PAPA FRANCESCO

RITAGLI    UDIENZA GENERALE    DOCUMENTI

Aula Paolo VI
Mercoledì, 7 gennaio 2015

Papa Francesco ci ricorda che ogni persona umana deve la vita a una madre e, quasi sempre, deve a lei molto, della propria esistenza successiva, della formazione umana, e Spirituale...

"LA FAMIGLIA: 2. MADRE"

Cari fratelli e sorelle,
Buongiorno!

Oggi, continuiamo con le "Catechesi" sulla Chiesa, e faremo una riflessione sulla Chiesa Madre! La Chiesa, è Madre... La nostra Santa Madre Chiesa!

In questi giorni, la Liturgia della Chiesa ha posto, dinanzi ai nostri occhi, l’Icona della Vergine Maria, Madre di Dio! Il primo giorno dell’anno, è la Festa della Madre di Dio, a cui segue l’Epifania, con il ricordo della visita dei Magi... Scrive l’Evangelista Matteo: «Entrati nella casa, videro il bambino, con Maria, sua madre, si prostrarono, e lo adorarono!» (Mt 2,11). È la Madre che, dopo averlo generato, presenta il Figlio, al mondo... Lei ci dà Gesù, lei ci mostra Gesù, lei ci fa vedere Gesù!

Continuiamo, con le "Catechesi" sulla famiglia e, nella famiglia, c’è "la madre"! Ogni persona umana deve la vita a una madre e, quasi sempre, deve a lei molto, della propria esistenza successiva, della formazione umana, e Spirituale... La madre, però, pur essendo molto esaltata, dal punto di vista simbolico – tante poesie, tante cose belle, che si dicono, poeticamente, della madre – , viene poco ascoltata, e poco aiutata, nella vita quotidiana, poco considerata, nel suo ruolo centrale, nella società! Anzi, spesso, si approfitta, della disponibilità delle madri, a sacrificarsi per i figli, per "risparmiare", sulle spese sociali!

Accade che, anche nella Comunità Cristiana, la madre non sia sempre tenuta nel giusto conto, che sia poco ascoltata! Eppure, al centro della vita della Chiesa, c’è la Madre di Gesù... Forse, le madri, pronte a tanti sacrifici, per i propri figli e, non di rado, anche per quelli altrui, dovrebbero trovare più ascolto! Bisognerebbe comprendere di più la loro lotta quotidiana, per essere efficienti al lavoro, e attente, e affettuose, in famiglia; bisognerebbe capire meglio, a che cosa esse aspirano, per esprimere i frutti migliori, e autentici, della loro emancipazione. Una madre, con i figli, ha sempre problemi: sempre lavoro! Io ricordo, a casa, eravamo cinque figli, e mentre uno ne faceva una, l’altro pensava di farne un’altra, e la povera mamma andava, da una parte all’altra, ma era felice... Ci ha dato tanto!

Le madri sono l’antidoto più forte, al dilagare dell’individualismo egoistico! "Individuo", vuol dire, "che non si può dividere"... Le madri, invece, si "dividono", a partire da quando ospitano un figlio, per darlo al mondo, e farlo crescere! Sono esse, le madri, a odiare maggiormente la guerra, che uccide i loro figli. Tante volte, ho pensato a quelle mamme, quando hanno ricevuto la "lettera": "Le dico, che suo figlio è caduto, in difesa della patria...". Povere donne! Come soffre, una madre! Sono esse, a testimoniare la bellezza della vita... L’Arcivescovo Oscar Arnulfo Romero diceva che, le mamme, vivono un "martirio materno"! Nell’Omelia, per il Funerale di un Prete, assassinato dagli "squadroni della morte", egli disse, riecheggiando il "Concilio Vaticano II": «Tutti dobbiamo essere disposti a morire, per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore... Dare la vita, non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di Martirio, è dare, nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; in quel silenzio, della vita quotidiana; dare la vita, a poco a poco? Sì, come la dà una madre che, senza timore, con la semplicità del "martirio materno", concepisce, nel suo seno, un figlio, lo dà alla luce, lo allatta: lo fa crescere, e accudisce, con affetto! È dare la vita... È martirio!». Fino a qui, la "citazione"! Sì, essere madre, non significa solo mettere al mondo un figlio, ma è anche una scelta di vita... Cosa sceglie, una madre: qual è, la scelta di vita, di una madre? La scelta di vita, di una madre, è la scelta di dare la vita! E, questo, è grande: questo, è bello!

