Inizi del Cattolicesimo nel Nord Bengala

di Padre Luigi Pinos, PIME (1921 - 2001)

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Cap. 3  L' attraversamento del Fiume Sacro. 1904  

Andharkota   Muladuli   Rohanpur  Mohipara   Rajshahi

Andharkota  

Alla fine dell scorso secolo un gran numero di tribali Mal-Paharia arrivarono dal Bihar per lavorare alla costruzione della ferrovia Ishurdi-Amnura. Alla fine dei lavori la maggior parte dei tribali rimase sul posto che, all' epoca, era denso di foreste e, per un popolo di cacciatori rassomigliava al paradiso. Ancora oggi gran parte di questi villaggi si trovano lungo la strada ferrata.

Quasi subito vennero in contatto con i Catechisti della Missione Presbiteriana di Rajshahi. Si dice che, quando alcuni giovani dei villaggi Mal-Paharia di Andharkota e Dainpara avvicinarono Prem Chand, un Catechista Presbiteriano originario di Calcutta dicendogli che erano in cerca della vera religione; egli li fece camminare per tutto il giorno, non sino alla vicina Rajshahi, ma a Purnea. Ed a questo punto Padre Knockeart li rinviò con una lettera alla Missione cattolica di Krishnagar.

I Padri Missionari di Krishnagar fecero presente che sarebbe stato difficile trovare un Catechista desideroso di andare a nord del Gange. Fu a questo punto che Prem si offerse volontario, dicendo che avrebbe avuto soltanto bisogno dei loro libri. E fu così che i primi Cattolici di Andharkota ebbero come catechista un Presbiteriano che, da parte sua, non aveva mai pensato di diventare cattolico lui stesso.

I primi convertiti furono battezati il 21 febbraio 1904 da Padre Taveggia, che sarebbe diventato il primo Vescovo di Dinajpur. Padre Taveggia, che era allora responsabile della Missione di Bhabarpara (ora nel distretto di Kushtia) portò con se un Catechista itinerante: Tustu Biswas. Tustu, oltre all' istruzione preventiva, divenne anche il Padrino dei novelli Cristiani e poiche essi non erano icuri del proprio cognome diede a tutti il suo: Biswas. Questo cognome è rimasto sino ai nostri giorni. Dopo il battesimo fu Sam Sarkar Biswas ad essere nominato Catechista dei Mal-Pahari.

L' anno 1917 portò alla conversione dei Mahali di Susnipara, ad 11 miglia a nord di Andharkota. Essi vennero battezzati da Padre Anselmo,il futuro secondo Vescovo di Dinajpur. Nel 1931 i Mal-Paharia riuscirono a farsi amici ed a far diventare cristiani i primi Santal di quest'area: Paru Tudu di Dainpara e Sam Soren di Bortola. Successivamente si deve a Sam la conversione di qualche migliaio di Santal in diverse zone del distretto di Rajshahi. E quindi, nel 1958, fu la volta dei santal a trasmettere il messaggio di Cristo ad un certo numero di villaggi Oraon. Dobbiamo tener presente che sia i Santal di Agdigha che gli Oraon di Sorsabari che avevano partecipato a questa conversione emigrarono successivamente in India.

Si tentò, nel 1907, di aprire una Parrocchia ad Andharkota ma i tre preti non sopravvissero al clima ed alle malattie e la missione fu chiusa nel 1910. Fu dopo questo periodo di chiusura della parrocchia, seguito da un periodo di inevitabile abbandono dovuto alle distanze, che arrivarono i problemi: un gruppo di Mal-Paharia di Dainpara, guidati da Bisunath Biswas, primo tra i battezzati, furono persuasi ad unirsi alla missione presbiteriana di Rajshahi che prese immediatamente in cura il nuovo gregge, costruendo anche una Cappella in mattoni ed assegnando ad esso un valido catechista.

La situazione sembrava disperata quando il Vescovo Taveggia mandò sul posto quello che sarebbe stato il suo successore: Padre Anselmo. Al suo arrivo ad Andharkota Anselmo aveva 37 anni, 5 anni di esperienza missionaria in Krishnagar ed altrettanti nella nativa Genova. Aveva già visitato saltuariamente la sua nuova parrocchia. Il suo primo pensiero fu naturalmente quello di andare a trovare le sue pecorelle smarrite di Daipara, ma i suoi ex-fedeli, con la stessa decisione si organizzarono per non farlo entrare nel villaggio. Egli seppe di questa decisione ma fu anche messo al corrente che alcuni fedeli erano ancora legati alla chiesa Cattolica e per nessuna ragione Padre Anselmo poteva abbandonarli. Tutti ad Andharkota tentarono di persuaderlo ma Padre Anselmo fu davvero irremovibile deciso di andare anche da solo.

