PAPA FRANCESCO

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Piazza San Pietro
Mercoledì, 5 novembre 2014

Papa Francesco ci ricorda che, nel Vescovo, coadiuvato dai Presbiteri, e dai Diaconi, è Cristo stesso, che si rende presente, e che continua a prendersi cura della sua Chiesa, assicurando la sua protezione, e la sua guida...

"LA CHIESA: 13. SANTA MADRE CHIESA GERARCHICA"

Cari fratelli e sorelle,
Buongiorno!

Abbiamo sentito le cose, che l’Apostolo Paolo dice al Vescovo Tito! Ma quante virtù, dobbiamo avere, noi Vescovi? Abbiamo sentito tutti, no? Non è facile, non è facile: perché noi siamo peccatori! Ma ci affidiamo alla vostra preghiera, perché almeno ci avviciniamo a queste cose, che l’Apostolo Paolo consiglia, a tutti i Vescovi... D’accordo? Pregherete, per noi?

Abbiamo già avuto modo di sottolineare, nelle "Catechesi" precedenti, come lo Spirito Santo ricolmi sempre la Chiesa dei suoi doni, con abbondanza! Ora, nella potenza, e nella grazia del suo Spirito, Cristo non manca di suscitare dei Ministeri, al fine di edificare le Comunità Cristiane, come suo corpo... Tra questi Ministeri, si distingue quello Episcopale! Nel Vescovo, coadiuvato dai Presbiteri, e dai Diaconi, è Cristo stesso, che si rende presente, e che continua a prendersi cura della sua Chiesa, assicurando la sua protezione, e la sua guida!

1. Nella presenza, e nel Ministero dei Vescovi, dei Presbiteri, e dei Diaconi, possiamo riconoscere il vero volto della Chiesa: è la Santa Madre Chiesa Gerarchica! E, davvero, attraverso questi fratelli, scelti dal Signore, e consacrati con il Sacramento dell’Ordine, la Chiesa esercita la sua Maternità: ci genera, nel Battesimo, come Cristiani, facendoci rinascere, in Cristo; veglia sulla nostra crescita, nella fede; ci accompagna, fra le braccia del Padre, per ricevere il suo perdono; prepara per noi la Mensa Eucaristica, dove ci nutre con la Parola di Dio, e il Corpo e il Sangue di Gesù; invoca su di noi la Benedizione di Dio, e la forza del suo Spirito, sostenendoci, per tutto il corso della nostra vita, e avvolgendoci della sua tenerezza, e del suo calore, soprattutto nei momenti più delicati della prova, della sofferenza, e della morte!

2. Questa Maternità della Chiesa si esprime, in particolare, nella persona del Vescovo, e nel suo Ministero! Infatti, come Gesù ha scelto gli Apostoli, e li ha inviati ad annunciare il Vangelo, e a pascere il suo gregge, così i Vescovi, loro successori, sono posti a capo delle Comunità Cristiane, come garanti della loro fede, e come segno vivo della presenza del Signore, in mezzo a loro... Comprendiamo, quindi, che non si tratta di una posizione di prestigio, di una carica onorifica! L’Episcopato non è un’onorificenza: è un servizio... Gesù l’ha voluto, così! Non dev’esserci posto, nella Chiesa, per la mentalità mondana. La mentalità mondana, dice: "Quest’uomo, ha fatto la carriera Ecclesiastica: è diventato Vescovo!". No, no: nella Chiesa non deve esserci posto, per questa mentalità! L’Episcopato è un servizio: non un’onorificenza, per vantarsi... Essere Vescovi, vuol dire tenere sempre, davanti agli occhi, l’esempio di Gesù che, come Buon Pastore, è venuto, non per essere servito, ma per servire (cfr. Mt 20,28; Mc 10,45), e per dare la sua vita, per le sue pecore (cfr. Gv 10,11)! I Santi Vescovi – e sono tanti, nella storia della Chiesa: tanti Vescovi, Santi... – ci mostrano che questo Ministero non si cerca, non si chiede, non si compra, ma si accoglie in obbedienza, non per elevarsi, ma per abbassarsi, come Gesù, che «umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte, e a una morte di Croce» (Fil 2,8)... È triste, quando si vede un uomo che cerca questo ufficio, e che fa tante cose, per arrivare là e, quando arriva là, non serve, si pavoneggia: vive soltanto, per la sua vanità!