Una società, senza madri, sarebbe una società disumana, perché le madri sanno testimoniare, sempre, anche nei momenti peggiori, la tenerezza, la dedizione, la forza morale! Le madri trasmettono, spesso, anche il senso più profondo della pratica Religiosa: nelle prime preghiere, nei primi gesti di devozione, che un bambino impara, è inscritto il valore della fede, nella vita di un essere umano... È un messaggio, che le madri credenti sanno trasmettere, senza tante spiegazioni: queste arriveranno dopo, ma il germe della fede sta in quei primi, preziosissimi, momenti! Senza le madri, non solo non ci sarebbero nuovi fedeli, ma la fede perderebbe buona parte del suo calore, semplice, e profondo... E, la Chiesa, è Madre: con tutto questo, è nostra Madre! Noi non siamo orfani: abbiamo una Madre! La Madonna, la Madre Chiesa, e la nostra mamma... Non siamo orfani: siamo figli della Chiesa, siamo figli della Madonna, e siamo figli delle nostre madri!

Carissime mamme, grazie, grazie per ciò che siete, nella famiglia, e per ciò che date, alla Chiesa, e al mondo! E a te, amata Chiesa, grazie: grazie, per essere Madre... E, a te, Maria, Madre di Dio, grazie, per farci vedere Gesù! E grazie, a tutte le mamme, qui presenti: le salutiamo, con un applauso!

SALUTI...

Prima di tutto, vorrei ringraziare le persone del Circo, che sono venute qui! Uno pensa: "Andiamo, al Circo: ci divertiamo, un po’...". Sì, quello, è vero: il Circo è uno spettacolo, e passiamo un buon tempo, lì! Vediamo anche uomini, e donne, che fanno cose strane, che sono bravi, nell’equilibrio: sì, questo, è vero, lo abbiamo visto... Eccoli, lì: salutiamoli, tutti! Ma ci insegna anche una cosa, in più... La gente, che fa lo spettacolo, nel Circo, crea bellezza: sono creatori, di bellezza! E, questo, fa bene, all’anima... Quanto bisogno, noi, abbiamo, di bellezza! È vero: la nostra vita, è molto pratica; fare le cose, portare avanti il lavoro, questo, si deve fare: il fare, il linguaggio delle mani, il fare... Ma la nostra vita è anche il pensare, la ragione! E, quello, è importante, perché noi siamo animali, che pensano; no, che pensano, come animali! Noi siamo animali, che pensano... Il pensare, il linguaggio della mente, è importante! Siamo anche persone che amano, che hanno questa capacità di amare: il linguaggio del cuore... C’è il linguaggio della mente, pensare; il linguaggio del cuore, amare; il linguaggio delle mani, fare! E, tutti questi tre linguaggi, si uniscono, per fare l’armonia, della persona... E, lì, è la bellezza; e queste persone che, oggi, hanno fatto questo spettacolo, sono creatori di armonia, creatori di bellezza, che insegnano la strada superiore, della bellezza! Dio, certamente, è vero: Dio, certamente, è buono; Dio, certamente, sa fare le cose, ha creato il mondo: ma, soprattutto, Dio è bello! La bellezza, di Dio! Tante volte, noi ci dimentichiamo, della bellezza!  L’umanità pensa, sente, fa, ma oggi ha tanto bisogno, di bellezza... Non dimentichiamo, questo, e ringraziamo questa gente, brava nel fare, brava nell’equilibrio, nello spettacolo, ma, soprattutto, brava, nel fare bellezza... Grazie tante, a tutti voi!

A tutti i Pellegrini, di lingua Italiana, presenti a questa prima "Udienza Generale", del 2015, porgo un cordiale augurio di speranza, e di pace, per il nuovo anno! Saluto le "Sorelle Misericordiose", e le "Orsoline della Sacra Famiglia", qui convenute, in occasione dei rispettivi Capitoli Generali, e le esorto a trasmettere, con la testimonianza della loro vita, la gioia della corrispondenza fedele, alla Divina chiamata... Saluto voi, componenti del "Golden Circus", di Liana Orfei, e vi incoraggio, non solo ad essere portatori del sorriso, e messaggeri di solidarietà, fra i Popoli, e le Nazioni, ma, soprattutto, creatori, di bellezza: ne abbiamo bisogno!

Un pensiero speciale, rivolgo ai "giovani", ai "malati", e agli "Sposi novelli"! Gli Sposi novelli, io li chiamo i "coraggiosi", perché, oggi, ci vuole coraggio, per sposarsi! Sono bravi! Dopo la Solennità dell’Epifania, continuiamo, anche noi, a guardare quella stella, che i Magi inseguirono... Cari "giovani", siate testimoni entusiasti, della luce di Cristo, tra i vostri coetanei; cari "malati", attingete, a questa luce, il coraggio, nel dolore; e voi, cari "Sposi novelli", siate segno della presenza luminosa di Dio, col vostro amore fedele!

© Copyright - Libreria Editrice Vaticana