ESORTAZIONE APOSTOLICA POST-SINODALE
ECCLESIA IN EUROPA

INTRODUZIONE

INTRODUZIONE

Annuncio di gioia per l'Europa

Un secondo Sinodo per l'Europa

L'esperienza del Sinodo

L'icona dell'Apocalisse

CAPITOLO PRIMO  
GESÙ CRISTO È NOSTRA SPERANZA

Il Risorto sta sempre con noi

I. Sfide e segni di speranza per la Chiesa in Europa

L'offuscamento della speranza

L'insopprimibile nostalgia della speranza

Segni di speranza

Una comunità di popoli

I martiri e i testimoni della fede

La santità di molti

La parrocchia e i movimenti ecclesiali

Il cammino ecumenico

II. Ritornare a Cristo, fonte di ogni speranza

Confessare la nostra fede

Gesù Cristo nostra speranza

Gesù Cristo vivente nella Chiesa

CAPITOLO SECONDO
IL VANGELO DELLA SPERANZA
AFFIDATO ALLA CHIESA DEL NUOVO MILLENNIO

I. Il Signore chiama alla conversione

Gesù si rivolge oggi alle nostre Chiese

L'azione del Vangelo lungo la storia

Per realizzare un vero volto di Chiesa

Per progredire verso l'unità dei cristiani

II. La Chiesa intera inviata in missione

L'impegno dei ministri ordinati

La testimonianza dei consacrati

La cura delle vocazioni

La missione dei laici

Il ruolo della donna

CAPITOLO TERZO
ANNUNCIARE IL VANGELO DELLA SPERANZA

I. Proclamare il mistero di Cristo

La rivelazione dà senso alla storia

Necessità e urgenza dell'annuncio

Primo annuncio e annuncio rinnovato

Fedeltà all'unico messaggio

Con la testimonianza della vita

Formare a una fede adulta

II. Testimoniare nell'unità e nel dialogo

In comunione tra le Chiese particolari

Insieme con tutti i cristiani

In dialogo con le altre religioni

III. Evangelizzare la vita sociale

Evangelizzazione della cultura
e inculturazione del Vangelo

L'educazione dei giovani alla fede

L'attenzione ai mass media

La missione ad gentes

Il Vangelo: libro per l'Europa di oggi e di sempre

CAPITOLO QUARTO
CELEBRARE IL VANGELO DELLA SPERANZA

Una comunità orante

I. Riscoprire la liturgia

Il senso religioso nell'Europa di oggi

Una Chiesa che celebra

Il senso del mistero

Formazione liturgica

II. Celebrare i Sacramenti

L'Eucaristia

La Riconciliazione

Preghiera e vita

Il giorno del Signore

CAPITOLO QUINTO
SERVIRE IL VANGELO DELLA SPERANZA

La via dell'amore

I. Il servizio della carità

Nella comunione e nella solidarietà

II. Servire l'uomo nella società

Ridare speranza ai poveri

La verità del matrimonio e della famiglia

Servire il Vangelo della vita

Costruire una città degna dell'uomo

Per una cultura dell'accoglienza

III. Decidiamoci alla carità!

CAPITOLO SESTO
IL VANGELO DELLA SPERANZA PER UN'EUROPA NUOVA

La novità di Dio nella storia

I. La vocazione spirituale dell'Europa

L'Europa promotrice dei valori universali

Il nuovo volto dell'Europa

Promuovere solidarietà e pace nel mondo

II. La costruzione europea

Il ruolo delle Istituzioni europee

La Chiesa per la nuova Europa

Dal Vangelo un nuovo slancio per l'Europa

CONCLUSIONE

Affidamento a Maria

La donna, il drago e il bambino

Preghiera a Maria, Madre della speranza

 

INTRODUZIONE

 

Annuncio di gioia per l'Europa

1. La Chiesa in Europa ha accompagnato con sentimenti di partecipazione i suoi Vescovi riuniti in Sinodo per la seconda volta, mentre erano intenti alla meditazione di Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l'Europa.

