Inizi
del Cattolicesimo nel Nord Bengala
di Padre Luigi Pinos, PIME (1921 - 2001)
Alcune note conclusive
all' edizione del 1983
da parte di Padre Luigi Pinos
1.Il titolo originale di questo lavoro doveva essere
" Inizi cristiani nel Nord Bengala", ma lo ho dovuto cambiare in
quanto, nel corso della mia ricerca ho scoperto che i nostri missionari
cattolici erano quasi sempre stati preceduti da quelli protestanti ed in molti
case anche i nostri convertiti erano stati in contatto con le missioni
protestanti. Debbo anche notare che la vecchia Compagnia delle Indie Orientali
mentre da un lato aveva molte delle sue zone chiuse ai missionari, utilizzava
talvolta i missionari protestanti per i propri scopi. Questo però non spiega
tutto: lo sforzo missionario delle Chiesi protestanti è stato condotto con
dedizione, sacrifici personali ed ha avuto successo. Ad oggi (1983) i Cristiani
non cattolici sono nella diocesi di Dinajpur circa 20.000.. La loro più vecchia
missione è quella di Dinajpur fondata nel 1793 dallo stesso William Carey. La
missione luterana, supportata dalle chiese scandinave, sta godendo un notevole
sviluppo sia relatevamente ai suoi membri che alle infrastrutture ed è negli
anni ottanta la maggiore tra quelle non cristiane.Anche importante è la
missione presbiteriana di Rajshahi, fondata nel 1861 ed ora integrata nella
Chiesa Unita del Bangladesh. Infine menzioniamo la missione delle Chiese di Dio,
fondata a Bogra nel 1905, la Missione Battista Australiana di pabna e la
Missione della Chiesa di dio di Lalmonirhat. Oltre a queste esistono piccoli
gruppi non cattolici che si alimentano non tanto predicando il Vangelo ai
non-Cristiani ma facendo del proselitismo all' interno delle altre Chiese.
2. Per quanto riguarda gli sforzi dei Missionari
cattolici Padre Cattaneo soleva dire che il nostro sforzo è una lunga storia di
opportunità perse. Io aggiungerei piuttosto che la nostra è una storia di
opportunità che si sono manifestate un attimo prima di venir perse.
3. La Cristianità Cattolica non è nata nel Nord
Bengala come risultato di un piano stategico predefinito, noi crediamo che
" Nessuno viene a me se il Padre non lo attrae Gio. 6, 44". In molte
occasioni è stata piuttosto la pecorella che è andata alla ricerca del Pastore
che viceversa, anche i Pastori non erano negligenti.
4. La conversione di Musulmani al cristianesimo nel
Nord Bengala è stata praticamente nulla, fenomeno comune quasi dapertutto. Per
questa ragione i missionari non hanno mai lavorato in questa direzione. Il fatto
che la Cristianità sia stata accettata essenzialmente in gruppi sociali
marginali, in un determinato paese, non deve essere ritenuto un fallimento: è
così che dovrebbe essere!
5. Il rispetto dei cattolici per le culture native e
per " i semi del Mondo" che vanno ricercati nelle Scritture di altre
religioni si è ora meglio articolato grazie al Concilio Vaticano II, ma non
bisogna dire che questa forma di rispetto sia cosa nuova: posso personalmente
testimoniare il grande rispetto che hanno avuto anche in passato i Missionari
per le culture locali. Nella diocesi di Dinajpur le costruzioni dei centri
missionari e di formazione religiosa delle comunità cattoliche hanno un'
impronta tutta italiana, e non potrebbe essere altrimenti vista la presenza del
PIME. È ora lasciato alla Chiesa locale di trovare la propria anima e di
dividerla col popolo " la speranza che è in noi Piet. 3:15" nel proprio linguaggio, e cioè nel
linguaggio dell' amore e della dedizione, che è non semplicemente la padronanza
del linguaggio.
6. Molti dei primi cattolici erano migranti e molti dei
loro discendenti non hanno ancora finito di migrare. Oggi molti si stanno
muovendo verso le città dalle quali, come i loro padri, raggiungono i loro
pastori " Vieni ed aiutaci Atti 16 : 9". La loro presenza nelle città
è un segno dei tempi ed anche un' opportunità unica che, se non propriamente
attesa, può essere persa.
7. Mentre scrivo queste note, nel 1983, la popolazione
Cattolica della diocesi di Dinjapur conta 43.000 anime, divise in due gruppi
principali: i bengalesi ed i tribali. Nel primo gruppo poniamo 8000 bengalesi
che sono emigrati da Dhaka e 6000 bengalesi locali di più recente conversione,
che vivono nella parte settentrionale della diocesi. I gruppi tribali sono
composti da 19000 Santal, 4000 Mahali, 3000 Oraon, 2000 Mal-Paharia e 1000
Munda. Questa comunità è già riuscita a dare alla Chiesa ben 18 Sacerdoti e
dozzine di Sorelle, attualmente i seminaristi superano il centinaio. Con l'
aiuto di Dio la Chiesa Cattolica del Nord Bengala può guardare con fiducia al
suo futuro.