E così partì da solo, seguito a debita distanza da qualche Cattolico di Andharkota. E, come previsto, all' inizio del viottolo che conduceva al villaggio di Dainpara c' era Bisunath con un numero di suoi seguaci….ognuno munito di un bel bastone. A Padre Anselmo fu ordinato di fermarsi …altrimenti; ma per Padre Anselmo bastoni o facce minacciose non erano un ostacolo: egli non si fermò nemmeno un attimo e passò nel bel mezzo del minaccioso gruppo.

Era il momento della verità e Bisunath, che non poteva perdere la faccia, assestò una bella legnata sulle spalle di Padre Anselmo, presto imitato da altri. Vi furono momenti di panico: da una parte gli assalitori erano naturalmente consapevoli di quello che stavano facendo ma la calma di Padre Anselmo e la mancanza di una sua reazione li disorientò: Padre Anselmo semplicemente passò attraverso il gruppo come Gesù attraverso i Nazzareni. Padre Anselmo si prese subito cura dei pochi Cattolici rimasti, ma a Bisunath ed al suo gruppo accadde qualcosa che non avrebbero aspettato, in quanto la loro stessa azione li lasciò come storditi. Prima si dispersero ma poi furono raggiunti dal gruppo dei seguaci di Padre Anselmo e rimproverati. Ed incredibilmente, prima che le tenebre oscurassero il villaggio, tornarono a capo chino da Padre Anselmo e chiesero perdono. ( Questa storia ci mostra che talvolta l' ultimo sforzo di un buon pastore che vuole recuperare le pecorelle smarrite può anche significare di prendere qualche bastonata!)

Nel 1921 la parrocchia di Andharkota fu ancora chiusa e, questa volta, in seguito ad un numero incredibile di conversioni nel nord della parrocchia stessa, cosa che costrinse Padre Anselmo a trasferirsi a Rohanpur. Ma Andharkota non perse la propria importanza, ormai senza fallo un Sacerdote da Rohanpur sarebbe stato presente almeno per una settimana a Natale e Pasqua. Ed in queste occasioni la comunità religiosa di Andharkota era davvero esemplare.

Solo nel 1930, ad opera di Padre Carnevale, fu possibile riaprire la parrocchia di Andharkota. Altri missionari da ricordare furono i Padri Ghezzi, Lucas Topno, Cattaneo, Pinos, Canton che costruì una chiesa ed un convento, Maggioni, assassinato dai banditi nel 1972, periodo di guerra civile, Licciardi, Calanchi, Giacomelli e Marcus Marandi.

 

Padre Pinos incontra il suo insegnante analfabeta

Nel giugno del 1952 ricevetti una lettera da parte del Vescovo, con cui venivo trasferito ad Andharkota. In quella parrocchia era in corso una notevole attività di conversioni e nella lettera mi si indicava che la mia priorità era quella di visitare i vari villaggi promuovendo detta attività.

In Andharkota ho avuto la fortuna sia di conoscere che di lavorare assieme al Catechista itinerante Sam Soren. Egli era un tribale Santal ed i Santal divennero anche la maggioranza cattolica della parrocchia.

Quando ci incontrammo Sam era già vecchio, non aveva mai posseduto un orologio, non era mai andato in bicicletta e non aveva mai nemmeno usato un paio di sandali. Malgrado la sua corporatura egli andava sempre, nelle sue lunghe peregrinazioni, a piedi ed i sui grossi piedi erano quasi consumati. La sua bocca non aveva più nessun dente, ma la sua voce era splendida ed era capace di andare avanti tutta la notte a cantare ed a spiegare ai suo ascoltatori non-cristiani il piano della salvezza di Dio. Era anche una fonte inesauribile di storielle e di giochi ed era capace, al momento opportuno, di suscitare una risata dal cuore dei suoi ascoltatori. Sam era analfabeta, non aveva né letto un libro né scritto una lettera, tutto quello che conosceva circa il Cristianesimo l' aveva imparato dai sermoni dei vari sacerdoti che aveva accompagnato in molti anni nelle visite ai villaggi. Aveva un carattere molto forte ma, soprattutto, era la saggezza personificata.

Quando mi vide per la prima volta mi esaminò con calma ed alla fine disse " Sono sicuro che farai una buona riuscita. Bene: tu sei giovane ed io sono vecchio; ragion per cui nel nostro lavoro sarò io quello che parlerà e tu dirai si quando si dovrà dire si e no quando si dovrà dire no. Ma soprattutto tu dovrai sempre sorridere".

