Piero Gheddo
 MISSIONE AMICIZIA 
IL VANGELO DELLE 7.18  CONTINUA
Raccolta dei testi trasmessi alla radio nel 1988 per la rubrica "Parole di Vita"

Lasciate che mi presenti

Sono padre Piero Gheddo, missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) di Milano e sono stato invitato da Radio 2 a dettare questo pensiero religioso del mattino per i prossimi tre mesi: da ottobre a fine dicembre. Lasciate che mi presenti, perché in queste brevi conversazioni voglio partire sempre da esperienze personali, da fatti vissuti nella mia vita di missionario, per ricavarne un pensiero di ottimismo, di gioia, di fede che serva a ciascuno di noi per tutta la giornata.
Sono nato in un piccolo paese di campagna, Tronzano in provincia di Vercelli, nel 1929. Fra pochi mesi avrò sessant’anni, ma mi sento ancora tanto giovane. «La vecchiaia», mi diceva padre Clemente Vismara morto a 91 anni in Birmania, «incomincia quando ti accorgi di non essere più utile a nessuno». Lo auguro a tutti voi di essere sempre utili a qualcuno, per restare giovani di spirito.

Ho perso la mamma che avevo solo cinque anni e il papà, geometra e capitano d'artiglieria della divisione Cosseria, è uno dei 100 000 italiani che non sono più tornati dalla guerra in Russia. Gli hanno poi dato una medaglia al valor militare, ma la sua scomparsa mi ha fatto capire fin da ragazzo la disumanità della guerra.

Con i miei due fratelli, sindacalisti della Cisl (Franco è stato segretario generale della Cisl a Torino per lunghi anni, Mario rappresentante Cisl alla Fiat), siamo stati educati dalla nonna e dalla zia paterna, in una grande famiglia in cui ci si vuole bene. Debbo dire che il Signore ci ha aiutati tanto: siamo cresciuti circondati dall'affetto di parenti e amici, con la gioia nel cuore, pur nella povertà e nel sacrificio. La nostra condizione di orfani in giovanissima età non ha inciso negativamente nella nostra vita.

Fin da ragazzo ho sempre avuto la vocazione missionaria. Nei liquidi orizzonti delle risaie vercellesi, leggendo Salgari e Verne, sognavo l'India, l'Africa; vedevo i filari di pioppi e mi immaginavo le palme dell'equatore. La fede mi dava un senso avventuroso della vita, un cammino verso il mistero, appassionante come l'esplorazione di terre nuove.
Nel 1953 sono diventato sacerdote del Pime, ma già da studente scrivevo sui giornali, perché il giornalismo è l'altra mia grande passione. Così ho sempre fatto il missionario giornalista, corrispondente di vari giornali, direttore di riviste missionarie. Ho fatto decine di viaggi per i continenti d'Asia, Africa, America Latina e Oceania, ho scritto più di trenta libri, migliaia di articoli e conferenze.

Faccio anche il prete, naturalmente. Quando sono a Milano vado tutte le mattine ad aiutare il cappellano di un ospedale (la Clinica Columbus) e per diversi anni sono andato nelle carceri milanesi di San Vittore.
Ho sempre inteso il mio sacerdozio come una missione e viaggiando tra guerre e rivoluzioni, in regioni sconvolte dalla siccità o dalla fame, tra popoli poveri, nelle foreste e nelle grandi metropoli, ho cercato uomini e donne che possono dare speranza, facendo ovunque la gioiosa scoperta che di gente buona ce n'è tanta. Quando ci lasciamo tentare dal pessimismo, ricordiamoci che anche in situazioni drammatiche è possibile vedere con chiarezza il segno di Dio, la presenza di Dio.

Non siamo mai soli, cari fratelli e sorelle. Dio ci è Padre e ci vuole bene. Vi auguro che questo pensiero vi accompagni per tutta la giornata e che il Signore sia sempre accanto a voi. Domani incomincerò a raccontarvi la storia di uomini e donne che ho incontrato nei vari continenti. Ogni giorno inizierò la mia conversazione con un fatto, un episodio che ho vissuto personalmente, da cui ricavare un pensiero che ci aiuti durante la giornata. Perché so, come diceva un amico giornalista, che all'uomo interessa l'uomo. Non teorie, ma fatti. E di fatti ve ne racconterò tanti.

