SANTA MESSA E CANONIZZAZIONE
DEI BEATI
GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

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Piazza San Pietro
II Domenica di Pasqua (o della "Divina Misericordia"), 27 aprile 2014

L'arrivo di Papa Francesco e dei Cardinali, riuniti per celebrare la Canonizzazione dei due nuovi Santi! GIOVANNI PAOLO II e GIOVANNI XXIII, uniti nel cammino di Santità! ANGELO RONCALLI (1881-1963) e KAROL WOJTYLA (1920-2005)... 27 Aprile 2014: Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II... Tutto è pronto per festeggiare i due nuovi Santi, maestri e testimoni nella vita di fede! La folla dei fedeli, giunti a Roma per la Cerimonia, da ogni parte del mondo... Tanti cuori in preghiera, durante la Santa Messa, celebrata in Piazza San Pietro!

"Le piaghe gloriose di Gesù Risorto..."

Al centro di questa Domenica, che conclude l’"Ottava di Pasqua", e che San Giovanni Paolo II ha voluto intitolare alla "Divina Misericordia", ci sono "le piaghe gloriose di Gesù Risorto"!

Egli le mostrò già la prima volta, in cui apparve agli Apostoli, la sera stessa del giorno dopo il Sabato: il giorno della Risurrezione! Ma, quella sera, come abbiamo sentito, non c’era "Tommaso"; e, quando gli altri gli dissero che avevano visto il Signore, lui rispose che, se non avesse visto, e toccato, quelle ferite, non avrebbe creduto. Otto giorni dopo, Gesù apparve di nuovo, nel Cenacolo, in mezzo ai Discepoli: c’era anche Tommaso; si rivolse a lui, e lo invitò a toccare le sue piaghe. E, allora, quell’uomo sincero, quell’uomo abituato a verificare di persona, si inginocchiò davanti a Gesù, e disse: «Mio Signore, e mio Dio!» (Gv 20,28).

Le piaghe di Gesù sono "scandalo per la fede", ma sono anche la "verifica della fede"! Per questo, nel corpo di Cristo Risorto, le piaghe non scompaiono, rimangono: perché quelle piaghe sono il segno permanente dell’amore di Dio per noi, e sono "indispensabili, per credere in Dio". Non per credere che Dio esiste, ma per credere "che Dio è amore, misericordia, fedeltà". San Pietro, riprendendo Isaia, scrive ai Cristiani: «Dalle sue piaghe, siete stati guariti!» (1 Pt 2,24; cfr. Is 53,5).

San Giovanni XXIII, e San Giovanni Paolo II, "hanno avuto il coraggio, di guardare le ferite di Gesù: di toccare le sue mani piagate, e il suo costato trafitto"! Non hanno avuto vergogna, della carne di Cristo: non si sono scandalizzati di Lui, della sua Croce; non hanno avuto vergogna, della carne del fratello (cfr. Is 58,7), perché, in ogni persona sofferente, vedevano Gesù. Sono stati due uomini coraggiosi, pieni della "parresia" dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa, e al mondo, della bontà di Dio: della sua misericordia!

Sono stati Sacerdoti, e Vescovi, e Papi, del XX Secolo! Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti... Più forte, in loro, era Dio; più forte, era la fede in Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, e Signore della storia; più forte, in loro, era la misericordia di Dio, che si manifesta in queste cinque piaghe; più forte, era la vicinanza Materna di Maria!

In questi due uomini, contemplativi delle piaghe di Cristo, e testimoni della sua misericordia, dimorava «una speranza viva», insieme con una «gioia indicibile, e gloriosa» (1 Pt 1,3.8)! La speranza, e la gioia, che Cristo Risorto dà ai suoi Discepoli, e delle quali nulla, e nessuno, può privarli. La "speranza, e la gioia, Pasquali", passate attraverso il crogiolo della spogliazione, dello svuotamento, della vicinanza ai peccatori fino all’estremo, fino alla nausea, per l’amarezza di quel calice. Queste, sono la speranza, e la gioia, che i due Santi Papi hanno ricevuto in dono dal Signore Risorto e, a loro volta, hanno donato, in abbondanza, al Popolo di Dio, ricevendone eterna riconoscenza!

Questa speranza, e questa gioia, si respiravano nella "prima comunità dei credenti", a Gerusalemme, di cui parlano gli "Atti degli Apostoli" (cfr. At 2,42-47), che abbiamo ascoltato nella "Seconda Lettura"... È una comunità, in cui "si vive l’essenziale del Vangelo": vale a dire l’amore, la misericordia, in semplicità e fraternità!

E, questa, è l’immagine di Chiesa, che il "Concilio Vaticano II" ha tenuto davanti a sé! Giovanni XXIII, e Giovanni Paolo II, hanno collaborato con lo Spirito Santo, per "ripristinare e aggiornare la Chiesa, secondo la sua fisionomia originaria": la fisionomia, che le hanno dato i Santi, nel corso dei secoli. Non dimentichiamo, che sono proprio i Santi, che mandano avanti, e fanno crescere, la Chiesa! Nella convocazione del "Concilio", San Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata "docilità allo Spirito Santo": si è lasciato condurre, ed è stato, per la Chiesa, un Pastore, una "guida-guidata", guidata dallo Spirito... Questo, è stato il suo grande servizio, alla Chiesa; per questo, a me piace pensarlo come il "Papa della docilità allo Spirito Santo"!

In questo servizio al Popolo di Dio, San Giovanni Paolo II è stato "il Papa della famiglia"! Così, lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato: come il "Papa della famiglia"... Mi piace sottolinearlo, mentre stiamo vivendo un "cammino Sinodale sulla famiglia, e con le famiglie": un cammino che, sicuramente, dal Cielo, lui accompagna, e sostiene!

Che entrambi questi nuovi Santi Pastori, del Popolo di Dio, intercedano per la Chiesa, affinché, durante questi due anni di cammino Sinodale, sia docile allo Spirito Santo, nel servizio Pastorale alla famiglia... Che entrambi ci insegnino a non scandalizzarci, delle piaghe di Cristo: ad addentrarci nel mistero della Misericordia Divina, che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama!

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