Inizi
del Cattolicesimo nel Nord Bengala
di Padre Luigi Pinos, PIME (1921 - 2001)
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Cap.
5 Gioia nel vedere di nuovo un
abito bianco
| Boldipukur | Khalish |
Pathorghata |
Dal
1911 il villaggio Oraon di Pachpukri, nel distretto di Rangpur, era sotto la
cura pastorale dei Missionari di Dhanjuri. Fu tuttavia molto più tardi che un
forte movimento di conversioni degli Oraon ebbe luogo.
Verso
la fine dello scorso secolo, Ghasia Pahan era arrivato da Chota Nagpur e si era
stabilito a Tajnagar, nel distretto di Rangpur, non lontano da dove sorge oggi
la Parrocchia di Boldipukur. Egli era un Oraon ed era Cattolico. Portò con lui
la sua ed altre cinque famiglie.
A
quei tempi le conversioni al Cristianesimo non erano accettate di buon grado
dagli Oraon no-cristiani e quindi, nel nuovo posto in cui non vi erano Sacerdoti
che li aiutassero, Ghasia e le altre famiglie, onde evitare di essere
ghettizzati, nascosero agli Oraon il fatto di essere cristiani. Essi erano a
conoscenza che non erano i soli a doversi comportare così. Nello stesso tempo
si misero alla ricerca di sacerdoti ed arrivarono così a Saidpur, dove fu loro
consigliato di andare a Dhanjuri. E a Dhanjuri l' accoglienza avuta non soltanto
dai Santal, ma anche dai Missionari non fu all' altezza delle aspettative. Non
fu addirittura nemmeno per loro possibile arrivare a dire che loro erano già
Cattolici battezzati.
Di
ritorno da Dhanjuri passarono da Rangpur e si unirono alla chiesa Battista. Ma
tentarono questa soluzione, anche se insoddisfacente, sino a che, a causa di un
problema di matrimonio, abbandonarono anche la Chiesa Battista e furono lasciati
in un limbo.
Un
giorno vennero a sapere che qualcuno stava tornando a Chota Nagpur ed essi
colsero l' occasione per chiedere alla loro Missione di Mandar i certificati di
battesimo. Nessuno era capace di scrivere ma il figlio minore di Ghasia, Thomas,
andava a scuola ed attorno al bambino si raccolsero tutti e chiesero a lui di
scrivere la lettera. Finalmente i certificati arrivarono e, con questi preziosi
attestati, intrapresero una seconda volta il viaggio verso Dhanjuri. Essi ebbero
la fortuna di incontrare Padre Galbiati, che trentadue anni più tardi sarebbe
divenuto il primo Vescovo della Diocesi "Oraon" di Jalpaiguri, in
India. Quell' incontro fu l' inizio di una lunga relazione pastorale. Dopo due
giorni gli Oraon tornarono a Tajnayar ma questa volta non erano soli: il giovane
missionario li aveva accompagnati.
Alla
vista dell' abito bianco del Sacerdote gli occhi degli Oraon si riempirono di
lacrime: quell' abito li assicurava che l' uomo venuto a trovarli era come i
preti che avevano lasciato anni addietro a Chota Nagpur. E, dopo essere stato
riammesso nella Chiesa Cattolica il figlio di Ghasia, Francis Pahan iniziò a
visitare tutti i villaggi Oraon, alla ricerca di cattolici "nascosti".
E fu così che in pochi anni si formarono parecchie comunità Oraon , tra
Pachpukri e Tajnagar, nei villaggi di Boldipukur, Thakurbari,Nohalipara e
Klalisha.
Francis
deve essere considerato il fondatore della Parrocchia di Boldipukur, oltre a
riportare all' ovile le pecorelle smarrite egli si fece carico anche di cercare
un posto adatto ad una nuova Parrocchia. E così quando arrivò nel 1949 Padre
L. Martinelli trovò tutto praticamente pronto. Francis morì nel 1959 ed a
Boldipukur si susseguirono parecchi Missionari, tra cui ricordiamo Gerlero,
Manca, Canton e Salvatore Di Serio. Padre L' Imperio costruì la Chiesa
parrocchiale e fanno oggi parte della missione un convento, un convitto ed un
ospedale. Il parroco attuale è Luca Galimberti. Attualmente vi sono alcuni
problemi con i Musulmani che stanno pian piano invadendo con le baracche del
loro bazar il terreno della Missione.