L'anno della siccità nel Burkina Faso
«Perché voi italiani non pregate? »

Una notte in Africa tra animali selvatici

Il «tempio dei bambini non nati» a Kamakura in Giappone

Tre suore italiane fra i baraccati a San Paolo del Brasile

La guerra privata di un missionario italiano contro la droga in Thailandia

Come un docente universitario giapponese s'è convertito

Lo sceicco Habdi di Somalia: anche l'!slam ha i suoi santi

Il geometra milanese che porta i giovani in Africa

Madre Carolina, sessant'anni fra i lebbrosi della Somalia

Amazzonia brasiliana: anche gli indios Cumarumà pregano
Due pensionati di Verona in Guinea- Bissau
La crisi di un missionario italiano in Corea
Fra i più poveri del Bangladesh
In Angola ho provato cosa vuol dire aver fame
Con un po' di rosari ho fatto contenti i cristiani cinesi
«Maria è la mamma anche di noi indù»
Madre Teresa e Carletto, il barbone milanese
Scampato dalla guerriglia nell'isola di Mindanao (Filippine)
L'uomo che ha visto nascere e tramontare Mao: Lorenzo Bianchi di Hong Kong

Marcello Candia, il manager della carità in Amazzonia
Il culto dei morti tiene la famiglia unita in Vietnam
Una visita a Santa Laura, la città morta nel deserto salato del Cile
Fra le tribù guerriere della Papua Nuova Guinea
Una bambina nel lebbrosario di Aleixo (Manaus, Amazzonia)
Quella volta sotto un bombardamento in Vietnam...
Una notte nel mare in tempesta fra Bombay e Goa (India)
Alle radici dell'apartheid in Sud Africa
Marituba: da « anticamera dell' inferno» a «villaggio della pace»
Nelle carceri di San Vittore a Milano

Dormire con un serpente sulla testa in Amazzonia
Un guru dell'India: crediamo in Dio o siamo atei?
Alì, cammelliere d'Egitto innamorato di Maria
L'affascinante avventura di imparare la lingua giapponese
A cavallo alla ricerca degli indios Chamula in Messico
Perché i coreani mangiano meno di noi e lavorano di più?
La raffinata cucina cinese e l'uso dei bastoncini
Un volo avventuroso sulla foresta amazzonica
«I nostri amici lebbrosi» da Udine a tutto il mondo
Padre Vismara di Birmania: la vecchiaia incomincia quando non sei più utile a nessuno

Lo spirito del Wa nella vita politica giapponese
Tullio Favali, martire delle Filippine
Viaggio a Woodlark, isoletta dell' Oceano Pacifico
La mia vocazione sacerdotale per le preghiere di mamma e papà
Il bagno sacro a Benares in India mentre sorge il sole
«Non vogliamo vendetta ma perdono» dicono i cristiani di Beddipally (India)
«Questa croce me l'ha data Dio e voglio portarla io»
Al Santuario mariano di La-Vang, nella guerra del Vietnam
Eroici cristiani nella guerra tribale del nord dell'Uganda
Un'infermiera italiana da cinquant'anni al servizio delle donne in Pakistan

Kushpur, villaggio cristiano nel mare dell' Islam in Pakistan
L'India ci insegna la dimensione contemplativa della vita
Perché i poveri aumentano di numero e i ricchi diminuiscono?
Ricordo di mio padre Giovanni, uomo buono
In Ciad, paese povero dell'Africa, studiare è un privilegio
Molti bambini nel campo profughi di Harare in Zimbabwe
In visita ai monasteri di clausura: un cuore grande come il mondo
Se non diventerete come bambini...
Natale di guerra a Dak-To in Vietnam
Natale in Guinea-Bissau: una caramella divisa in due

Il tam-tam in Costa d'Avorio: importanza della comunicazione
Una predica nella festa dell' Epifania in India
Perché tante conversioni in Cina, dopo quarant'anni di persecuzione?
In famiglia la prima esperienza dell'amore