Inizi
del Cattolicesimo nel Nord Bengala
di Padre Luigi Pinos, PIME (1921 - 2001)
<<<< sommario - capitolo III >>>>
Cap.2
Il triangolo rosso: 1902
| Beneedwar |
Dhanjuri |
Maryampur | Chandpukur |
Il
primo centro pastorale per la popolazione dei nativi del Nord Bengala si è
avuto nel villaggio di Bangubari, due miglia a sud della attuale parrocchia di
Beneedwar, il 29 gennaio 1902.
Gabriel
Topno era emigrato in quel posto qualche anno prima dal suo villaggio di Chota
Nagpur. Egli era un tribale Munda, Cristiano ed anche lebbroso. Era un forte
credente e mai aveva nascosto la sua fede: era addirittura riuscito a convertire
pochi seguaci ( che prima di incontrarlo erano appartenuti per qualche tempo
alla Chiesa Battista). Da notare tra di essi Peter Dinonath che divenne
Cattolico fervente ed un buon leader dei Munda.
Cosa
torturava la mente di Gabriele non era tuttavia la lebbra, ma il fatto di non
aver alcun sacerdote vicino. Egli aveva paura di non poter continuare così ed
iniziò a scrivere lettere ai preti di Chota Nagpur, pregandoli di venire per
confessarlo ma anche per battezzare i suoi bambini. Da Chota Nagpur gli arrivò
la risposta che abbastanza vicino, a Purnen, ma anche a Bihar vi era una
missione e lo pregarono di rivolgersi a d esse. E così Gabriel ed alcuni dei
suoi seguaci intrapresero il viaggio sulla lunga e polverosa strada per Purnea,
dove Padre L. Knockeart, SJ, dopo averli ascoltati rispose che purtroppo il loro
villaggio era troppo lontano ma nel contempo promise anche di interessare
qualcuno. E così una sua lettera arrivò a Krishnagar (il centro diocesano
della missione del PIME in Bengala) e di fu trasmessa a Padre F. Rocca, che all'
epoca risiedeva a Pakuria, a sud del Gange.
E
fu così che finalmente Gabriel ebbe la visita di un Sacerdote. Padre Rocca
restò qualche giorno con Gabriel, lo confessò, battezzò i sui cinque bambini
e…si guardò intorno. Questa prima visita a Bagunbari era solo l' inizio: in
otto anni esistevano già comunità Munda di Cristiani a Bagunbari, di Mahali a
Chokjodu e di Santal a Beneedwar, oltre a quelle in molti altri villaggi tutti
ad est di Dhanjuri.
Dal
1902 al 1910 Padre Rocca fu l' unico missionario presente nell' intera area che
è ora il centro delle attuali diocesi di Dinajpur e Rajshahi. E finalmente, nel
1910 arrivò l' aiuto di due nuovi Sacerdoti, nelle persone di Padre S. Monfrini
e E. Ferrario, entrambi del PIME. Dopo lunghe esitazioni finalmente il Vescovo
Taveggia decise di creare due nuove parrocchie, in Dhanjuri ed in Beneedwar, con
Padre Rocca responsabile di entrambe. Nel dicembre del 1910 Padre Rocca, con i
nuovi missionari, si trasferì a Dhanjuri e, nella Pasqua dell' anno successivo,
mentre Padre Rocca faceva la spola tra le due Parrocchie, Padre Ferrario restò
stabilmente a Dhanjuri e Padre Monfrini a Beneedwar. Infine, nel 1913, con il
successivo arrivo di Padre Mallera, PIME, a Dhanjuri; Padre Rocca potè
stabilirsi definitivamente a Beneedwar.
È
bene anche ricordare che, nel 1910, queste missioni potevano ricevere un
ulteriore aiuto dall' arrivo dei Fratelli Francescani, una congregazione
religiosa tedesca, come la maggior parte dei confratelli, con l' eccezione di
qualche Indiano. Essi non avevano Sacerdoti presenti per cui il loro lavoro
divenne complementare con quello dei Padri del PIME. Il loro zelo era
straordinario e la loro attività di catechesi era essenzialmente confinata nei
villaggi. Durante la I guerra mondiale, nel 1915, a causa della loro
nazionalità, essi vennero internati in campi di concentramento ma, a guerra
finita, tornarono prontamente nei loro villaggi. Nel 1934, a seguito di
molteplici cause, decisero però di tornare in patria.
