FESTA DELL’ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

SANTA MESSA, CON IL RITO DEL MATRIMONIO

RITAGLI    OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI

Basilica Vaticana
Domenica, 14 settembre 2014

Papa Francesco ci ricorda che l'amore di Gesù, che ha benedetto, e consacrato, l'unione degli Sposi, è in grado di mantenere il loro amore, e di rinnovarlo...

"La reciprocità, delle differenze..."

La Prima Lettura, ci parla del cammino del Popolo, nel deserto! Pensiamo a quella gente in marcia, guidata da Mosè; erano, soprattutto, famiglie: padri, madri, figli, nonni; uomini e donne, di ogni età, tanti bambini, con i vecchi, che facevano fatica... Questo Popolo fa pensare alla Chiesa, in cammino, nel deserto del mondo di oggi: fa pensare al Popolo di Dio, che è composto, in maggior parte, da famiglie!

Questo fa pensare alle famiglie, le nostre famiglie, in cammino sulle strade della vita, nella storia di ogni giorno... È incalcolabile la forza, la carica di umanità, contenuta in una famiglia: l’aiuto reciproco, l’accompagnamento educativo, le relazioni che crescono, con il crescere delle persone, la condivisione delle gioie, e delle difficoltà... Le famiglie sono il primo luogo, in cui noi ci formiamo, come persone e, nello stesso tempo, sono i "mattoni", per la costruzione della società!

Ritorniamo, al racconto Biblico! A un certo punto, «il popolo non sopportò il viaggio» (Nm 21,4)... Sono stanchi, manca l’acqua, e mangiano solo la "manna": un cibo prodigioso, donato da Dio, ma che, in quel momento di crisi, sembra troppo poco! Allora, si lamentano, e protestano contro Dio, e contro Mosè: "Perché, ci avete fatto partire?..." (cfr. Nm 21,5). C’è la tentazione di tornare indietro, di abbandonare il cammino!

Viene da pensare alle coppie di Sposi, che "non sopportano il viaggio": il viaggio della vita coniugale, e famigliare! La fatica del cammino diventa una stanchezza interiore; perdono il gusto del Matrimonio: non attingono più l’acqua, dalla fonte del Sacramento... La vita quotidiana diventa pesante e, tante volte, "nauseante"!

In quel momento di smarrimento – dice la Bibbia – , arrivano i serpenti velenosi, che mordono la gente, e tanti muoiono! Questo fatto provoca il pentimento del Popolo, che chiede perdono a Mosè, e gli domanda di pregare il Signore, perché allontani i serpenti... Mosè supplica il Signore, ed Egli dà il rimedio: un serpente di bronzo, appeso ad un’asta; chiunque lo guarda, viene guarito dal veleno mortale dei serpenti!

Che cosa significa, questo simbolo? Dio non elimina i serpenti, ma offre un "antidoto": attraverso quel serpente di bronzo, fatto da Mosè, Dio trasmette la sua forza di guarigione, che è la sua misericordia, più forte del veleno del tentatore!

Gesù, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si è identificato con questo simbolo: il Padre, infatti, per amore, ha «dato» Lui, il Figlio Unigenito, agli uomini, perché abbiano la vita (cfr. Gv 3,13-17); e questo amore immenso del Padre spinge il Figlio, Gesù, a farsi uomo, a farsi servo, a morire per noi, e a morire su una Croce; per questo, il Padre lo ha risuscitato, e gli ha dato la signoria su tutto l’universo! Così, si esprime l’Inno, della Lettera di San Paolo ai Filippesi (Fil 2,6-11)... Chi si affida a Gesù Crocifisso, riceve la misericordia di Dio, che guarisce dal veleno mortale del peccato!

Il rimedio, che Dio offre al Popolo, vale anche, in particolare, per gli Sposi, che "non sopportano il cammino", e vengono morsi dalle tentazioni dello scoraggiamento, dell’infedeltà, della regressione, dell’abbandono... Anche a loro, Dio Padre dona il suo Figlio Gesù, non per condannarli, ma per salvarli: se si affidano a Lui, li guarisce, con l’amore misericordioso, che sgorga dalla sua Croce, con la forza di una grazia, che rigenera, e rimette in cammino, sulla strada della vita coniugale, e famigliare!

L’amore di Gesù, che ha benedetto, e consacrato, l’unione degli Sposi, è in grado di mantenere il loro amore, e di rinnovarlo, quando umanamente si perde, si lacera, si esaurisce! L’amore di Cristo può restituire, agli Sposi, la gioia di camminare insieme; perché questo è il Matrimonio: il cammino, insieme, di un uomo e di una donna, in cui l’uomo ha il compito di aiutare la moglie ad essere più donna, e la donna ha il compito di aiutare il marito ad essere più uomo... Questo, è il compito, che avete tra voi! "Ti amo, e per questo ti faccio più donna!" – "Ti amo, e per questo ti faccio più uomo!". È la reciprocità, delle differenze... Non è un cammino liscio, senza conflitti: no, non sarebbe umano! È un viaggio impegnativo, a volte difficile, a volte anche conflittuale, ma questa è la vita! E, in mezzo a questa Teologia, che ci dà la Parola di Dio, sul Popolo in cammino, anche sulle famiglie in cammino, sugli Sposi in cammino, un piccolo consiglio... È normale, che gli Sposi litighino: è normale! Sempre, si fa! Ma vi consiglio: mai finire la giornata, senza fare la pace... Mai! È sufficiente, un piccolo gesto! E, così, si continua a camminare... Il Matrimonio è simbolo della vita, della vita reale: non è una "fiction"! È Sacramento dell’amore di Cristo, e della Chiesa: un amore, che trova nella Croce la sua verifica, e la sua garanzia. Auguro, a tutto voi, un bel cammino: un cammino fecondo; che l’amore cresca! Vi auguro felicità... Ci saranno le Croci: ci saranno! Ma sempre il Signore è lì, per aiutarci ad andare avanti... Che il Signore vi benedica!

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