RITAGLI    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI
ALL’"INCONTRO INTERNAZIONALE PER LA PACE",
ORGANIZZATO DALLA
"COMUNITÀ DI SANTEGIDIO"

ANVERSA, 7-9 SETTEMBRE 2014: "INCONTRO INTERNAZIONALE PER LA PACE"...

"La Pace è il futuro: Religioni e Culture in dialogo,
cento anni dopo la Prima Guerra Mondiale"

[ ANVERSA, 7 – 9 SETTEMBRE 2014 ]

A S. E. Johan Jozef Bonny,
Vescovo di Anversa!

Le chiedo, cortesemente, di trasmettere i miei calorosi saluti, e migliori auguri, ai rappresentanti delle Chiese Cristiane, e delle Comunità Ecclesiali, e ai molti Capi delle Religioni Mondiali, riuniti ad Antwerpen, dal 7 al 9 Settembre 2014, per l’"Incontro Internazionale per la Pace"! Ringrazio la Diocesi di Anversa, e la "Comunità di Sant’Egidio", per aver organizzato questo Incontro, in cui uomini e donne, di differenti tradizioni Religiose, sono convenuti insieme, in un Pellegrinaggio di preghiera, e di dialogo, ispirati allo "spirito di Assisi"!

Il Tema, dell’Incontro di quest’anno – "La Pace è il futuro" – , richiama il drammatico scoppio della Prima Guerra Mondiale, cento anni fa, ed evoca un futuro, in cui il rispetto reciproco, il dialogo, e la cooperazione, aiuteranno a bandire il sinistro fantasma del conflitto armato! In questi giorni, in cui non pochi Popoli, nel mondo, hanno bisogno di essere aiutati a trovare la via della pace, questo Anniversario ci insegna che la guerra non è mai un mezzo soddisfacente, a riparare le ingiustizie, e a raggiungere soluzioni bilanciate, alle discordie politiche e sociali. In definitiva, ogni Guerra, come affermò Papa Benedetto XV, nel 1917, è una "inutile strage"... La guerra trascina i Popoli in una spirale di violenza che, poi, si dimostra difficile, da controllare; demolisce, ciò che generazioni hanno lavorato, per costruire, e prepara la strada a ingiustizie, e conflitti, ancora peggiori!

Se pensiamo agli innumerevoli conflitti, e guerre, dichiarate, e non dichiarate, che oggi affliggono la famiglia umana, e rovinano la vita ai più giovani, e agli anziani, avvelenando rapporti durevoli di convivenza, tra gruppi etnici e Religiosi diversi, e costringendo famiglie, e intere comunità, all’esilio, è evidente che, insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, non possiamo rimanere passivi, di fronte a tanta sofferenza: a tante "inutili stragi"!

È in questo senso, che le nostre varie tradizioni Religiose possono, nello "spirito di Assisi", dare un contributo alla pace! Lo possiamo fare, con la forza della preghiera... Tutti noi ci siamo resi conto, che la preghiera, e il dialogo, sono profondamente correlati, e si arricchiscono a vicenda! Io spero, che questi giorni di preghiera, e di dialogo, servano a ricordare che la ricerca della pace, e della comprensione, attraverso la preghiera, possono creare legami durevoli di unità, e prevalere sulle passioni di guerra. La guerra non è mai necessaria, né inevitabile... Si può, sempre, trovare un’alternativa: è la via del dialogo, dell’incontro, e della sincera ricerca della verità!

È giunto il tempo, che i Capi delle Religioni cooperino, con efficacia, all’opera di guarire le ferite, di risolvere i conflitti, e di cercare la pace! La pace è il segno sicuro, dell’impegno per la causa di Dio... I Capi delle Religioni sono chiamati ad essere uomini, e donne, di pace! Sono in grado di promuovere una cultura dell’incontro, e della pace, quando altre opzioni falliscono, o vacillano. Dobbiamo essere costruttori di pace, e le nostre comunità devono essere scuole di rispetto, e di dialogo, con quelle di altri gruppi etnici, o Religiosi: luoghi, in cui si impara a superare le tensioni, a promuovere rapporti equi, e pacifici, tra i Popoli e i gruppi sociali, e a costruire un futuro migliore, per le generazioni a venire!

Con questi sentimenti, invoco, su tutti coloro che prendono parte all’Incontro, e su tutti coloro che li sostengono, con le loro preghiere, le copiose Benedizioni del Dio della Pace (cfr. Rm 15,33)!

Dal Vaticano, 26 Agosto 2014

FRANCESCO PP.

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