Egli era solito visitare i villaggi non-cristiani soltanto quando era espressamente richiesto. Le sue famose riunioni notturne iniziavano alla sera e duravano tutta la notte. Soltanto alle prime luci dell' alba, quando le mucche si avviavano alla ricerca di cibo, gli ascoltatori abbandonavano la riunione e si allontanavano. Per quanto mi riguardava io sedevo a gambe incrociate ma dopo qualche ora mi assopivo su di uno spesso strato di paglia, come d'altronde qualche altro ascoltatore. Mi accorsi che Sam parlava di tutto ma non arrivava mai al punto di parlare del Cristianesimo, a meno che qualcuno non lo richiedesse specificamente. Egli era solito dire:" Non dire mai che il Cristianesimo è buono o che Gesù deve essere accettato come il Salvatore. Non tentare mai di convincere il popolo…Questo non è di nessuna utilità: è lo stesso Gesù che per primo deve parlare ai loro cuori, soltanto allora noi potremo seminare in u terreno già preparato" E le sue parole non mancarono di ricordarmi quelle di Gesù " Nessuno viene da me se il Padre non lo attrae". Sam fu anche capace di insegnarmi la fede nelle preghiere: "Io continuo a raccontare loro storielle ed a farli ridere, ma allo stesso tempo, con grande angoscia, sollecito il Signore a parlare ai loro cuori"

Ed a prova ulteriore che è Dio quello che fa il lavoro maggiore nell conversioni mi raccontò, e non una sola volta, la storia della sua conversione.

All' inizio degli anni trenta, durante una delle inondazioni stagionali, i Mal-Paharia di Andharkota, che erano cattolici ed i Santal, che erano pagani, si ritrovarono a lavorare assieme molto lontano dai rispettivi villaggi. Vivendo e lavorando assieme venne spontaneo parlare della nuova religione dei Paharias, si stabilì una forte amicizia e, alla fine della stagione, Paru Tudu di Dainpara e Sam Soren di Bortola decisero di diventare Cristiani: erano essi i primi Santal he si erano convertiti. Per Paru la decisione fu semplice, egli viveva non lontano dal villaggio dei Paharias e fu battezzato per primo. La sua unica punizione fu che, da quel momento, fu chiamato, da parte della sua tribù Paru Paharia; stando così ad indicare che ormai lo consideravano un uomo dell' altra tribù, per essi inferiore.

Ma per Sam il discorso fu differente. Non si era ancora battezzato che il suo clan lo "scomunicò" a seguito della sua intenzione. Nessuno lo salutava e persino a sua moglie era vietato di parlare con le altre donne e di attingere l' acqua dal pozzo del villaggio. Nessuno avrebbe preso Sam per lavorare ed il signorotto locale non aspettava che l' occasione per dargli una solenne bastonata. La moglie non faceva che litigare con lui per questa pazza idea di abbandonare la religione del villaggio e, a un certo punto, lo lasciò solo ma poi, a causa del fatto che avevano ben cinque bambini, torno indietro. Tutte le cose andavano male: uno dei suoi bambini si ammalò e morì nel giro di due giorni. Nessuno venne né a consolarlo né ad aiutarlo per la pietosa sepoltura. E Sam, con il badile in spalla ed il figlioletto morto in braccio, andò da solo a sotterrarlo mentre tutti lo guardavano con disprezzo misto a derisione. Tre mesi dopo, mentre era in visita con un Missionario in un villaggio, gli arrivò la notizia che un altro dei suoi bambini si era gravemente ammalato; tornò di corsa a casa per trovare morto anche il secondo figlio. E Sam dovette ripetere quanto già fatto per il primo figlio, con tutti che ormai dicevano sarcasticamente che questi erano i risultati della sua apostasia.

Molti anni più tardi Sam avrebbe detto " Io ho molto sofferto per questa religione, ed ero anche pronto a soffrire di più, anche se in quei giorni non sapevo che cosa fosse il cristianesimo. Ho capito soltanto molti anni dopo il mio battesimo il punto centrale del Cristianesimo, ed è stato come una misteriosa spinta nel mio cuore"

A volte Sam era umile, paziente e pensieroso ma in qualche occasione poteva anche infiammarsi. Io conoscevo il bengoli meglio del Santal e talvolta, per chiarire meglio un concetto, passavo dal Santal, con cui parlavo usualmente con Sam, al bengoli. " Qual' è il problema?" mi diceva allora " tu sei il nostro Sacerdote e per dirci qualcosa devi usare la nostra lingua. È troppo difficile per te? Ebbene sono qua io per aiutarti! " E fu così che, per merito suo, il Santal divenne la mia seconda madrelingua.