Gli
inizi della cristianizzazione di questo villaggio Oraon sono stati lenti e
difficili. Il primo battezzato si chiamava Mahabir Minj, che si battezzò con
tutta la sua famiglia. Mahabir era uno stregone e viveva di quest' attività, ma
nel mentre curava gli altri no poteva evitare malattie e morti all' interno
della propria famiglia. Dopo la morte del suo quarto figlio Francis Pahan gli
mandò a dire che i malati vanno curati non con le stregonerie ma con le
medicine. Il disperato Mahabir tentò allora con le medicine e, dopo aver
constatato l' effettiva guarigione dei suoi, decise di farsi cattolico; fu
battezzato con la sua famiglia nel 1927 dal futuro Vescovo Obert. Fu
immediatamente scomunicato, per questa sua conversione, dai capivillaggio ma
questo non servì che a rinforzare la sua fede.
All'
incirca allo stesso tempo Francis tento di venire in contatto con un altro dei
suoi familiari, Mahadeo Khalkho, che viveva a Khalisha. Mahadeo era il più
povero di tutto il villaggio e con i suoi lunghi capelli veniva deriso da tutti
col nome di Pagla Bura (Vecchio Pazzo). Essendo i rapporti con i Cristiani
strettamente proibiti, per evitare problemi, Francis fece in modo di arrivare
alla casa di Mahadeo dopo il tramonto. Il giorno successivo rimase recluso per
tutto il tempo in casa e, durante tutto questo periodo Francis ebbe modo di
parlare a Lungo sia con Mahadeo che col suo figlio maggiore Jura, un brillante
giovane che andava a scuola. Quando gli altro Oraon scoprirono l'
evangelizzatore cristiano all' interno del loro villaggio scomunicarono
immediatamente tutta la famiglia, ma er ormai troppo tardi: alla fine di quella
giornata la decisione di diventare Cristiani era un dato di fatto e la famiglia
fu battezzata nel 1929.
In
pochi anni l' intero villaggio di Khalisha fu convertito. I due figli di
Mahadeo, Juel Jura ed Harun portarono infaticabilmente la buona novella in molti
villaggi Oraon ed il loro entusiasmo è stato benedetto dal Signore in quanto
già nel 1983 i Cattolici di Khalisha eran oltre 700. Nel 1966 Padre Martinelli
costruì una chiesa di mattoni e Padre Vanzetti arrivò in quel villaggio nel
1979.
Gli
ultimi anelli della lunga catena dei villaggi cristiano Oraon vanno ricercati da
entrambe le parti del confine tra i distretti di Bogra e quelli di Dinajpur:
essi sono Ghaura, Kashiabari, Maloncha, Hatishow, Ghira, Jamtuli, Rupapur ed
altri più piccoli.
Il
signorotto di Ghaura, Abu Bakar Mondoli, come il re Ahab di biblica memoria,
aveva iniziato a desiderare ardentemente le proprietà di Budhu Khalkho,
Latia Tirkey e Chira Kerketta. Gli abitanti si accorsero che era inutile lottare
col signorotto e d' altronde non gradivano nemmeno di cadere nelle mani dei
missionari cristiani. Alla fine, incapaci di pensare ad un' alternativa
migliore, si recarono a Maryampur da padre L.Martinelli a cui espressero il
desiderio di essere battezzati e di essere visitati ad ogni fine settimana da
Jhari Jhon Kujur di Khalisha. Furono battezzati nel 1937 con grande festa. In
seguito vinsero anche la causa in tribunale contro il signorotto Abu Bakar, ma
con questa vittoria la loro fede cristiana, così improvvisata, ebbe anche
termine e tornarono alla loro religione nel 1940. Soltanto Ghira Kerketta
restarono fedeli e questo per la semplice ragione che Ghira era ricco ed
altamente rispettato per la potenza della sua stregoneria, ma era purtroppo
senza figli. E così i Padri di Maryampur gli diedero un orfano Policarpo,
promettendogli nel contempo un proprio figlio come ricompensa della fede. Dopo
qualche anno nacque infatti un figlioletto a cui venne dato il nome di Gabriele,
mentre occorsero più di cinquanta anni per far tornare i discendenti di Budhu e
Latia alla religione cattolica. È notizia recentissima (24 giugno 2001) la
benedizione della nuova cappella di Ghaura, da parte del Vescovo Moses Costa, su
di un terreno messo a disposizione dal villaggio.
