RITAGLI    DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO    DOCUMENTI
AI DIRIGENTI, DIPENDENTI E OPERATORI
DELLA TELEVISIONE "TV 2000"

Aula Paolo VI
Lunedì, 15 dicembre 2014

Papa Francesco invita gli operatori televisivi a risvegliare le parole, ad aprire, e non chiudere, ed a parlare a tutta la persona...

"La cultura, dell'incontro..."

Cari fratelli e sorelle,
Buongiorno,

e mi scuso per il ritardo, ma c’erano tante, tante Udienze; un’Udienza, si dice, mezz’oretta, ma, poi, sono quaranta minuti: l’altra, lo stesso, e così, il conto, lo pagate voi! [Ride...]. Un’altra cosa: sua Eccellenza ha parlato di due motivazioni, di due motivi, per chiedere questa Udienza, voi: è vero... Ma c’è un terzo, che lei non ha detto! Io penso – ma è un’opinione personale – , che voi siete un po’ gelosi, perché ho ricevuto la "Corallo", e voi no... [Ridono...]. Un po’ di gelosia c’è, lì, no?

Vi do il benvenuto, e vi ringrazio, per la vostra calorosa accoglienza! Ringrazio il Presidente della Fondazione "Comunicazione e Cultura", e il Direttore, per i saluti, che mi hanno rivolto... E saluto Lucio, che è all’Ospedale!

Voi lavorate, per la Televisione della Chiesa Italiana e, proprio per questo, siete chiamati a vivere, con maggiore responsabilità, il vostro servizio! A questo riguardo, vorrei condividere, con voi, tre pensieri, che mi stanno, particolarmente, a cuore, intorno al ruolo del comunicatore...

Primo... I "Media" Cattolici hanno una Missione molto impegnativa, nei confronti della comunicazione sociale: cercare di preservarla, da tutto ciò che la stravolge, e la piega, ad altri fini! Spesso, la comunicazione è stata sottomessa alla propaganda, alle ideologie, a fini politici, o di controllo, dell’economia, e della tecnica... Ciò che fa bene, alla comunicazione, è, in primo luogo, la "parresia", cioè il coraggio di parlare in faccia: di parlare, con franchezza, e libertà! Se siamo veramente convinti, di ciò che abbiamo da dire, le parole vengono. Se, invece, siamo preoccupati di aspetti tattici – il "tatticismo"? – , il nostro parlare sarà artefatto, poco comunicativo, insipido: un parlare, di "laboratorio"... E, questo, non comunica niente! La libertà è anche quella, rispetto alle mode, ai luoghi comuni, alle formule preconfezionate, che, alla fine, annullano la capacità di comunicare. Risvegliare, le parole: risvegliare, le parole! Ma, ogni parola ha, dentro di sé, una scintilla di fuoco, di vita... Risvegliare quella scintilla, perché venga! Risvegliare, le parole: ecco, il primo compito, del comunicatore!

Secondo... La comunicazione evita, sia di "riempire", che di "chiudere"! Si "riempie", quando si tende a saturare la nostra percezione, con un eccesso di "slogan" che, invece di mettere in moto il pensiero, lo annullano! Si "chiude", quando, invece di percorrere la via lunga della comprensione, si preferisce quella breve, di presentare singole persone, come se fossero in grado di risolvere tutti i problemi o, al contrario, come capri espiatori, su cui scaricare ogni responsabilità. Correre subito alla soluzione, senza concedersi la fatica di rappresentare la complessità della vita reale, è un errore frequente, dentro una comunicazione sempre più veloce, e poco riflessiva. "Aprire, e non chiudere": ecco, il secondo compito, del comunicatore, che sarà tanto più fecondo, quanto più si lascerà condurre, dall’azione dello Spirito Santo: il solo, capace di costruire unità, e armonia!

Terzo... "Parlare alla persona, tutta intera": ecco, il terzo compito, del comunicatore! Evitando quelli che, come ho già detto, sono i peccati dei "Media": la disinformazione, la calunnia, e la diffamazione... Questi tre, sono i peccati, dei "Media"! La disinformazione, in particolare, spinge a dire la metà delle cose, e questo porta a non potersi fare un giudizio preciso, sulla realtà... Una comunicazione autentica, non è preoccupata di "colpire": l’alternanza, tra allarmismo catastrofico, e disimpegno consolatorio, due estremi che, continuamente, vediamo riproposti, nella comunicazione odierna, non è un buon servizio, che i "Media" possono offrire, alle persone! Occorre parlare, alle persone intere: alla loro mente, e al loro cuore, perché sappiano vedere oltre l’immediato, oltre un presente, che rischia di essere smemorato, e timoroso. Di questi tre peccati – la disinformazione, la calunnia, e la diffamazione – , la calunnia, sembra di essere il più insidioso: ma, nella comunicazione, il più insidioso, è la disinformazione, perché ti porta a sbagliare, all’errore; ti porta a credere soltanto una parte, della verità!

Risvegliare le parole, aprire, e non chiudere, parlare a tutta la persona, rende concreta quella "cultura, dell’incontro", oggi così necessaria, in un contesto sempre più plurale! Con gli scontri, non andiamo da nessuna parte... Fare una cultura, dell’incontro! E, questo, è un bel lavoro, per voi... Ciò richiede di essere disposti, non soltanto a dare, ma anche a ricevere, dagli altri!

So, che siete in una fase di ripensamento, e riorganizzazione, della vostra professionalità, al servizio della Chiesa! Vi ringrazio tanto, per il vostro lavoro: ringrazio voi, per aver accettato questo lavoro... Vi incoraggio, per questo, e vi auguro buoni frutti! So anche, che avete un rapporto stabile, con il "Centro Televisivo Vaticano" – per me, è molto importante, questo – , che vi permette di raccontare, all’Italia, il Magistero, e l’attività, del Papa! Vi ringrazio, per quello che fate, con competenza, e amore al Vangelo... E vi ringrazio, per lo sforzo di onestà, onestà professionale, e onestà morale, che voi volete fare, nel vostro lavoro! È una strada, di onestà, quella che volete fare!

Vi affido alla protezione della Madonna, e di San Gabriele Arcangelo, il grande comunicatore: è stato il comunicatore più importante, ha comunicato la grande notizia! E, mentre vi chiedo, di continuare a pregare per me, che ne ho bisogno, vi auguro un Santo, e felice, Natale... E, adesso, preghiamo la Madonna, perché ci benedica! "Ave, o Maria...".

[Benedizione].

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