Inizi
del Cattolicesimo nel Nord Bengala
di
Padre Luigi Pinos, PIME (1921 - 2001)
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Cap.4
Un aiuto inaspettato da un vecchio imbroglione
| Sadamohol | Nijpara |
La
indivisa diocesi di Krishnagar
La
diocesi di Krisnagar, in cui i Missionari del Pime erano partiti a lavorare nel
1855, era composta da due parti distinte, una a nord e l' altra a sud del sacro
fiume Gange. La zona a nord comprende oggi le diocesi di Dinajpur (da cui è
stata formata anche quella di Rajshahi) ,Jalpajguri e Raiganj (queste ultime due
in India). Nel 1916, quando Padre Rocca fu richiamato in Italia aveva più
cattolici della zona sud, maggiormente sviluppata e comprendente le diocesi di
Khulna e Krishnagar ( l'ultima in India). La zona nord aveva inoltre una
fisionomia tutta sua, in quanto la maggior parte dei cattolici era costituita da
tribali. Essa aveva oltre alla Cappella di Saidpur, una Parrocchia nell' estremo
nord, a Mal(1915) una a sud Andharkota, (1907) e due al centro: Dhanjuri (1910)
e Beneedwar (1911).
L'
idea di formare un' intera diocesi nella zona a nord del Gange diventava sempre
più attuale nelle menti dei Missionari e fu così che iniziarono a cercare un
posto adatto allo scopo, a metà strada tra il Gange ed il Bhutan. Più andava
avanti il progetto e più tutto sembrava puntare su Dinajpur, in quanto Saidpur
che era anche in posizione centrale non aveva possibilità di estensione in
quanto il terreno era di proprietà della ferrovia.
Ma
alcuni Padri che lavoravano nel sud, non furono contenti dell' idea di seoarare
la diocesi, cosa che avrebbe significato che le proprie realizzazioni sarebbero
andate ad altri. Ed alcuni vecchi e nostalgici missionari, ad anni di distanza
ancora esclamano…."È stato un grande errore!."
Sadamohol:
il primo villaggio cristiano nel Nord Bengala
All'
inizio del secolo scorso il cristianesimo non era comunque una novità a
Dinajpur e dintorni. Alla fine del 18° secolo la città di di aveva un unico
cattolico nella persona di Ignatius Fernandes, un Portoghese nativo di Macao e
per qualche tempo Novizio nell' Ordine degli Agostiniani. Egli era commerciante
di tessuti, possedeva in Dinajpur una fabbrica che produceva cera ed alcune
prorietà a Sudamohol, circa 17 chilometri a nord di Dinajpur.
Un
giorno Ignatius incontrò il famoso missionario battista William Carey, che di
professione era coltivatore di indaco a Madnabati, a metà strada tra Dinajpur e
Malda, ma che era soprattutto un predicatore nato. Questo incontro fece
avvicinare Ignatius alla chiesa Battista. Carey era descritto come " un'
anima fuori del comune" e della sua attività missionaria nel Nord Bengala,
il suo figlio Pearce scriveva che " che era come una donna desiderosa di un
proprio figlio ma che non conosceva la maternità". Egli tento di portare
al Cristianesimo i locali ma non ebbe nessun convertito. Nel 1800 lasciò
Madnabati per Serampore, dove lo attendevano maggiori successi in molti campi,
tra cui da non trascurare quello dell' istruzione.
Era
proprio Ignatius che doveva raccogliere i primi frutti: senza lasciare il
proprio lavoro cominciò a far qualcosa che non aveva mai affrontato: predicare.
