L’IMPEGNO DEI LAICI IN UNA MISSIONE CHE CAMBIA     Diario

TESTO DEFINITIVO 12.06.01

INTRODUZIONE
1. I LAICI E LA MISSIONE
2. DELEGAZIONE MISSIONARI LAICI 2.1 ANIMAZIONE - INFORMAZIONE
2.2 FORMAZIONE INIZIALE E PERMANENTE
2.3 AMBITI DI LAVORO
3. ASSOCIAZIONE LAICI PIME (ALP) 3.1 FORMAZIONE
3.2 RACCOMANDAZIONI

4. MOZIONI PARTICOLARI

CONCLUSIONI

INTRODUZIONE
"L'unità della Chiesa non è uniformità, ma integrazione organica delle legittime diversità. È la realtà di molte membra congiunte in un solo corpo, l'unico corpo di Cristo (cfr 1 Cor. 12,12). È necessario perciò che la Chiesa del terzo millennio stimoli tutti i battezzati e cresimati a prendere coscienza della propria attiva responsabilità nella vita ecclesiale. In particolare sarà da riscoprire sempre meglio la vocazione che è propria dei laici, chiamati come tali a "cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (LG 31) ed anche a svolgere "i compiti propri nella Chiesa e nel Mondo (...) con la loro azione per l'evangelizzazione e la santificazione degli uomini (AA 2)"(NMI 46)

"Come chiaramente indicato dal Concilio Vaticano II, la vocazione laicale inserisce saldamente i laici nel mondo, perché assumano i compiti più svariati essendo chiamati a diffondere in esso il Vangelo di Gesù Cristo. In virtù della grazia e della chiamata del battesimo e della cresima, tutti i laici sono missionari e il campo del loro lavoro missionario è il vasto mondo della politica, dell'economia, dell'industria, dell'educazione, dei mezzi di comunicazione, della scienza, della tecnologia, delle arti e dello sport. In molti paesi del Continente [asiatico], i laici stanno già operando come veri missionari, raggiungendo i conterranei che non avrebbero mai contatto con il, clero e i religiosi. Esprimo loro la gratitudine di tutta la Chiesa e incoraggio tutti i laici ad assumersi il ruolo che è loro proprio nella vita e nella missione del popolo di Dio, quali testimoni di Cristo ovunque si trovino." (Ecclesia in Asia 45)

La XII A.G. riconosce come segno dei tempi il crescere della consapevolezza dell’importanza della vocazione laicale per la missione della Chiesa nel mondo.

1. I LAICI E LA MISSIONE

La XII AG fa proprio e ripropone quanto espresso dalla XI AG nel documento sulla "Dimensione laicale dei carisma missionario" (Atti XI AG pag. 23).

In questi ultimi anni, tutti gli episcopati del mondo e i sinodi continentali hanno sottolineato l'importante contributo dei laici alla missione universale della Chiesa. La storia dei PIME è ricca di figure laiche che sono stati fondatori di chiese ed evangelizzatori grazie al loro impegno nel lavoro, nell'annuncio, nella scuola, nella medicina.

La vocazione specifica dei laico nasce dal battesimo. Essa è testimonianza, fatta di parole e di esempio, di una nuova umanità portata dal Vangelo, che si diffonde nella realtà dei mondo: nell'economia, nella politica, nella scienza, nell'arte. Questo nuovo stile di vita fatto di misericordia, perdono, giustizia, verità si diffonde fino a creare una nuova cultura aperta ai valori dello spirito e a Cristo, capace di collaborare con gli altri uomini per una società piena di giustizia e di pace.

Il PIME offre due modi per vivere da laici il carisma missionario:

1) al suo interno, consacrandosi interamente e per sempre a Dio, per il prossimo, nelle missioni (Missionari Laici)

2) con un impegno missionario a tempo determinato (Laici ALP).

Lo Spirito che nel PIME ha chiamato insieme laici e presbiteri, ci rende solleciti ad aiutare, sostenere e diffondere la presenza dì laici missionari nell'opera di evangelizzazione.

2. DELEGAZIONE MISSIONARI LAICI
La X AG (Tagaytay 1989) ha inteso rilanciare la proposta e la figura del Missionario Laico PIME anche attraverso l'istituzione della Delegazione Missionari Laici (DML), per animare, formare e rinnovare i Missionari Laici, e per realizzare progetti operando nel quadro dell'Istituto, in collaborazione con tutti i suoi membri.

