RITAGLI    "VIDEO-MESSAGGIO" DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI
IN OCCASIONE DELL’APERTURA
DELLA "COPPA DEL MONDO 2014", IN BRASILE

Campionati Mondiali di Calcio 2014, in Brasile... Papa Francesco ci ricorda che il Calcio può, e deve essere, una scuola, per la costruzione di una cultura dell'incontro, che permetta la pace, e l'armonia, tra i Popoli... Il Brazuca, pallone della Coppa del Mondo 2014...

«Il bisogno di "allenarsi", il "fair play", e il rispetto, tra avversari...»

Cari amici!

È con grande gioia, che mi rivolgo a voi tutti, amanti del Calcio, in occasione dell’apertura della "Coppa del Mondo 2014", in Brasile! Desidero inviare un cordiale saluto, agli organizzatori, e ai partecipanti; a ogni atleta, e a ogni tifoso, come pure a tutti gli spettatori che, negli Stadi, o per Televisione, Radio, e "Internet", seguono questo evento, che supera le frontiere di lingua, cultura e Nazione!

La mia speranza è che, oltre a essere una Festa Sportiva, questa "Coppa del Mondo" possa divenire una Festa di solidarietà, tra i Popoli! Ciò presuppone, però, che gli incontri Calcistici siano considerati, per quello che, in fondo, sono: un gioco e, allo stesso tempo, un’occasione di dialogo, di comprensione, di arricchimento umano reciproco... Lo Sport non è solo una forma d’intrattenimento, ma anche – e, direi, soprattutto – uno strumento, per comunicare valori, che promuovono il bene della persona umana, e contribuiscono alla costruzione di una società, più pacifica e fraterna! Pensiamo alla lealtà, alla perseveranza, all’amicizia, alla condivisione, alla solidarietà... Di fatto, sono molti i valori, e gli atteggiamenti, promossi dal Calcio, che si rivelano importanti, non solo in campo, ma in tutti gli ambiti dell’esistenza e, in concreto, nella costruzione della pace! Lo Sport è scuola, di pace: c’insegna, a costruire la pace!

In tal senso, vorrei sottolineare tre lezioni, della pratica Sportiva, tre atteggiamenti fondamentali, per la causa della pace: il bisogno di "allenarsi", il "fair play", e il rispetto, tra avversari... In primo luogo, lo Sport c’insegna che, per vincere, è necessario allenarsi! In questa pratica Sportiva, possiamo vedere una metafora, della nostra vita! Nella vita, è necessario lottare, "allenarsi", sforzarsi, per ottenere risultati importanti... Lo spirito Sportivo diviene, così, un’immagine dei sacrifici necessari, per crescere nelle virtù, che formano il carattere di una persona! Se, perché una persona migliori, è necessario un "allenamento", grande e costante, quanto sforzo in più, bisognerà compiere, per raggiungere l’incontro, e la pace, tra gli individui, e tra i Popoli "migliorati"! Occorre "allenarsi", tanto...

Il Calcio può, e deve essere, una scuola, per la costruzione di una "cultura dell’incontro", che permetta la pace, e l’armonia, tra i Popoli! E, qui, viene in nostro aiuto una seconda lezione, della pratica Sportiva: impariamo ciò, che il "fair play" del Calcio ha da insegnarci! Nel gioco di squadra, bisogna pensare, in primo luogo, al bene del gruppo, e non a se stessi. Per vincere, bisogna superare l’individualismo, l’egoismo: tutte le forme di razzismo, d’intolleranza, e di strumentalizzazione, della persona umana... Non è solo nel Calcio, che essere "fominha" [individualista, ed egoista], costituisce un ostacolo, per il buon risultato della squadra; perché, quando siamo "fominhas", nella vita, ignorando le persone che ci circondano, tutta la società viene danneggiata!

L’ultima lezione, dello Sport, proficua per la pace, è il rispetto, dovuto tra avversari! Il segreto della vittoria, in campo, ma anche nella vita, sta nel saper rispettare il mio compagno di squadra, ma anche il mio avversario... Nessuno vince, da solo: né in campo, né nella vita! Che nessuno si isoli, e si senta escluso! Attenzione! No, alla segregazione: no, al razzismo! E, se è vero che, al termine di questo "Mondiale", una sola selezione Nazionale potrà alzare la Coppa, come vincitrice, è altrettanto vero che, imparando le lezioni, che lo Sport c’insegna, tutti ne usciranno vincitori, rafforzando i legami, che ci uniscono!

Cari amici, ringrazio per l’opportunità, che mi è stata data, di rivolgervi queste parole, in questo momento – in modo particolare, all’eccellentissimo Presidente del Brasile, la Signora Dilma Rousseff, che saluto – , e prometto di pregare, affinché non manchino le Benedizioni Celesti, su tutti! Possa, questa "Coppa del Mondo", svolgersi in tutta serenità, e tranquillità, sempre nel rispetto reciproco, nella solidarietà, e nella fraternità, tra uomini e donne, che si riconoscono membri di un’unica famiglia... Grazie!

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