È un tema che anch'io, riprendendo con i miei fratelli Vescovi le parole della Prima Lettera di san Pietro, voglio proclamare a tutti i cristiani d'Europa all'inizio del terzo millennio. « Non vi sgomentate, [...] né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (3, 14-15).(1)

Quest'annuncio è continuamente risuonato lungo il Grande Giubileo del Duemila, con cui il Sinodo, celebrato nella sua immediata vigilia, è stato in stretta relazione, quasi porta aperta su di esso.(2) Il Giubileo è stato « un unico, ininterrotto canto di lode alla Trinità », un autentico « cammino di riconciliazione » e un « segno di genuina speranza per quanti guardano a Cristo e alla sua Chiesa ».(3) Lasciandoci in eredità la gioia dell'incontro vivificante con Cristo, che « è lo stesso, ieri, oggi e sempre » (Eb 13, 8), ci ha riproposto il Signore Gesù come unico e indefettibile fondamento della speranza vera.

Un secondo Sinodo per l'Europa

2. L'approfondimento del tema della speranza costituiva fin dall'inizio lo scopo principale della Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi. Ultimo delle serie dei Sinodi a carattere continentale celebrati in preparazione al Grande Giubileo del Duemila,(4)esso aveva come scopi di analizzare la situazione della Chiesa in Europa e di offrire indicazioni per promuovere un nuovo annuncio del Vangelo, come sottolineavo nella convocazione da me resa pubblica il 23 giugno 1996, al termine dell'Eucaristia celebrata nello stadio olimpico di Berlino.(5)

L'Assemblea sinodale non poteva fare a meno di riprendere, verificare e sviluppare quanto emerso nel Sinodo precedente dedicato all'Europa e che si era celebrato nel 1991, all'indomani della caduta dei muri, intorno al tema « Per essere testimoni di Cristo che ci ha liberato ». Da quella Prima Assemblea Speciale era emersa l'urgenza e la necessità della «  nuova evangelizzazione  », nella consapevolezza che « l'Europa non deve oggi semplicemente fare appello alla sua precedente eredità cristiana: occorre infatti che sia messa in grado di decidere nuovamente del suo futuro nell'incontro con la persona e il messaggio di Gesù Cristo ».(6)

A nove anni di distanza, la convinzione che « è compito urgente della Chiesa offrire nuovamente agli uomini e alle donne dell'Europa il messaggio liberante del Vangelo » (7) si è ripresentata con la sua forza stimolante. Il tema scelto per la nuova Assemblea sinodale riproponeva, secondo l'angolatura della speranza, la medesima sfida. Si trattava, quindi, di proclamare questo annuncio di speranza a un'Europa che sembrava averla smarrita.(8)

L'esperienza del Sinodo

3. L'Assemblea sinodale, svoltasi dal 1o al 23 ottobre 1999, si è rivelata una preziosa opportunità di incontro, di ascolto e di confronto: si è approfondita la reciproca conoscenza tra Vescovi di diverse parti dell'Europa e con il Successore di Pietro e, tutti insieme, abbiamo potuto edificarci a vicenda, grazie soprattutto alle testimonianze di quanti, sotto i passati regimi totalitari, hanno sopportato per la fede dure e prolungate persecuzioni.(9) Ancora una volta, abbiamo vissuto momenti di comunione nella fede e nella carità, animati dal desiderio di realizzare un fraterno « scambio di doni », arricchiti mutuamente con la diversità delle esperienze di ciascuno.(10)

Ne è emersa la volontà di recepire l'appello che lo Spirito rivolge alle Chiese in Europa per impegnarle di fronte alle nuove sfide.(11) Con uno sguardo pieno di amore, i partecipanti all'incontro sinodale non hanno temuto di osservare la realtà attuale del Continente, rilevandone luci ed ombre. Chiara è risultata la consapevolezza che la situazione è segnata da gravi incertezze a livello culturale, antropologico, etico e spirituale. Altrettanto nitidamente si è andata affermando una crescente volontà di penetrare in questa situazione e di interpretarla per vedere i compiti che attendono la Chiesa: ne sono usciti « utili orientamenti per rendere sempre più visibile il volto di Cristo mediante un più incisivo annuncio corroborato da una coerente testimonianza ».(12)

4. Vivendo l'esperienza sinodale con discernimento evangelico, è andata sempre più maturando la consapevolezza dell'unità che, senza rinnegare le differenze derivanti dalle vicende storiche, collega le varie parti dell'Europa. È un'unità che, affondando le sue radici nella comune ispirazione cristiana, sa comporre le diverse tradizioni culturali e che chiede, a livello sociale come a livello ecclesiale, un continuo cammino di conoscenza reciproca aperta ad una maggiore condivisione dei valori di ciascuno.

