INVOCAZIONE PER LA PACE (TESTI DELLA CELEBRAZIONE)

INVOCAZIONE PER LA PACE

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Giardini Vaticani
Domenica, 8 giugno 2014

Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo I, in preghiera al Santo Sepolcro di Gerusalemme!

Il Papa, con Abu Mazhen e Shimon Peres, in visita in Vaticano...

Papa Francesco incontra Abu Mazen e Shimon Peres, durante il suo Viaggio in Terra Santa!

L'abbraccio di Abu Mazhen e Shimon Peres, sotto lo sguardo di Francesco...

L'incontro di Papa Francesco e Bartolomeo, nella Basilica del Santo Sepolcro!

Incontro di Preghiera per la Pace, nei Giardini Vaticani: Papa Francesco, Shimon Peres, Abu Mazhen e il Patriarca Bartolomeo I...

"Signore, Dio di pace, ascolta la nostra supplica..."

Signori Presidenti,
Santità,
Fratelli e sorelle!

Con grande gioia, vi saluto, e desidero offrire a voi, e alle distinte Delegazioni, che vi accompagnano, la stessa calorosa accoglienza, che mi avete riservato, nel mio Pellegrinaggio, appena compiuto, in Terra Santa!

Vi ringrazio, dal profondo del cuore, per aver accettato il mio invito a venire qui, per invocare, insieme, da Dio, il dono della pace... Spero, che questo Incontro sia un cammino, alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide!

E ringrazio Vostra Santità, Venerato Fratello Bartolomeo, per essere qui, con me, ad accogliere questi illustri ospiti... La Sua partecipazione è un grande dono, un prezioso sostegno, e testimonianza del cammino che, come Cristiani, stiamo compiendo, verso la piena unità!

La vostra presenza, Signori Presidenti, è un grande segno di fraternità, che compite, quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli, l’uno dell’altro, e desidera condurci sulle sue vie!

Questo nostro Incontro, di invocazione della pace, in Terra Santa, in Medio Oriente, e in tutto il mondo, è accompagnato dalla preghiera di tantissime persone, appartenenti a diverse culture, patrie, lingue, e Religioni: persone, che hanno pregato per questo Incontro, e che, ora, sono unite a noi, nella stessa invocazione... È un Incontro, che risponde all’ardente desiderio di quanti anelano alla pace, e sognano un mondo, dove gli uomini, e le donne, possano vivere da fratelli, e non da avversari, o da nemici!

Signori Presidenti, il mondo è un’eredità, che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli, che sono stanchi, e sfiniti, dai conflitti, e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli, che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia, e di percorrere la strada del dialogo, e della pace, perché l’amore, e l’amicizia, trionfino!

Molti, troppi, di questi figli, sono caduti vittime innocenti della guerra, e della violenza: piante strappate, nel pieno rigoglio... È nostro dovere, far sì, che il loro sacrificio non sia vano! La loro memoria infonda in noi il coraggio, della pace: la forza di perseverare, nel dialogo ad ogni costo, la pazienza di tessere, giorno per giorno, la trama, sempre più robusta, di una convivenza rispettosa, e pacifica, per la gloria di Dio, e il bene di tutti!

Per fare la pace, ci vuole coraggio: molto di più, che per fare la guerra! Ci vuole coraggio, per dire "sì" all’incontro, e "no" allo scontro; "sì" al dialogo, e "no" alla violenza; "sì" al negoziato, e "no" alle ostilità; "sì" al rispetto dei patti, e "no" alle provocazioni; "sì" alla sincerità, e "no" alla doppiezza... Per tutto questo, ci vuole coraggio: grande forza d’animo!

La storia ci insegna, che le nostre forze non bastano... Più di una volta, siamo stati vicini alla pace, ma il "maligno", con diversi mezzi, è riuscito a impedirla! Per questo, siamo qui: perché sappiamo, e crediamo, che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio, come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze, e di fronte ai nostri Popoli. Abbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata, a spezzare la spirale dell’odio, e della violenza; a spezzarla, con una sola parola: "fratello"... Ma, per dire questa parola, dobbiamo alzare tutti lo sguardo al Cielo, e riconoscerci figli di un solo Padre!

A Lui, nello Spirito di Gesù Cristo, io mi rivolgo, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria, Figlia della Terra Santa, e Madre nostra!

«Signore, Dio di pace, ascolta la nostra supplica!

Abbiamo provato tante volte, e per tanti anni, a risolvere i nostri conflitti, con le nostre forze, e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità, e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite... Ma i nostri sforzi, sono stati vani! Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace... Apri i nostri occhi, e i nostri cuori, e donaci il coraggio di dire: "Mai più, la guerra!"; "Con la guerra, tutto è distrutto!". Infondi in noi il coraggio, di compiere gesti concreti, per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo, e dei Profeti, Dio Amore, che ci hai creati, e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza, per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare, con benevolenza, tutti i fratelli che incontriamo, sul nostro cammino. Rendici disponibili, ad ascoltare il grido dei nostri cittadini, che ci chiedono di trasformare le nostre armi, in strumenti di pace, le nostre paure, in fiducia, e le nostre tensioni, in perdono! Tieni accesa, in noi, la fiamma della speranza, per compiere, con paziente perseveranza, scelte di dialogo, e di riconciliazione, perché vinca, finalmente, la pace. E che, dal cuore di ogni uomo, siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua, e le mani, rinnova i cuori, e le menti, perché la parola, che ci fa incontrare, sia sempre "fratello", e lo stile, della nostra vita, diventi: "shalom", pace, "salam"! Amen!».

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