e l’amore di Dio ci accompagnano... Ricordiamoci di più del Signore, nelle nostre giornate!

E, in questo mese di Maggio, vorrei richiamare all’importanza e alla bellezza della preghiera del "Santo Rosario"! Recitando l’"Ave Maria", noi siamo condotti a contemplare i Misteri di Gesù: a riflettere, cioè, sui momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria e per San Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni... Sarebbe bello se, soprattutto in questo mese di Maggio, si recitasse assieme, in famiglia, con gli amici, in Parrocchia, il "Santo Rosario", o qualche preghiera a Gesù e alla Vergine Maria! La preghiera fatta assieme è un momento prezioso, per rendere ancora più salda la vita famigliare, l’amicizia! Impariamo a pregare di più, in famiglia e come famiglia!

Cari fratelli e sorelle, chiediamo a San Giuseppe e alla Vergine Maria che ci insegnino ad essere fedeli ai nostri impegni quotidiani, a vivere la nostra fede nelle azioni di ogni giorno, e a dare più spazio al Signore nella nostra vita: a fermarci, per contemplare il suo volto! Grazie!

SALUTI...

Rivolgo un cordiale benvenuto ai Pellegrini di lingua Italiana! In particolare, saluto i Sacerdoti del "Pontificio Collegio Missionario San Paolo", i Sacerdoti e Seminaristi di Vicenza, e i Seminaristi dell’"Opera Don Guanella"... Saluto, poi, i Religiosi della "Società delle Missioni Africane", e le "Figlie della Presentazione di Maria Santissima al Tempio", che celebrano i rispettivi Capitoli Generali! Saluto i fedeli delle numerose Parrocchie, come pure le Associazioni, i Gruppi Scout e le varie realtà Ecclesiali... Possa, questo incontro, rafforzare in ciascuno un generoso impegno di fedeltà alla propria vocazione, e di testimonianza Cristiana!

Desidero, infine, rivolgermi, come di consueto, ai giovani, ai malati e agli Sposi novelli! Cari giovani, siate innamorati di Cristo, per seguirlo con slancio e fedeltà. Voi, cari ammalati, immergete le vostre sofferenze nel mistero d’amore del Sangue del Redentore. E voi, cari Sposi novelli, col vostro reciproco e fedele amore, siate segno eloquente dell’amore di Cristo per la Chiesa! Grazie!

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