3. C’è un altro elemento prezioso, che merita di essere messo in evidenza! Quando Gesù ha scelto, e chiamato, gli Apostoli, li ha pensati, non separati l’uno dall’altro, ognuno per conto proprio, ma insieme, perché stessero con Lui, uniti, come una sola famiglia. Anche i Vescovi costituiscono un unico Collegio, raccolto attorno al Papa, il quale è custode, e garante, di questa profonda comunione, che stava tanto a cuore a Gesù, e ai suoi stessi Apostoli. Com’è bello, allora, quando i Vescovi, con il Papa, esprimono questa collegialità, e cercano di essere sempre più, e meglio, servitori dei fedeli, più servitori nella Chiesa! Lo abbiamo sperimentato recentemente, nell’Assemblea del "Sinodo sulla Famiglia"... Ma pensiamo a tutti i Vescovi, sparsi nel mondo che, pur vivendo in località, culture, sensibilità, e tradizioni differenti, e lontane tra loro, da una parte, all’altra – un Vescovo mi diceva, l’altro giorno che, per arrivare a Roma, erano necessarie, da dove lui era, più di trenta ore di aereo –  , si sentono parte l’uno dell’altro, e diventano espressione del legame intimo, in Cristo, tra le loro Comunità. E, nella comune preghiera Ecclesiale, tutti i Vescovi si pongono, insieme, in ascolto del Signore, e dello Spirito, potendo, così, porre attenzione, in profondità, all’uomo, e ai segni dei tempi (cfr. "Concilio Ecumenico Vaticano II", Costituzione "Gaudium et spes", 4)!

Cari amici, tutto questo ci fa comprendere perché le Comunità Cristiane riconoscono, nel Vescovo, un dono grande, e sono chiamate ad alimentare una sincera, e profonda comunione, con lui, a partire dai Presbiteri, e dai Diaconi! Non c’è una Chiesa sana, se i fedeli, i Diaconi, e i Presbiteri, non sono uniti al Vescovo... Questa Chiesa, non unita al Vescovo, è una Chiesa ammalata! Gesù ha voluto questa unione di tutti i fedeli, col Vescovo: anche dei Diaconi, e dei Presbiteri... E questo lo fanno, nella consapevolezza che è proprio nel Vescovo, che si rende visibile il legame di ciascuna Chiesa, con gli Apostoli, e con tutte le altre Comunità, unite con i loro Vescovi, e il Papa, nell’unica Chiesa del Signore Gesù, che è la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica... Grazie!

SALUTI...

Un cordiale benvenuto, ai Pellegrini di lingua Italiana! In questa "Udienza", siamo collegati con i nostri fratelli ammalati, perché, siccome c’era pericolo di pioggia, loro stanno nell’"Aula Paolo VI", collegati con noi, con il "maxi-schermo"! Salutiamo, anche loro! Saluto, anzitutto, l’Arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, e la Delegazione Ufficiale della Diocesi, con il Sindaco, Piero Fassino... Sono lieto di annunciare che, a Dio piacendo, il 21 Giugno prossimo, mi recherò in Pellegrinaggio a Torino, per venerare la "Sacra Sindone", e onorare San Giovanni Bosco, nella ricorrenza "bicentenaria" della sua Nascita... Saluto le "Povere Figlie di San Gaetano"; i Superiori Maggiori dell’"Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio", e i partecipanti al "Forum", promosso da "Caritas in Veritate"! Saluto i membri della "Federazione Guglielmo Marconi", il "Raggruppamento Militare dell’Amministrazione Difesa"; i Soci del "Credito Cooperativo" di Paliano, e la "Federazione Italiana Moda"... Tutti esorto a promuovere la cultura dell’incontro, riconoscendo il Signore presente, particolarmente, nei poveri!

Rivolgo un particolare pensiero, a tutti gli ammalati di "SLA" e, mentre assicuro la mia vicinanza, e la preghiera, auspico che tutta la società civile sostenga le loro famiglie, ad affrontare tale grave condizione di sofferenza!

Rivolgo, infine, un pensiero, ai giovani, agli ammalati, e agli Sposi novelli! Ieri, abbiamo celebrato la memoria di San Carlo Borromeo, intrepido Pastore di Milano... Il suo vigore Spirituale stimoli voi, cari giovani, a prendere sul serio la fede, nella vostra vita; la sua fiducia in Cristo Salvatore sostenga voi, cari ammalati, nei momenti di maggiore difficoltà; e la sua dedizione Apostolica ricordi a voi, cari Sposi novelli, l’importanza dell’educazione Cristiana, nella vostra casa coniugale!

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