Dal
1910 in poi era epoca di raccogliere i frutti; ma nel 1916 oltre all'
allontanamento dei Fratelli Francescani anche Padre Rocca dovette andar via in
quanto chiamato in Italia per un importante incarico nel PIME (tornerà a
Beneedwar soltanto nel 1929…per morirvi appena due mesi dal suo arrivo).
Beneedwar
ha avuto per il suo gregge sempre Missionari "speciali" ed oltre a
Padre Rocca e Monfrini dobbiamo ricordare i Padri Margutti, Belgieri, Grossi,
Bianchi, Dal Corno, Cavagna ( che si fermò per 35 anni) e Giulio Schiavi. Il
passaggio di tutti questi Pastori ha lasciato un segno profondo nella comunità,
che ha dato sei sacerdoti alla Chiesa e molte vocazioni di suore. ( dati del
1983!!)
I
Mahali : La tribù dei costruttori di bambù
Avendo
appena fatto menzione dei Mahali di Chokjodu crediamo opportuno dire qualcosa di
questo popolo. Tra i vari gruppi sociali che formano la comunità cattolica
della diocesi di Dinajpur, essi sono senza dubbio i più folkloristici.
Qualcuno
è dell' idea che i Mahali rappresentano il dodicesimo clan perduto dei Santal,
altri sono di parere contrario in quanto sia somaticamente che linguisticamente
sono differenti, ed alcuni gruppi hanno un linguaggio completamente differente
dal Santal. Lasciamo agli etnologisti questo problema!!
La
caratteristica comune ai Mahali è quella di avere un' intelligenza acuta ed una
lingua lunga! Essi hanno bisogno di queste qualità sia per la loro attività di
costruttori di manufatti di bambù che per vendere quanto prodotto. Essi sono
aperti e socievoli ed un interesse sincero nei loro riguardi li conquista per
sempre. Sono molto attaccati alle loro famiglie e molto uniti socialmente. Ho
personalmente conosciuto la profonda sofferenza di un uomo che era stato
ostracizzato dal suo villaggio: ebbene fece di tutto, subendo anche umiliazioni
di ogni genere, pur di essere riammesso, nel corso di una celebrazione sociale,
nel suo villaggio. Allo stesso tempo hanno anche una certa predilezione per i
litigi, le divisioni ed altro. La scuola non è molto vicina all'attività che
svolgono, per cui non ne hanno bisogno e, come risultato, sono pochi quelli che
hanno una certa istruzione ma i pochi che riescono a studiare lo fanno
normalmente molto bene.
In
quanto alla religione i Mahali sono abbastanza accomodanti. Per loro la
Cristianità non deve essere esclusiva ed, in linea con ciò e soprattutto all'
inizio, molti si ritengono ferventi Cristiani ma mantengono, allo stesso tempo,
tutte le loro vecchie superstizioni. Anche imbrogli e sotterfugi di ogni tipo
non sembrano coinvolgere il fervore cristiano di alcuni. In ogni caso, ove
propriamente guidati, I Mahali diventano degli ottimi Cristiani ed anche
evangelizzatori. È stato per merito loro, non dobbiamo scordarlo, che molti
villaggi Santal nelle loro vicinanze, sono alfine diventati cristiani. Come nota
Luigi Pussetto nel suo bel libro sui Santal, è stato un Guruji Mahali che ha
mostrato ai Santal il significato e le procedure delle loro feste annuali di
Baha e Sohrae.
I
Mahali sono stati i primi tribali del Bangladesh a diventare Cristiani, e ciò
avvenne a Sadamohol nel 1895, quando i Mahali del villaggio entrarono nella
Chiesa Battista. Alcuni di essi divvenero Cristiani poi nel 1905 con Padre
Rocca. Inoltre nel 1909 lo stesso padre Rocca battezzò a Chokjodu, non lontano
da Beneedwar e Bagunbari, i primi convertiti. Questa è la storia della loro
conversione.