Un giorno gli abitanti di un villaggio Oraon ci chiesero di andare da loro per pregare. Sam mi accompagnò sul posto ma arrivati all' inizio del villaggio si fermò e mi disse: "Adesso è il tuo turno, va e parla con loro" Alla mia renitenza ed obiezione, sarebbe stata la prima volta che ero io e non lui a parlare, Sam mi spiegò il tutto " Vedi, loro sono Oraon ed io sono Santal. Se sarò io a parlare essi capiranno che il cristianesimo è una religione Santal e la rigetteranno. Ma tu sei un Sacerdote e devi essere Santal con i Santal ed Oraon con gli Oraon. Solo così tu sarai accettato" E, detto questo, si allontanò. E fu così che Sam mi buttò fuori dalla barca, adesso ero io che dovevo nuotare.

Entrai nel villaggio timoroso ed incerto, ma gli Oraon mi accolsero bene e mi diedero da mangiare e, quando calarono le tenebre, una bella assemblea mi circondava. Secondo l' abitudine di Sam, anch'io partii a raccontare storielle e giochi, tentai anche di cantare; ma io non ero Sam ed il tutto sarebbe finito in un memorabile fiasco. Intanto io pregavo il signore di muovere i loro cuori e, finalmente un giovane leader alzò la mano e mi disse "Ora basta di tutto questo. Parlaci di Gesù." E così, entrato nel mio campo piuttosto che in quello di Sam, in cui non ero a mio agio, ebbi modo di parlare a lungo. Gli Oraon di quel mio primo villaggio, e molti altri in seguito, furono battezzati.

Avevamo un villaggio non cristiano, della sua stessa tribù, convenientemente situato lungo la ferrovia: era un villaggio abbastanza grande da farci sperare che, una volta convertito, potesse diventare un sub-centro della nostra parrocchia. Ed un giorno ricevemmo l' invito a andare a parlare della Cristianità. Al mio arrivo, appena sceso dalla mia bicicletta, mi vidi circondato da tutti gli abitanti del villaggio, vestiti a festa. Sam mi aveva preceduto a piedi e lo sentii dire, nel mentre spingeva il manubrio della mia bicicletta per allontanarmi " Che peccato che abbiamo fatto un errore, è lungo il fiume che abbiamo la nostra riunione" E nel dir ciò alzò talmente il tono della sua voce per non farsi contraddire da me ed inoltre spingeva tanto energicamente il manubrio della mia bicicletta che in un attimo ci ritrovammo dall' altra parte del villaggio, e da soli! Io a quel punto esplosi chiedendogli che cosa stava succedendo e la sua risposta fu secca " Io non pretendo che tu capisca immediatamente le nostre cose: queste persone hanno appena iniziato la loro festa e sono anche un pò ubriache! Tra poco si siederanno assieme per la loro cena e mangeranno a crepapelle tutti assieme, uomini, donne e bambini. Staranno talmente male da non distinguere il giorno dalla notte o la madre dalla figlia; e tu pretendi che io stia qui a parlare a questa masnada di ubriaconi?"

Ed egli, naturalmente, aveva ragione. Pian piano io venni a dipendere totalmente dal suo senso pratico: dopo tutti i miei studi in seminario fu questo analfabeta ad essere il mio migliore maestro!

E dopo 13 anni fui trasferito da Andharkota, all' epoca Sam era gravemente ammalato. Era rinsecchito e chi lo aveva conosciuto difficilmente credeva ai propri occhi. Io ero solito andarlo a trovare per raccontargli le novità ma ero al contempo molto depresso al pensiero di perderlo. Ma anche in quelle miserevoli condizioni i suoi occhi tanto stanchi erano ancora capaci di darmi un ulteriore spinta. Sam è morto alcuni mese dopo che ero andato via da Andharkota, ma il suo ricordo e la sua saggezza mi hanno aiutato ad andare avanti in tutti questi anni.

 

Padre Angelo Maggioni, PIME

Nato il 14 giugno 1917, ordinato il 19 settembre 1934, arrivato in Bangladesh il 14 novembre 1948, morto il 14 agosto 1972

Shah Jahan Mondol, per molti anni preside nella scuola Superiore della Missione di Bonpara (fondata nel 1963 da Padre Maggioni) e devoto Musulmano, alla notizia della morte violenta di Padre Maggioni inviava al settimanale cattolico di Dhaka, il Pratibeshi, queste note. " Sin dal mio primo incontro con Padre Maggioni, rimasi affascinato dalla sua cordialità. Il suo aspetto semplice, i suoi modi di fare, il suo sorriso non saranno cancellati nella mia memoria. Sono certo che nessuno che ha avuto a che fare con lui ha mai ricevuto un 'offesa, anche minima. Una volta un mio maestro, per un motivo a me ignoto, stava avendo un' accesa discussione con lui ed, in un momento di eccitazione, disse parole offensive nei suoi riguardi dopo di che si dimise e se ne andò. Immediatamente dopo io dovevo incontrare il Padre e fui sorpreso di trovarlo calmo e sereno. Senza mostrare alcun risentimento Padre Maggioni mi disse "Mi spiace che il nostro maestro Hamid ha dovuto lamentarsi a causa mia e che ci ha lasciato!"