E riuscì ad avere alcune conversioni sia a Dinajpur che a Sadamohol. È per
questo che lo possiamo considerare come il Padre della Cristianità nel
distretto, che dobbiamo considerare nata nel 1806, con il battesimo di due
nativi nella Chiesa Battista. Ed alla sua morte, nel 1830 all' età di 73 anni,
Ignatius poteva contare su una congregazione di 80 convertiti. Fu un peccato che
alla sua morte, avvenuta a Serampore dove si era recato per curarsi, le
comunità dei due posti (Serampore e Sudamohol) litigarono circa l' eredità di
cui, sul letto di morte, aveva genericamente fatto lascito alla Missione
Battista di Londra.
La
comunità di Sadmahol sopravvisse per circa un secolo, con vicessitudini varie,
tra cui anche l' uccisione ad opera di banditi, del Pastore Bhudu ed il
salvataggio avventuroso del Missionario Smylie. Il suo numero incrementò con la
conversione di molti tribali Mahali.
Alla
fine il lungo disaccordo sul possesso della proprietà di Ignatius fece si che
Jadob Sen e Etwary Marandy andarono a Purnea e nel 1910 Padre Knockeart li
ridiresse ad Andharkota. Anche qui, in seguito alle continue malattie dei
Missionari non fu promesso niente ed i due furono costretti a rivolgersi al
centro della diocesi: Krishnagar dove finalmente ricevettero assicurazione che
avrebbero ricevuto la visita di un sacerdote.
Ed
ancora una volta il Sacerdote era Padre Rocca. Al suo arrivo a Sadamohol tutto
il clan di Jadob Sen (sei famiglie) a molti Mahali abbracciarono la religione
cattolica. Padre Rocca continuò a visitarli ed era solito restare con loro per
qualche giorno in ogni visita. Si trovava talmente bene tra i suoi nuovi
convertiti che si costruì anche una casetta per riposarsi. Ma il gruppo
battista non vedeva di buon occhio tutti questi successi e, appena tre mesi dopo
che la casetta di Padre Rocca era terminata, pensò bene di darle fuoco. Ma
Padre Rocca non era proprio il tipo da scoraggiarsi " Non
preoccupatevi" disse ai suoi fedeli " ne costruiremo un' altra e
questa volta in mattoni!". Non riuscì subito a tener fede alla sua
promessa ma finalmente una bella cappella in mattoni fu costruita da padre
Monfrini e fu benedetta nel 1929.
A
tutt' oggi il gruppo cattolico di Sadamohol è ancora attivo e vive in pace
unitamente a quello battista. Sudamohol divenne il punto di partenza per le
attività missionarie di Padre Rocca e Jadob divenne il suo Catechista. Nel 1911
furono battezzati i primi Santal convertiti nella zona, che vivevano in vari
villaggi sull' argine del fiume Tangon, dalla parte opposta di Sudamahol.
Oggi
Sudamohol fa parte della parrocchia di Suihari, la cui origine è diversa: nel
1967 il PIME, con il supporto finanziario della Diocesi di Novara, promosse la
costruzione di una scuola tecnica e di una Parrocchia, con chiesa, rettorato,
convento e convitto. Attualmente la Scuola ( che ha preso il nome di Novara
Technical School) ha corsi pratico-teorici della durata di due anni ed è sotto
la direzione di Padre Giovanni Beretta. Alcuni fratelli laici italiani (
ricordiamo Massimo e Daniele) ed un fratello bengalese aiutano la stessa. L'
istituto tecnico Omar di Novara è in contatto continuo e fornisce aiuti e
macchinari. Il convitto della Scuola è diretto da Padre Giulio Berutti, che è
anche il responsabile diocesano del progetto della cassa di risparmio, la
parrocchia affidata a Padre Melli. Il convitto per i bambini delle elementari
ospita 300 bambini da vari villaggi e la annessa scuola elementare è
frequentata da quattromila bambini.
All'
epoca della nascita della comunità cattolica di Sadamohol, qualcosa di nuovo
stava avvenendo nell' area a nord della stessa. Subito dopo la loro conversione
un nutrito gruppo di Mundas da Bagunbari, assieme ad altri Munda originari di
Cota Nagpur, emigrarono e si stabilirono vicino a Nijpara, a cento chilometri da
Beneedwar. La distanza era enorme, per quei tempi, ed i Missionari erano
costretti a far sosta in vari posti, in occasione delle loro visite.