Durante
una delle sue visite i Munda di Bagunbari, Padre Rocca seppe che tra i Mahali di
Chokiodu vi erano alcune persone istruite. Questo interessò il missionario che
arrivò al loro villaggio sperando di incontrarle. Tra queste persone ricordiamo
Gokul Baskey, dottore omeopatico e membro dell' U.B.; Matla Hasdak, maestro e
postino, Kalu Hasdak, Omrit Marandi, Haso Master, Phulchand Hasdak, Lalu Hembron
ed altri, che dopo la loro conversione ed appropriata istruzione divennero
catechisti itineranti. Alcuni di questi Mahali istruiti hanno acquisito un senso
di orgoglio che li ha portati ad indossare abiti europei, molto spesso
extralarge, ivi inclusi pantaloni e cravatte.
Arrivando
a Chokjodu, Padre Rocca intravide queste persone, ma esse erano troppo occupate
nelle loro attività di lavorazione del bamboo per parlare con lui; ma i bambini
si avvicinarono abbastanza da diventare amici e da imparare qualche preghiera.
Padre Rocca non si scoraggiò ed i bambini divennero sempre più numerosi e più
amici. Padre Rocca veniva di tanto in tanto e curava anche le loro malattie,
notando alfine il loro attaccamento alla sua persona e quanto bene avevano
imparato il catechismo alla fine decise di battezzarne qualcuno ma, all' ultimo
momento, mossi dall' interesse che il Missionario aveva per i loro bambini anche
qualche genitore decise di battezzarsi assieme ai propri figli. In quel giorno
memorabile, il 5 agosto 1909 lo stesso Dott. Gokul Baskey ricevette il
battesimo.
Ma
la comunità del villaggio non fu subito d' accordo ed impose addirittura ai
nuovi convertiti di pagare una multa….per la loro conversione: ebbene i nuovi
cristiani pagarono la multa e restarono cristiani!.
Ma
un' ultima osa restava insoluta. Nessuna donna avrebbe accettato la conversione,
le donne sembravano assolutamente inavvicinabili; per tentare di risolvere
questo problema allora padre Rocca portò due suore dalla lontana Krishnagar, ed
una di esse era la Superiora provinciale delle sorelle di Maria Bambina: suor
Lurashi. Appena arrivate le suore si diressero verso le donne del villaggio, ma
queste si allontanarono con lo stesso atteggiamento che avevano avuto con Padre
Rocca. Ma finalmente una riuscì ad avvicinarsi ed a chiedere alla Suora :"
Sei uomo o donna? " La risposta della Suora fu talmente suadente e gentile
che non solo la donna che si era avvicinata ma anche le altre restarono con lei
sino a sera inoltrata. E così, con la conversione delle donne, la
cristianizzazione del villaggio di Chokjodu potè dirsi completa.
Le
comunità Mahali presenti nell' area diventarono così numerose che alcuni Padri
presero a chiamare Beneedwar come la Parrocchia dei Mahali. In ordine
cronologico di battesimo ricordiamo, oltre a Chokjodu, Sulpi (nel 1911), Jolmari
(anche nel 1911), Kolyanpur (1914), Matendor (1915), Saitor (1915), Goyarpur
(1920) e Bakroil (1920). Non menzioniamo alcune importanti comunità mahali che,
con la divisione del 1947, sono diventate parte della Parrocchia indiana di
Mahinagar.
Vi
sono cattolici mahali in tutte le parrocchie aborigene delle diocesi (sia di
Dinajpur che in quella nuova di Rajshahi). Ma devo assolutamente ricordare i
quattro pilastri mahali della parrocchia di Andharkota: Susnipara (battezzato
nel 1917), Bautia (1920), Pakri (1923) e Pusundori (1927). Con il battesimo, nel
1957 degli abitanti di Sinjogutu, i Mahali che vivono nel territorio della
parrocchia sono diventati tutti cattolici!
Pakai
Marandi era arrivato da Dumka, nel Bihar, dopo un periodo molto difficile e si
era stabilito in un posto vicino a Balurghut, nella zona sud del distretto di
Dinajpur. Per sopravvivere aveva messo il suo figlio maggiore Phudhon, di appena
dodici anni, al servizio di un signorotto hindu. Il ragazzo, che era molto
intelligente ed era spesso impiegato per commissioni, era rimasto molto sorpreso
ed affascinato che queste persone istruite comunicavano tra di loro a mezzo di
lettere, scrivendole e poi ricevendo una risposta con lo stesso mezzo. Ed un
giorno Phudhon chiese al suo padrone se non era anche possibile per lui imparare
a leggere ed a scrivere.