Mai prima di incontrarlo ho conosciuto qualcuno che era tanto fiducioso nel prossimo quanto Padre Maggioni. Riguardo ai maestri era solito dire " Essi sono persone istruite e sicuramente conoscono i loro doveri: come posso io agire con loro come un poliziotto? Sarebbe offensivo per la loro autostima!

Ho avuto occasione di vederlo ancora a Rajshahi qualche giorni prima del suo omicidio. Ero felice di vederlo e gli augurai ogni bene. Mia avrei creduto che a distanza di qualche giorno potesse essere assassinato. L' assassinio di questo figlio di una terra, nazione e religione da me rispettate è stato tremendamente doloroso.

 

Muladuli

Appena due anni dopo il battesimo dei Mal-Paharias di Andharkota Padre Taveggia diventava Vescovo di Krishnagar e, onde continuare l'opera pastorale per i piccoli greggi sparsi nella giungla, dava l' incarico a Padre G. Macchi. PIME. Nel febbraio del 1907, in uno dei suoi primi viaggi a nord del Gange, Padre Macchi in compagnia di una Suora arrivava al villaggio di Muladuli. Muladuli è un piccolo centro lungo la ferrovia, dove si tiene anche un mercato. È situato nel distretto di Pabna, ma i Mal-Paharias vivono in vicinanza di un fiumicello fangoso, all' interno della giungla, completamente coperta da vegetazione ad eccezione di un lago la cui superficie è piena di giacinti d' acqua. Questo posto paradisiaco è situato nel distretto di Rajshahi e viene chiamato Jhar-Gopalpur.

E qui, l' 8 febbraio 1907 Padre Macchi tiene a battesimo otto Mal-Paharias. Erano i primi Cristiani di questa area, a cui parecchi altri si sarebbero aggiunti negli anni a venire. Negli anni quaranta un notevole numero di famiglie cattoliche venne in questo posto da Dhaka, dopo aver comprato il terreno e, come risultato, la comunità cattolica si accrebbe.

Nel 1963 Padre Poggi, allora assistente nella Parrocchia di Bonpara costruì sul posto una Chiesa in mattoni dedicata a Maria Assunta in Cielo. A tutt' oggi, da entrambe le parti del confine del distretto, esistono numerosi villaggetti Mal-Paharia, notevole quello di Marmi.

 

Suore Missionarie

È sin dal 1907 che è presente in questa regione la figura della Suora Missionaria. Le Sorelle della Carità di Maria Bambina arrivarono in Bengala nel 1860. Quando le prime cinque sorelle sbarcarono nel porto di Calcutta, esse sembrarono tante a Padre L. Limana, PIME allora Superiore di Krishnagar, che era andato a riceverle. A suo avviso le suore nella missione erano un grosso rischio e tre sarebbero state sufficienti. Alzò le mani al cielo ed esclamò: Come posso dad da mangiare a tante Suore?" Erano talmente fuor di luogo, con i loro abiti neri che un prete di Calcutta esclamò: Sarò ben lieto di automultarmi di 50 rupie se queste Sorelle sopravviveranno per un anno. Le Suore sopravvissero ed il Padre pagò la sua multa che fu la base per costruire la cucina, con pareti di fango, annessa la convento. Tuttavia nella loro valigia le Suore avevano una lettera del Superiore generale del PIME in cui tra le altre cose si diceva " Fa attenzione, in quanto le Suore sono un po’ come le api. Se le lasci tranquille essere lavorano in pace e producono il miele; ma se le disturbi sono ben capaci di pungere! "

Sin dall' inizio le Suore furono coinvolte in molteplici attività ed in particolare iniziarono la loro dorata era delle visite nei villaggi.

Erano normalmente solite partire il giorno della Festa di Tutti i Santi ( 1° novembre) per tornare al Convento soltanto per la festività di San. Giuseppe (19 marzo) ed è un vero peccato che questa era sia ormai terminata. Il convento del Piccolo Fiore di Dinajpur, il loro primo nella diocesi, fu aperto nel 1928. Ma già nel 1933 veniva aperto un secondo convento a Dhanjuri a cui fu annesso (primo in tutto il Bengala) un lebbrosario oltre che la scuola e il dispensario. Nel 1983 i conventi nella diocesi sono sette.

Nel 1951 il Vescovo Obert fonda a Dinajpur una congregazione diocesana, le Suore Santirani (Suore Catechiste del Cuore di Maria Immacolata). Importante in questo settore è stata l' oper di Padre Ghezzi e di Suor Enrichetta Motta, delle Suore di Maria Bambina, che per trent' anni è stata la superiora delle novizie e superiora generale. Le Suore Santirani hanno nella diocesi ben otto conventi, nel 1983.

