PIME ITALIA - VALLIO  PIME VALLIO
VEGLIE MISSIONARIE
2004 - 2005

Ogni anno i missionari del PIME di Vallio organizzano delle veglie di preghiera missionarie per giovani. Di seguito troverete il calendario di quest’anno con i relativi temi che verranno trattati.

6 NOVEMBRE: partenza (Gn. 12,1-11)

18 DICEMBRE: tornare bambini (Mt. 18,1-4)

5 FEBBRAIO: camminare (Mc. 6,1-13)

5 MARZO silenzio (1Re 19,9-18)

2 APRILE: sentinella (Ez. 3,1-16)

7 MAGGIO: accompagnare (Lc. 24,13-35)

Come si può notare dai titoli delle singole veglie, quest’anno vorremmo seguire un itinerario di preghiera che ci aiuti a ripercorrere le tappe principali della vita di un missionario.

La partenza dà il via a questa meravigliosa avventura, ovviamente la paura non manca nel compiere questo primo passo. Ci si sente un po’ smarriti e si prende coscienza che in quel momento, l’unica certezza è la fede in colui che ti manda, esattamente come è stato per Abramo.

Arrivati in missione ci si accorge che tutto il proprio "bagaglio", per il quale ci si sente grandi (intelligenza, anni di studio, mezzi finanziari, ecc.), a poco servono senza una buona dose di umiltà. Prima devi imparare una nuova lingua, inserirti in un mondo nuovo. Devi metterti dalla parte di coloro che imparano non di quelli che insegnano; con fatica ci si accorge che bisogna tornare come bambini.

A questo punto si comincia a camminare, si muovono i primi passi vivendo quel mandato missionario che ci è stato affidato prima di partire.

Il missionario si rende conto che il progetto di Dio si sta realizzando e lui si trova nel mezzo, ne è personalmente coinvolto. Lo stupore genera nel cuore del missionario un grande silenzio: solo nel silenzio può contemplare e vivere l’intimità con Dio che il realizzarsi della sua missione gli offre.

Il missionario è sempre più consapevole che si trova in mezzo a quel determinato popolo perché ce lo ha mandato Dio, per cui si sente responsabile nei loro confronti; come una sentinella che vigila , è il primo che scorge il Regno di Dio che sta prendendo piede e si sta realizzando anche lì, in mezzo a quel popolo sperduto in qualche angolo del mondo (magari dimenticato da tutti ma non da Dio).

A questo punto il missionario è in piena comunione con quel popolo, con la vocazione che ha ricevuto in dono e con Dio che lo ha inviato. Ora può accompagnare quel popolo a Dio: questo è l’unico scopo della sua vita. Sarebbe presuntuoso partire subito da qui saltando le tappe precedenti. Sarebbe stupido prefissarsi altri scopi che non sono di Dio.