Kashiabari
è a cinque chilometri dalla Stazione di Polizia di Panchbibi, nel distretto di
Bogra. Lì viveva Chamra Kispotta con la sua grande famiglia; erano arrivati da
Chota Nagpur ed essendo gran lavoratore, si era arricchito. Ma, come la magior
parte degli Oraon era anche molto superstizioso. I loro vicini cominciarono a
spargere la notizia che la moglie fosse connessa con il "Dhanaur"
(spirito che ruba il riso, che gli Oraon credono gratifichi i propri adepti
rubando il riso ad altri).
Questa
calunnia divenne tanto estesa che il villaggio ritenne di dover espellere dalla
zona i Kispotta, che videro in pericolo non soltanto i propri beni ma anche la
propria vita.
Era
in particolare la moglie di Chamra, Sukro Tirkay. Che aveva una gran paura e,
nella sua profonda depressione, si convinse di essere diventata vittima non
soltanto dei suoi vicini ma anche degli stessi spiriti. Il povero Chamra non
vide altra alternativa che interrogare lo stesso indovino del villaggio che, per
tutta risposta, gli disse che per placare gli spiriti sarebbe stato necessaria
una grande offerta seguita da un pellegrinaggio nella lontana Gaya dello stesso
Chamra, del suo figlio maggiore e dello stesso indovino.
Tornato
a casa Chamra discusse la situazione con la sua famiglia: l' offerta e le spese
del pellegrinaggio avrebbero significato la completa rovina. Nella discussione
un giovane della famiglia chiese: " Come mai gli inglesi distruggono la
giungla, costruiscono ferrovie e non sono mai attaccati dagli spiriti e perché
gli spiriti dovrebbero attaccare solo noi, Oraon?" Era una domanda valida e
si decise di mandare Chamra a Meneedwar, dove si diceva vivessero degli uomini
bianchi; lo scopo di Chamra era quello di scoprire il segreto del benessere dei
bianchi. E fu così che Padre Bianchi (bianco di nome e di fatto) pur non
essendo inglese trovò il modo di rassicurare il suo ansioso e terrificato
visitatore.
Dopo
qualche giorno il Missionario arrivò a Kashabari ma disse anche che la zona del
villaggio era di competenza della missione di Maryampur e che lì si sarebbero
dovuti rivolgere. E così, dopo vari contatti, furono battezzati nel 1938.
Il
Vescovo Anselmo venne nel villaggio qualche tempo dopo, per una visita pastorale
e per somministrare le Cresime. Era un posto che gli piacque subito, in
particolare il bel fiume con i suoi argini, e subito sognò di costruire lì una
parrocchia. Il suo sogno cominciò ad avverarsi con l' arrivo, nel febbraio
1962, di Padre G.B. Vanzetti. In diciassette anni di duro lavoro costruì tutto
il complesso della Parrocchia, dalla chiesa al rettorato, al convento alla
scuola ed ai due convitti per bambini e bambine.
E,
recentemente, il sogno del Vescovo Anselmo ha avuto un' ulteriore conferma:
grazie al contributo straordinario di un singolo, attraverso il Movimento Shalom
di San Miniato ( Italia) è stato possibile ricostruire i due convitti capaci di
ben 250 bambini e dare un nuovo impulso alle scuole. È poi stata ricostruita
interamente la Chiesa parrocchiale, costruita dai Padri Beretta e L' Imperio e
benedetta dal vescovo Moses costa il 21 dicembre 2000.