Nel 1953 arrivano nella regione le prime tre Suore di Maria Immacolata, PIME. Esse hanno tre conventi e sono molto attive nel campo dell' attività sanitaria.

A Mathurapur è stata fondata la quarta congregazione di suore diocesane, sono le Sorelle Tumilia, arrivate in quella parrocchia nel 1976.

 

Rohanpur

La comunità cattolica di Rohanpur è composta esclusivamente di Santal, con appena qialche Mahali. Le conversioni in questa zona sono iniziate nel 1917 ad opera di Padre Anselmo, con il battesimo del villaggio di Tickrampur.

Padre Anselmo ed i missionari che erano stati mandati a lavorare con lui ( i Padri Cattaneo, Pigoni e Favrin, tutti del PIME) arrivarono in un periodo socialmente turbolento. Il distretto di Malda ha un confine comune con Dumka, la terra ancestrale dei Santal. Specialmente nella zona di frontiera, chiamata Sikarpur, vi era un grande numero di questi tribali, ma essi erano oggetto di soprusi e di ingiustizie da parte dei musulmani, che approfittavano della ignoranza e della semplicità dei Santal. E, naturalmente, le forze dell' ordine erano dalla parte degli oppressori invece che da quella degli oppressi.

Era quindi facile che in questa situazione i Santal considerassero un cambiamento come una liberazione messianica. Inoltre negli anni venti il territorio del Bengala era sede di disordini politici. E il Mahatma Ghandi predicava " Bideshia bhago, deshia jago! E cioè : Stranieri tornate a casa vostra; figli della nostra terra svegliatevi!"

Nel 1925 Kashinath Chakrabarti, un avvocato di Dinajpur allo scopo di "Hinduizzare" i Santal fondò la Setta Seton Sibon, religiosa in quanto a statuto, politica nelle intenzioni. Nel bengala i Musulmani erano molto numerosi e soltanto con l' unione di tutte le forze non musulmane si poteva tentare di controbatterli. E per meglio avvalorare ciò, Kashinath Chakrabarti era solito dire " Rama arriva di nuovo, e questa volta si incarnerà nella persona di un Santal che porterà tutti i Santal alla liberazione e ad un periodo di felicità."

Molti Santal si aggregarono al movimento, che venne chiamato " la Setta dei Shadus" a ragione delle molte restrizioni relative al cibo dei propri adepti.

Ai Santal veniva anche detto che essi sarebbero diventati i proprietari del territorio e quindi non avrebbero pagato tasse, non avrebbero restituito il denaro preso a prestito, avrebbero liberamente pescato nei laghetti dei ricchi etc. E fu così che un giorno i Santal di Kashiadanga, qualche chilometro a nord di Rohanpur, andarono a pescare nel lago di Barabila. E quando il proprietario mandò loro incontro la polizia essi non solo si rifiutarono di arrendersi ma coprirono di botte i poliziotti, tanto che uno cadde a terra morto. Il risultato fu un processo esemplare, con molti Santal latitanti!

Ai Santal veniva anche detto: Sta arrivando il tempo in cui un Santal siederà sulla pietra nera di Adinagar: egli sarà la nuova incarnazione di Rama ed allora in quel giorno la vittoria sarà completa. Not temete gli inglesi: in quel giorno dai loro fucili usciranno non pallottole ma acqua! Adinagar era un grande e ben conservato sito archeologico nella area di Sikarpur e la famosa pietra nera era situata, come un trono, nel bel mezzo del tempio successivamente trasformato, da tempo immemorabile, in moschea. Il 14 dicembre 1932, Juthu Pargans, discepolo di Kashinath Chakrabarti e leader indiscusso dei Santal di Sikarpur, seguito da migliaia di Santal muniti di archi e frecce, marciò verso Adinagar. E così il leader sessantacinquenne fu fatto sedere sulla pietra nera, fu proclamato novello Rama col nome di Raja-Rama e gli venne data in sposa una giovane anche lei appropriatamente rinominata Rani-Sita.

Questo stato di cose durò meno di tre anni, quando le autorità britanniche inviarono 300 Gurka ed un magistrato che tentò di parlare a  Juthu Pargans il quale, per tutta risposta, alzò la sua spada reale. I Gurka aprirono il fuoco ed i Santal, incluso il loro leader, furono decimati. Un solo Gurka morì in questa azione, ma questo bastò agli inglesi per far intervenire i fucilieri del Nepal e per settimane i morti tra i Santal furono numerosissimi.

E quando i Santal si resero finalmente conto che dai fucili dei soldati non usciva acqua, come promesso, ma rovente piombo i Santal abbandonarono i loro villaggi e si rifugiarono nell' Assam o addirittura in Nepal. Interi villaggi, con proprietà ed animali, restarono così abbandonati.