Uno
di questi posti era Kasba, appena a sud di Dinajpur; il maestro Deben Alshana
viveva là con la sua famiglia ed il suo vicino era Kesob Sen, un Battista
proveniente da Sodomohol e fratello minore
di Jacob. Kesob aveva un carattere tutto particolare che in Bengala viene
chiamato "Court Dalal", e cioè un uomo che è più abile di un
avvocato nelle dispute legali ma che è anche più tenace di un mandriano nel
mungere… la propria clientela.
Questo
Battista era sempre amichevole nei riguardi dei Missionari e quando venne a
conoscenza che essi cercavano del terreno per un Centro Missionario, non perse
l' occasione ed offrì un bel pezzo di terra proprio dietro la sua casa che era
allora alla sinistra dell' ingresso principale dell' attuale Bishop house di
Dinajpur. Il terreno fu comprato nel 1914 dal Fratello Francescano Paulus. Kesob
si diede da fare come un matto e regalò anche un pezzo della sua proprietà e,
nel suo entusiasmo, si fece battezzare. La sua idea era che, con un complesso di
tal fatta, i suoi affari sarebbero notevolmente incrementati.
A
questo punto si sarebbero potuti iniziare i lavori, ma intervenne la prima
guerra mondiale. Infine nel 1923 si stabilirono nel centro due Missionari: Padre
G. Margutti e Padre Bianchi, entrambi del PIME. Fu subito chiaro che non erano
proprio i tipi che potessero essere strumentalizzati da Kesob per i suoi
traffici e la reazione di Kesob fu immediata. Come era stato attivo nell'
aiutare la costruzione della Missione così ora, con querele calunnie ed ogni
mezzo tentava di distruggerla. Grazie a Dio non riuscì nemmeno a scalfirla!.
I
nuovi missionari all' inizio vivevano in una tenda, poi in un capannone di
lamiera e finalmente iniziarono la costruzione in mattoni. Nel breve periodo di
quattro anni il posto era pronto per ricevere il primo Vescovo della appena
creata diocesi di Dinajpur. Si era nell' anno 1927.
Kosob,
il vecchio imbroglione, restò cattolico, malgrado tutti i problemi che aveva
creato. Egli morì in povertà ma visse abbastanza per assistere al giubileo d'
argento della diocesi.
L'
espansione della Missione avveniva non soltanto in termini di costruzioni, ma
anche di nuovi battesimi. Molte conversioni avvenivano tra i Santal dell' area
di Nijpara, Sudamohol e, specialmente, nella zona sud-ovest di Dinajpur ( In
questa area fu anche formata nel 1929 una parrocchia, in Batol, passata poi a
Rajibpur in India).
La
missione è andata man mano espandendosi e conta attualmente circa 900
Cattolici. Al suo interno esiste una scuola (sia primaria che superiore) per
1800 studenti, un Ospedale con 145 posti letto, il Convento delle suore, la
Chiesa cattedrale di cui è parroco Padre A. L' Imperio, un convitto per
studenti delle scuole superiori con 200 posti per i ragazzi e 120 per le
ragazze, un orfanatrofio, la Casa Vescovile, la Casa Parrocchiale (appena
ultimata nel 2000) che comprende un Centro di cucito, uffici parrocchiali ed
aule per i bambini della Parrocchia oltre ad un attrezzato Centro di computer.
Il
primo Vescovo di Dinajpur fu S. Taveggia, PIME già Vescovo di Krashnagar per 21
anni. Aveva già 72 anni quando andò a Dinajpur e vi morì dopo appena un anno.