Crescendo
inoltre venne a conoscenza di tecniche di medicina empirica oltre che dei
complicato problemi relativi all' affitto ed alla proprietà dei terreni; era
per lui diventato talmente semplice partecipare a queste discussioni complicate
che era sempre richiesto e la sue opinione altamente apprezzata e rispettata.
Un
giorno, nel suo insaziabile desiderio di conoscere ed imparare, percepì dal
discorso tra due musulmani che esisteva una grande e disabitata foresta ad est
di Rotonpur; detta terra, a quanto apprese, necessitava soltanto di una pulizia
per divenire un suolo agricolo di prima qualità. Questa volta Phudhon non
considerò più gli aspetti legali del problema ma desiderò quel territorio per
la sua tribù. E, dopo alcuni giorni, una volta lasciato il proprio lavoro, con
alcuni amici e la sua famiglia raggiunse la foresta vergine descritta. E videro
che, con il bel lago al centro della stessa, era anche più bella di quanto
avessero immaginato.
Per
qualche tempo vissero vicino all' insediamento musulmano di Chorkai, quindi
selezionarono un posto nella foresta ed iniziarono a costruire le proprie
abitazioni. Essi lavorarono senza sosta e, come a dire che era loro intenzione
restare per sempre in quel posto, lo chiamarono Dhanjuri come il nome del loro
villaggio ancestrale nel lontanissimo Dumka.
Tutto
procedeva benissimo a parte il fatto che Phudhon, che amava la lettura, aveva
tremenda nostalgia dei libri e dei giornali così facilmente disponibili nella
sua precedente dimora. Un giorno, nel mercato di Birampur, la sua attenzione fu
attratta da un venditore ambulante di libri, che aveva molti libri a basso
prezzo. Ne comprò uno e tornò velocemente a casa per la fretta di leggerlo. Il
titolo era intrigante "La buona Novella di Matteo" :
la storia di Gesù, la sua morte e la sua resurrezione esercitarono un
forte impatto su di lui…e quali insegnamenti!!! Ma questa deve senz' altro
essere una nuova religione, pensava Phudhon, già ansioso di incontrare di nuovo
il venditore ambulante. Finalmente, dopo qualche tempo, riuscì di nuovo a
vederlo nel bazar di Birampur e chiese a lui che cosa doveva fare per diventare
seguace di Gesù. Il venditore, che era protestante, fu lieto di dargli un
indirizzo a cui scrivere.
Fu
a questo punto che Padre Rocca, in uno dei suoi viaggi in treno, incontrò Fagu
Mistri Soren, il capo villaggio di Dhanjuri che si recava al tribunale per una
disputa. L' uomo non era un granchè di buono, sempre alla ricerca di
..gonnelle. Si diceva che almeno sette donne, tra legittime e non, avevano
"mangiato il suo riso" e si doveva recare in tribunale in quanto si
vociferava che una di esse fosse morta per cause non naturali. Egli era furbo,
tanto da sapere che il Padre, uomo buono e per giunta europeo, era in grado di
proteggerlo in tribunale e quindi si presentò dicendo " Saheb, io sono di
Dhanjuri ,perché non vieni qualche volta a trovarci?"
E
fu così che Padre Rocca, accettando l' invito, si presentò a Dhanjuri un
giorno del 1906. Il presunto uxoricida, grazie a Dio, non era presente ma c' era
il nostro amico Phudhon che interpretò la venuta di Padre Rocca come una
risposta alla sua lettera, e con esultanza gli diede ospitalità. Seguirono
altre visite e finalmente, il 21 febbraio 1909 Phudhon ed il suo figliolo più
grande, Peter, ricevettero il battesimo.
Nel
frattempo Padre Rocca avevo fatto amicizia anche con Fagu, il capovillaggio, e
ciò fu molto positivo in quanto dopo 8 anni il volubile Phudhon con tutto il
suo clan, entrò nella Chiesa Luterana.