Tutti questi avvenimenti entrano di diritto nella storia della Cristianizzazione nel Nord Bengala in quanto l' ideologia della Seton Sibon aveva instillato odio nei riguardi dei Musulmani e per i Missionari. Durante la crisi di Adinagar fu Padre Cattaneo che tentò di risollevare le sorti dei poveri Santal, tempestando gli uffici governativi con molte petizioni. Alla fine gli ufficiali governativi non ebbero altra soluzione che andare a parlamentare con il Vescovo. Ma Padre Cattaneo continuò la sua azione senza lasciarsi intimidire. Aveva posto delle sentinelle in ogni stazione della ferrovia ed alla notizia dell' arrivo di un treno con qualche detenuto Santal, con un gruppetto di tribali liberava il detenuto e lo rimandava a casa.

Alla fine i suoi sforzi furono ripagati, tutti i Gurka furono richiamati e tutti i Santal arrestati, ad eccezione di pochissimi colpevoli di violenze, furono liberati. Fu inoltre nominato un Commissario Speciale per gli Aborigeni a cui fu impartita istruzione di consultarsi sempre coni Missionari.

I Santal avevano a loro spese imparato la lezione e divennero più prudenti, ma non abbastanza: alla fine del gennaio 1950 nell' area di Nachoul e sotto l' influenza marxista, i Santal colpirono a morte 6 poliziotti ed un ufficiale. A conseguenza di ciò tutti i tribali dell' area di confine, nei distretti di Rajshahi e Dinajpur ebbero una tale paura della prevista repressione che preferirono emigrare in India. Ed ancora una volta Padre Cattaneo, malgrado il suo pessimo inglese ed il suo ancor peggior bengoli, riuscì a convincere gli ufficiali pakistani ( da tre anni l' India era stata divisa) che i Santal non erano criminali ma loro stessi vittime di un premeditato sistema di soprusi.

Alla fine del temporale i Santal dovettero convenire che gli unici che avevano preso, senza chiedere niente in cambio, le loro difese in ogni occasione, erano stati proprio i Missionari e a quel punto le conversioni si contarono a migliaia.

Bisogna anche considerare che in quel periodo l' attività principale dei Missionari non era purtroppo quella di catechizzare i nuovi convertiti ma quella di assistere sia legalmente che socialmente i tribali. E così quando intervennero difficoltà di altro genere, molti Santal non erano abbastanza catechizzati e molto velocemente tornarono alla loro primitiva religione.

Padre Favrin accettò anche la carica di Presidente U.B. (una specie di sindaco della regione) ed andava nei villaggi su di un carretto di buoi, con u segretario ed alcuni impiegati: il suo lavoro era quello di risolvere immediatamente le dispute relative ai vari problemi nei villaggi. Divenne abbastanza famoso per la sua decisione. Conosco la storia di un uomo (raccontata da lui stesso) che fu imbrogliato nel giorno del suo matrimonio: invece di porre l' anello al dito della figlia minore, graziosa e promessa sposa, il furbacchiotto lo pose su quello della più attempata e meno gradevole figlia maggiore: Il giovane non pensò mai di protestare per l' accaduto ripudiando la sposa, per timore di Padre Favrin. Nei Santal il vincolo matrimoniale è molto debole ed il nostro Sacerdote rappresentava quasi una vendetta di Dio per chi volesse rompere il legame.

Padre Favrin intervenne anche su un'altra questione importante quando si accorse con quanta facilità i Santal ipotecavano terreno, case e bestiame cadendo vittime di usurai che a poco a poco si impadronivano di tutto. Per frenare questa tendenza cominciò a comprare le terre e gli animali e a farle lavorare agli stessi proprietari, chiedendo un tasso di ammortamento molto basso che veniva raccolto dai suoi impiegati all' epoca del raccolto. Quando non si veniva pagati essi avevano istruzione di ritirare gli animali e molto spesso il cortile della Missione mostrava il più disparato assembramento di buoi e bufali.

Molto spesso i suoi sforzi erano inutili: quando un tribale ha preso la decisione di vendere la propria terra nessuno è capace di fermarlo: egli è capace, senza dir niente alla moglie, di andare dall' usuraio di notte e al mattino presto tutto viene concluso nell' ufficio dell' Impiegato del Catasto.

Quando si doveva decidere il posto per una nuova missione in quest' area Padre Anselmo sognò un posto, Barind, ben spazioso e non lontano dal mercato di Rohanpur, con una bella vista sulla laguna di Punorbhaba. Ma anche i Musulmani, abitanti di Kaziganj avevano fatto lo stesso sogno e sembrava di dover assistere ad uno scontro ancor prima della nascita della stessa Missione. Ad aiutare i Missionari questa volta intervenne un' epidemia nel villaggio di Kaziganj ed I missionari si prodigarono nelle cure dei malati musulmani, vaccinando quelli non ancora infetti. E fu così che i Musulmani pensarono che, tutto sommato, avere dei Missionari vicino sarebbe stato per loro un bene piuttosto che un malanno.