Il
secondo Vescovo fu G.B.Anselmo, PIME un uomo di estremo coraggio e di
incredibile resistenza al lavoro. Fu lui che si accollò con grande
determinazione la "nuova impresa" dal 1929 al 1949. Erano anni in cui
la popolazione cattolica cresceva nella diocesi al ritmo di 4-5 mila unità all'
anno, e poi la seconda guerra mondiale, la spartizione dell' India nel 1947, la
deportazione nei campi di concentramento di quasi tutti i missionari, la perdita
dei fondi della Diocesi, lo stop degli aiuti dall' Italia e la grande carestia
nel Bengala. Il Vescovo Anselmo si ritirò nel 1949
e morì a Rohanpur nel 1953.
Il
terzo Vescovo fu G. Obert, PIME, dal 1949 al 1968, anno in cui si ritirò in
Italia dove morì il 6 marzo 1972. Nel 1952 la parte occidentale della diocesi,
ormai separata dal confine, formò le due nuove diocesi di Jalpaiguri e Raiganj
e Dinajpur restò con 13.000 cattolici. Il nome del Vescovo Anselmo resta legato
alla fondazione delle Suore Santirani e con la creazione delle nuove Parrocchie
di Boldipukur, Borni, Nijpara, Pathorghata, Thakurgaon e Suihari. (La creazione
di una nuova parrocchia è normalmente dovuta a necessità pastorali, ma
talvolta anche per "sistemare" dei Sacerdoti che da solo solo capaci
di compiere miracoli ma che sono inadatti a lavorare in gruppo)
Il
quarto (e primo bengalese) Vescovo fu Michael Rozario, dal 1968 al 1978 quando
fu trasferito al seggio metropolitano di Dhaka. Durante i suoi dieci anni si
ebbe l' indipendenza del Bangladesh e l' estinzione della Chiesa locale, con l'
assassinio dell' unico Sacerdote: Lucas Marandi. Ma la Chiesa locale da allora
ha ripreso vigore ed è in continuo aumento. Nel 1975 inaugurò la nuova
Cattedrale di Dinajpur, costruita da Padre A. L' Imperio.
Il
quinto Vescovo fu Theoutonius Gomes, CSC dal 1979 al 1996, anno in cui fu
trasferito come Vescovo Ausiliare di Dhaka. Nel 1991 si è formata la nuova
diocesi di Rajshahi.
Il
Vescovo attuale, dal 1996 è Moses Costa, che sta portando avanti con notevole
coraggio ed una incredibile forza l' evangelizzazione nei più remoti villaggi
della diocesi e che sta dando una spinta di innovazione tecnologica alla stessa.
Molti
sono i Padri che si sono succeduti nella Missione di Dinajpur , ne ricordiamo
alcuni oltre ai Padri fondatori: Margutti e Bianchi; Macchi, Curioni, Monfrini,
Sozzi, Ghezzi, maggioni, Bonolo ( fondatore dell' Ospedale St. Vincenzo),
Canton, Viganò ( morto nel marzo del 2001), Cescato, Calanchi, L' Imperio.
Precedentemente
alla nascita della Parrocchia di Suihari, nel 1958, veniva creta la Parrocchia
di Nijpara, 40 km a nod di Dinajpur.
Sono
quasi settanta anni che le prime due famiglie Munda (il clan dei Guria e quello
dei Baru) di bagunbari scoprirono il posto allora chiamato Goendabir. Il
benevolo proprietario che aveva invitato loro (ed altre famiglie Munda
provenienti da Ranchi) a fermarsi e coltivare la sua terra ed i discendenti
emigrati in India. Nel frattempo la comunità cristiana si è notevolmente
espansa e numerosi villaggi Santal sono stati convertiti. Il primo Parroco fu
Padre Crivelli, assistito da Padre Calanchi, che costruì rettorato e convitto.
Padre Cavagna, oltre a convertire vari villaggi Santal ha poi, con l' aiuto di
Fratello Brun, costruito la Chiesa parrocchiale.