Nel
1915 esistevano a Dhanjuri 12 famiglie cattoliche, 4 pagane e 3 luterane e con
il passaggio di Phudhon alla Chiesa Luterana sembrava che la Chiesa cattolica
dovesse abbandonare il campo; ma il figlio di Phudhon, Peter Marandi, aveva
seguito il passaggio del padre ai Luterani con estrema riluttanza e non era
contento. Un giorno prese coraggio ed informò il padre della sua decisione di
tornare tra i Cattolici. Grazie anche al contributo di Fagu, il capovillaggio
"sciupafemmine", tutte le famiglie luterane decisero di riunirsi nella
Chiesa Cattolica, ad eccezione di una singola, che lasciò il villaggio per
vivere altrove. Ma la forza della comunità cattolica di Dhanjuri aveva in Peter
un grande esempio di fede e di forza spirituale. Egli aveva tutte le qualità
richieste ad un Catechista e col tempo il rispetto per lui fu una cosa acquisita
non soltanto tra i fedeli del villaggio e dei villaggi prossimi, ma anche dei
missionari che di tanto in tanto venivano a visitare Dhanjuri.
Oltre
ai padri Rocca, Ferrario, Monfrini e Mellera altri missionari furono Obert,
Brambilla, Re, Martinelli, Sozzi, Villa, Scuccato, Viganò e Colombo. Anche
Padre Adolfo L' Imperio è stato a Dhanjuri nei terribili anni dell'
indipendenza del Bangladesh (1971). Padre Obert, divenuto poi il terzo Vescovo di
Dhanjuri ha il merito di aver fondato, nel 1927, il lebbrosario, ulteriormente
sviluppato da Padre L. Martinelli. Dal febbraio del 2000 il Parroco è padre
Cherubim Bakla.
All
'inizio del secolo, non lontano dalla città di Gobindoganj e nella parte più
meridionale del distretto di Rangpur, prese residenza un Missionario straniero e
battista, il luogo fu successivamente chiamato, per ricordarlo,
Sahebganj. Egli cominciò a convertire i Santal dell' area. La sua attività
procedeva molto bene ma, improvvisamente una malattia tropicale lo stroncò.
Nessuno fu mandato a rimpiazzarlo ma da Dhanjuri si facevano vivi di tanto in
tanto sia Padre rocca che, specialmente, Padre Ferrario e molti dei Battisti si
convertirono al cattolicesimo.Già nel 1911 Padre Rocca teneva a battesimo un
certo numero di persone. Primo tra tutti battezzò a Kumdarampur Lokhon Hasdak,
che successivamente si trasferì, con tutto il suo clan, nel territorio della
missione di Maryampur. Nello stesso anno, in Satana, battezzò Udran Murmu e
molti altri in Banihara, Kalupara e Bulakipur. Altre conversioni vennero fatte,
l' anno successivo, a Bengaon, Cheargaon ed altri piccoli villaggi. Negli anni
seguenti molti altri villaggi Santal, Mahali, Malo ed Oraon divennero cristiani.
La
conversione del villaggio Malo di Sitolgram merita di essere descritta. Con il
colera che imperversava le morti si contavano a dozzine. Padre Martinelli
arrivò sul posto per curare i malati e la sua dedizione non tardò a
conquistare gli abitanti. Il battesimo avvenne nel 1931.
La
comunità di Bulakipur era una delle più popolose ed il posto era centrale per
cui Padre Ferrario procedette all' acquisto di qualche acro di terra ed alla
costruzione di una Cappella e di una piccola casa, entrambe con mura di fango e
tetto in lamiera. La sua speranza era quella di formare una nuova Parrocchia ma,
anche lui fu stroncato, all' età di 34 anni, da una malattia tropicale. Era il
10 luglio 1917 e. con la sua morte, il progresso di Bulakipur si fermò.
Il
progetto fu ripreso dai padri Obert e Brambilla, che decisero però di spostare
il centro da Bulakipur a Dhaulighat, dove nel frattempo ben 300 Mahali erano
stati convertiti. Una cappella di bamboo ed una piccola residenza erano pronte e
Padre Brambilla ansioso di trasferirvisi quando anche lui, come undici anni
prima Padre Ferrario, morì improvvisamente. Aveva soltanto 28 anni ed era il 13
novembre 1928.