Dopo la divisione del paese, la parte meridionale di Sikarpur, che costituisce la parrocchia di Rohanpur, divenne parte del distretto di Rajshahi mentre la parte settentrionale restò all' India per formare le due Parrocchie di Rautara e Pandwa.

Altri Pastori che hanno lasciato il segno sono stati i Padri Sebastian Ittickunath, Alexander Mudavacherry, G.B.Vanzetti (che ha costruito la chiesa) e Salvatore di Serio (ora in riposo a Gaeta) che ha costruito il rettorato, la scuola ed il convento.

 

Mohipara

Un importante subcentro di Andharkota è Mohipara, un grande villaggio tribale situato 22 chilometri ad ovest della città di Natore. Questo villaggio ha una storia interessante.

In una ventosa, polverosa e calda giornata di Boisakhi  un gruppo di Santal di Mohipara, dopo aver coltivato la propria terra, stavano riposandosi con i loro animali all' ombra di alcuni alberi. Guardando lontano intravidero un sacerdote, col suo vestito bianco, che pedalava sulla sua bicicletta nella polvere che quasi lo avvolgeva. Dopo poco quel punto bianco si perse nella polvere. Il giorno successivo, ancora fermi nello stesso posto dopo un' altra giornata spesa a coltivare la terra, notarono ancora lo stesso prete che tornava a casa. Ed allora uno degli agricoltori, Arjun Marandi, così si espresse nei riguardi dei suoi colleghi "Voi potete essere d' accordo o meno, ma da ieri io sento una spinta interiore ad andare dal quel forestiero ed abbracciare la sua religione"  "Ma come? Questo è esattamente lo stesso desiderio che ho avuto anch'io" ed un terzo " Se già due di voi hanno subito questa spinta in così poco tempo, è meglio che ci diamo da fare".

Il problema era ora doe incontrare il prete. Fu deciso di mandare Arjun a Beneedwar, dove si diceva che i Missionari risiedessero. Dopo essere arrivato alla Missione e non aver visto alcun Missionario, senza che nessuno si fosse curato di parlare con lui Arjun tornò stanco, frustrato e scoraggiato. Fu mandato successivamente ad Andharkota ma con lo stesso risultato. Sulla via del ritorno si fermò anche nella missione presbiteriana di Rajshahi, ma anche qui nemmeno l'ombra di un Missionario. I poveri abitanti del villaggio cominciarono a capire come il cristianesimo non è poi una religione così a buon mercato.

E finalmente un giorno un Cattolico di Dhanjuri, Bartholomeus Soren, figlio di Fagu Mistri riuscì a far contattare Padre Ghezzi ( il fantasma bianco che scompariva nella polvere) dai tribali. Phudhon Marandi di Dhanjuri fu mandato ad istruire gli abitanti del villaggio che, nel gennaio 1933 furono battezzati. Il figlio di Arjun, John, dopo essere stato consacrato sacerdote nel 1978 fu chiamato a svolgere lavoro pastorale  Beneedwar, in quella missione in cui suo padre aveva, senza risultato immediato, tentato di incontrare il Signore.

 

Rajshahi

La Parrocchia di Andharkota era ormai pronta da tempo per uno sviluppo importante: la formazione di una nuova parrocchia nella città di Rajshahi, dove erano state costruite una Chiesa, un rettorato ed un convento, oltre ad una estesa costruzione della Caritas.

Ormai da molti anni, durante la stagione asciutta, molti tribali si recavano a Rajshai onde offrire il loro lavoro a buon mercato. Essi arrivavano a Rajshai e si sistemavano alla meglio, spesso in condizioni subumane, fintanto che la Parrocchia on comprò un terreno per permettere a loro di costruire lì le loro capanne. La prima messa, con l' inaugurazione della prima cappella con le pareti di fango fu celebrata da Padre Pinos il 16 luglio 1957, giorno della Madonna del Carmelo.

Pian piano queste capanne divennero permanenti ma le condizioni rimasero miserrime sinchè Padre Cescato non riuscì a costruire un villaggio modello, capace di ben 70 famiglie ed un altro è in costruzione (dati del 1983).

Oltre ai tribali dell' area di Barind altri cattolici, tra cui impiegati, operai, studenti, infermiere, sono venuti a vivere in città aumentando la consistenza della comunità cattolica. Nel 1983 fu quindi formata la prima Parrocchia, affidata al Padre Stephen Gomes, CSC.

Nota: Dal 1991 Rajshai è diventata diocesi