VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA
«SAN GIUSEPPE ALL’AURELIO»

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III Domenica di Avvento, 14 dicembre 2014

Papa Francesco ci ricorda che la gioia Cristiana è una gioia serena, tranquilla, e anche nei momenti difficili, nei momenti di difficoltà, questa gioia diventa pace...

"Fratelli, siate sempre lieti..."

La Chiesa, in questa Domenica, anticipa un po’ la gioia del Natale e, per questo, si chiama "la Domenica della Gioia"! In questo tempo, tempo di preparazione al Natale, per la Messa, indossiamo i paramenti scuri ma, oggi, ci sono questi, rosa, perché fiorisce la gioia del Natale... E la gioia, del Natale, è una gioia speciale; ma è una gioia che non è solo, per il giorno di Natale: è per tutta la vita, del Cristiano! È una gioia serena, tranquilla: una gioia che, sempre, accompagna il Cristiano... Anche nei momenti difficili, nei momenti di difficoltà, questa gioia diventa pace! Il Cristiano non perde mai la pace, quando è vero Cristiano, anche nelle sofferenze... Quella pace, è un dono del Signore! La gioia Cristiana è un dono, del Signore! "Ah, Padre, noi facciamo un bel «pranzone», tutti contenti!". Questo, è bello: un bel "pranzone", sta bene; ma, questa, non è la gioia Cristiana, della quale parliamo, oggi: la gioia Cristiana, è un’altra cosa! Ci porta anche a fare festa, è vero: ma è un’altra cosa... E, per questo, la Chiesa vuol far capire, che cosa sia, questa gioia Cristiana!

L’Apostolo San Paolo, ai Tessalonicesi, dice: "Fratelli, siate sempre lieti!". E, come posso, essere lieto? Lui dice: "Pregate, ininterrottamente: in ogni cosa, rendete grazie!". La gioia Cristiana la troviamo nella preghiera, viene dalla preghiera, e anche dal rendere grazie a Dio: "Grazie, Signore, per tante cose belle!". Ma ci sono persone, che non sanno ringraziare Dio: cercano sempre qualcosa, per lamentarsi... Io conoscevo una Suora – lontano, da qui! – , questa Suora era buona, lavorava... Ma, la sua vita, era lamentarsi: lamentarsi, di tante cose, che succedevano... Nel Convento, la chiamavano "Suor Lamentela": si capisce! Ma un Cristiano non può vivere così, sempre cercando di lamentarsi: "Quello ha qualcosa, che io non ho: quello... Hai visto, che cosa è successo?...". Questo, non è Cristiano! E fa male, trovare Cristiani, con la faccia amareggiata: con quella faccia inquieta, dell’amarezza, che non è in pace... Mai, mai, un Santo, o una Santa, ha avuto la faccia funebre: mai! I Santi hanno, sempre, la faccia della gioia. O, almeno, nelle sofferenze, la faccia della pace. La sofferenza massima, il Martirio di Gesù: Lui aveva quel volto di pace, e si preoccupava degli altri: della mamma, di Giovanni, del ladrone... Si preoccupava, degli altri!

Per avere questa gioia Cristiana, primo, pregare; secondo, rendere grazie! E, come faccio, per rendere grazie? Ricorda la tua vita, e pensa a tante cose buone, che la vita ti ha dato: tante! "Ma, Padre, è vero: ma io ho ricevuto tante cose cattive!" – "Sì, è vero: succede a tutti! Ma pensa, alle cose buone!" – "Io ho avuto una famiglia Cristiana, genitori Cristiani: grazie a Dio, ho un lavoro; la mia famiglia non soffre la fame: siamo tutti sani...". Non so, tante cose, e rendere grazie al Signore, per questo! E, questo, ci abitua alla gioia... Pregare: rendere grazie...

E, poi, la Prima Lettura ci suggerisce un’altra dimensione, che ci aiuterà, ad avere la gioia: è portare, agli altri, il lieto annuncio! Noi siamo Cristiani... "Cristiani", viene da "Cristo", e "Cristo" significa "unto"! E noi siamo "unti": lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato, con l’unzione... Noi siamo unti: Cristiani, vuol dire "unti"! E, perché, siamo unti? Per fare, che cosa? "Mi ha mandato, a portare il lieto annuncio": a chi? "Ai miseri": "a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore" (cfr. Is 61,1-2)! Questa, è la Vocazione di Cristo, e anche la Vocazione dei Cristiani! Andare agli altri, a quelli che hanno bisogno: sia bisogni materiali, sia spirituali... Tanta gente, che soffre angoscia, per problemi famigliari... Portare la pace, lì: portare l’unzione di Gesù, quell’olio di Gesù, che fa tanto bene, e consola le anime!

Dunque, per avere questa gioia, nella preparazione del Natale: primo, pregare... "Signore, che io viva, questo Natale, con la vera gioia!". Non con la gioia, del consumismo, che ci porta al 24 Dicembre tutti in ansia, perché: "Ah, mi manca questo: mi manca quello...". No, questa non è la gioia, di Dio! Pregare... Secondo: rendere grazie al Signore, per le cose buone, che ci ha dato! Terzo, pensare come posso andare agli altri, a quelli che hanno difficoltà, problemi – pensiamo agli ammalati, a tanti problemi – , a portare un po’ di unzione, di pace, di gioia... Questa, è la gioia, del Cristiano! D’accordo? Mancano appena quindici giorni, un po’ di meno: tredici giorni! In questi giorni, preghiamo... Ma non dimenticate: preghiamo, chiedendo la gioia del Natale! Rendiamo grazie a Dio, per tante cose, che ci ha dato: prima di tutto, la fede... Questa, è una grazia grande! Terzo, pensiamo dove io posso andare, a portare un po’ di sollievo, di pace, a quelli che soffrono... Preghiera, rendimento di grazie, e aiuto agli altri! E, così, arriveremo al Natale dell’Unto, del Cristo: unti di grazia, di preghiera, di azione di grazia, e di aiuto agli altri!

Che la Madonna ci accompagni, in questa strada, verso il Natale... Ma la gioia, la gioia!

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