Lungo il Sinodo, man mano si è resa evidente una forte tensione verso la speranza. Pur facendo proprie le analisi della complessità che caratterizza il Continente, i Padri sinodali hanno colto come l'urgenza forse più grande che lo attraversa, a Est come ad Ovest, consiste in un accresciuto bisogno di speranza, così da poter dare senso alla vita e alla storia e camminare insieme. Tutte le riflessioni del Sinodo sono state orientate a rispondere a questo bisogno a partire dal mistero di Cristo e dal mistero trinitario. Il Sinodo ha voluto riproporre la figura di Gesù vivente nella sua Chiesa, rivelatore del Dio Amore che è comunione delle tre Persone divine.

L'icona dell'Apocalisse

5. Con la presente Esortazione post-sinodale, sono lieto di poter condividere con la Chiesa che è in Europa i frutti di questa Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi. Intendo così assecondare il desiderio espresso al termine dell'assise sinodale, allorché i Pastori mi hanno trasmesso i testi delle loro riflessioni, con la preghiera di offrire alla Chiesa pellegrinante in Europa un documento sullo stesso tema del Sinodo.(13)

« Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese » (Ap 2, 7). Nell'annunciare all'Europa il Vangelo della speranza, terrò come guida il libro dell'Apocalisse, « rivelazione profetica » che dischiude alla comunità credente il senso nascosto e profondo delle cose che accadono (cfr Ap 1, 1). L'Apocalisse ci pone di fronte a una parola rivolta alle comunità cristiane, affinché sappiano interpretare e vivere il loro inserimento nella storia, con i suoi interrogativi e le sue tribolazioni, alla luce della vittoria definitiva dell'Agnello immolato e risorto. Nel contempo, siamo di fronte a una parola che impegna a vivere abbandonando la ricorrente tentazione di costruire la città degli uomini a prescindere da Dio o contro di lui. Quando, infatti, ciò si verificasse, sarebbe la stessa convivenza umana a conoscere, prima o poi, una irrimediabile sconfitta.

L'Apocalisse contiene un incoraggiamento rivolto ai credenti: al di là di ogni apparenza, e anche se non se ne vedono ancora gli effetti, la vittoria del Cristo è già avvenuta ed è definitiva. Ne segue l'orientamento a porsi di fronte alle vicende umane con un atteggiamento di fondamentale fiducia, che sgorga dalla fede nel Risorto, presente ed operante nella storia.

  

(1) Cfr Sinodo dei Vescovi – Seconda Assemblea Speciale per l'Europa, Messaggio finale, n. 1: L'Osservatore Romano, 23 ottobre 1999, p. 5.

(2) Cfr Sinodo dei Vescovi – Seconda Assemblea Speciale per l'Europa, Instrumentum laboris, nn. 90-91: L'Osservatore Romano, 6 agosto 1999 - Suppl., pp. 17-18.

(3) Giovanni Paolo II, Bolla Incarnationis mysterium (29 novembre 1998), 3-4: AAS 91 (1999), 132.133.

(4) Cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Tertio millennio adveniente (10 novembre 1994), 38: AAS 87 (1995), 30.

(5) Cfr Discorso all'Angelus (23 giugno 1996), 2: Insegnamenti XIX/1 (1996), 1599-1600.

(6) Sinodo dei Vescovi – Prima Assemblea Speciale per l'Europa, Dichiarazione finale (13 dicembre 1991), 2: Ench. Vat. 13, n. 619.

(7) Ibid., 3, l.c., n. 621.

(8) Cfr Sinodo dei Vescovi – Seconda Assemblea Speciale per l'Europa, Instrumentum laboris, n. 3: L'Osservatore Romano, 6 agosto 1999 - Suppl., p. 3.

(9) Cfr Giovanni Paolo II, Omelia durante la concelebrazione per la conclusione della Seconda Assemblea Speciale del Sinodo per l'Europa (23 ottobre 1999), 1: AAS 92 (2000), 177.

(10) Cfr Sinodo dei Vescovi – Seconda Assemblea Speciale per l'Europa, Messaggio finale, n. 2.: L'Osservatore Romano, 23 ottobre 1999, p. 5

(11) Cfr Giovanni Paolo II, Omelia durante la concelebrazione per la conclusione della Seconda Assemblea Speciale del Sinodo per l'Europa (23 ottobre 1999), 4: AAS 92 (2000), 179.

(12) Ibid.

(13) Cfr Propositio 1.