E
finalmente, sotto la guida di Padre Martinelli e Padre Milozzi si arrivò alla
consacrazione della nuova parrocchia, nel 1929. Nel 1934 venne inaugurata la
bella chiesa dedicata alla Madonna dei Sette Dolori, l' intero posto fu dedicato
alla Madonna e venne da Lei attribuito il nome di Maryampur.
Altri
missionari che dobbiamo ricordare in quanto hanno prestato la loro opera a
Maryampur sono: Sozzi, Scuccato, A. Villa, Pesce, Schiavi, Berutti, Menapace.
Dal 2000 il parroco è Father Leo Desai, vicario generale della diocesi di
Dinajpur , succeduto a Padre Q. Martinelli.
Le
tre missioni di Beneedwar, Dhanjuri e Maryampur sono state chiamate, nel nostro
gergo missionario, "Il triangolo rosso", e quest' area era considerata
il centro fiammeggiante della diocesi. Nel 1981 la parrocchia di Beneedwar
contava più di 1000 Cattolici e fu deciso di dividerla in due, con la
formazione della nuova parrocchia di Chandpukur che ebbe, nella persona di Padre
P. Ciceri il suo primo Parroco. Anche nei riguardi di Chandpukur vi è una
storia interessante.
Nel
1940 quando il Padre G. Cavagna, PIME ed il Catechista Pirthi Marandi visitarono
il villaggio per la prima volta, nessuno era propenso non solo a diventare
cristiano ma anche a fornire una semplice ospitalità. Tutto quello che
riuscirono ad ottenere fu una piccola stalla. Nessuno fornì a loro il fuoco per
cuocere il riso, e nessuno pose ai loro piedi il tradizionale recipiente pieno
d' acqua, simbolo del cibo che sarebbe stato cucinato per loro. Al mattino Il
Padre ed il Catechista scoprirono che il villaggio era diventato deserto: erano
andati tutti via onde non dover parlare con i due forestieri. Padre Cavagna e
Marandi andarono naturalmente via ed arrivarono al villaggio vicino di Malpukur,
si sedettero sul tronco di un albero abbattuto ed si misero a cantare. Glia
abitanti, al sentire questa novità, si avvicinarono ed udirono con curiosità
la spiegazione dei canti, ma nemmeno questa volta fu data ospitalità né fu
richiesto loro di tornare.
Ma
dopo un bel po’ di tempo furono gli stessi abitanti a pensare diversamente.
Gli anni dopo la divisione del paese erano stati per loro durissimi, vi erano
state in continuazione dispute con i musulmani circa la proprietà del terreno
e, come tanti altri tribali, non avevano speranza alcuna di averla vinta in
tribunale. Alla fine furono loro stessi ad andare a Beneedwar chiedendo ai
missionari di visitarli ancora. Padre Cavagna tornò una seconda volta a
Chandpukur, fu lui a parlare con i Musulmani circa la proprietà, ad esaminare
quei pezzi di carta che i poveri Santal non sapevano leggere, ed alla fine i
Santal ebbero salva la propria terra. Sia gli abitanti di Chandpukur che quelli
di Malpukur furono battezzati nel 1957.
Chandpukur
era in ogni caso "l' ultimo arrivato" in quanto, grazie alla tenacia
del lavoro dei fratelli francescani i grossi villaggi Mahali di Maitendo,
Goyarpur, Bakhrol e quelli Santal di Baruikundi, Kashigutu e Saligaon erano già
divenuti cristiani nel 1916 e 1917.
L'
idea di stabilire una parrocchia a mezza starda tra Rohanpur e Beneedwar era
già nei programmi del Vescovo Anselmo che aveva scelto Chandpukur per la sua
posizione centrale di tutto il territorio ad ovest di Beneedwar. Ma l'
esecuzione del progetto tardò moltissimo per le difficoltà dovute alla
lontananza del posto da strade e ferrovie, il luogo era anche famoso per i suoi
banditi. La suddivisione del territorio nel 1947, tra India e Pakistan, non fece
che incrementare la criminalità nella zona. Infatti in linea con questa
tradizione, il centro della missione, in meno di tre anni dalla sua fondazione
ebbe ben tre visite non gradite da parte di saccheggiatori.