La XII AG, dopo 10 anni di impegno della DML, ha valutato che la sua istituzione:

a) E' stata utile perché ha rivitalizzato la componente laicale dell'Istituto.

b) Non ha dato i risultati sperati per la scarsità di vocazioni, le difficoltà incontrate dai Missionari laici nel coinvolgersi nelle nuove situazioni e la complessità dei rapporti tra DML e le Circoscrizioni.

La XII AG, nella convinzione che la dimensione laicale del carisma missionario nell'Istituto è importante, per meglio valorizzarla e per meglio integrarla con la dimensione presbiterale, stabilisce che la DML venga ristrutturata in base al seguenti criteri:

1 . La DML deve mantenere un ruolo di studio, stimolo, formazione e punto di riferimento per i ML e per la missione del laicato nel PIME e fuori del PIME.
2. La DML ha come suo compito specifico di promuovere l'animazione vocazionale laicale, che è dovere di tutti i membri del PIME, di selezionare e formare i candidati ML che ad essa vengono presentati dalle Circoscrizioni, e di seguirli per la formazione permanente.
3. I progetti missionari, anche se realizzati da missionari laici, normalmente sono sotto la responsabilità delle Circoscrizioni in cui si trovano (C/D 110). La DML sarà responsabile di eventuali progetti attuati, dove non esistono altre presenze del PIME.
4. I ML vengono assegnati dalla DG alle Circoscrizioni come ogni altro membro dell'Istituto, con uguali doveri e diritti.
5. La DG assegna alla DML (come ad ogni altra Circoscrizione) i membri del PIME presbiteri o laici incaricati di operare per le finalità della DML stessa.
6. La DML collabora con le Circoscrizioni per esaminare e studiare prospettive di impegno missionario per i laici.
7. Ogni 6 anni la DML convochi un'Assemblea per tutti i ML, quale che sia la Circoscrizione di appartenenza. L'Assemblea sia un momento formativo; prenda in esame la situazione dei ML nel PIME, l'animazione svolta sia dalla DML che dalle circoscrizioni, la formazione, gli impegni in atto, e proponga iniziative e miglioramenti. Ha carattere consultivo.
8. Per attuare questa ristrutturazione la DG istituisca una Commissione che studi tempi e modi di attuazione di quanto stabilito, perché venga realizzato gradualmente, ma comunque entro i prossimi due anni
9. I prossimi C.P. verifichino il cammino ed i risultati della ristrutturazione della DML in modo che per la prossima AG si possa valutare concretamente il proseguimento, o la correzione, del processo in atto.
La XII AG raccomanda che le Circoscrizioni:

> favoriscano la specificità della vocazione laicale attraverso iniziative appropriate che facilitino un'attività fraternamente integrata fra presbiteri e laici;

> sostengano anche progetti tipicamente laicali dove più ML lavorino insieme e siano responsabili;

> incoraggino momenti di incontro, confronto e scambio dei ML, quando opportuno anche a livello di più circoscrizioni'.

 

2.1 ANIMAZIONE - INFORMAZIONE
La XI I AG auspica che:
a) I ML coltivino una stretta relazione con la Chiesa locale, di origine e di arrivo, al fine di animarla.
b) Ci siano Missionari Laici con esperienza di missione che siano destinati all'animazione a tempo pieno;
c) Gli animatori presbiteri presentino sempre anche la vocazione laicale, chiedendo la collaborazione dei Missionari Laici per testimonianze e contributi;
d) Si preparino e divulghino pubblicazioni e audiovisivi per presentare e far conoscere le diverse vocazioni missionarie, con attenzione a quella laicale.
e) Prima di essere ammesso alla comunità formativa di base il candidato ML dovrà essere seguito, in loco, da un animatore per almeno un anno in modo da verificare se ha i necessari requisito umani, culturali e spirituali. Sia, normalmente, incoraggiato ad acquisire una qualifica di studio, o professionale, per raggiungere un livello equivalente al "diploma" di Scuola superiore.

f) Ogni candidato deve essere presentato per l'ammissione dal Consiglio di Circoscrizione.

2.2 FORMAZIONE INIZIALE E PERMANENTE
La XII AG condivide il programma formativo stabilito dallo Statuto della DML, in conformità alle Costituzioni (C 47, D 47) e Direttorio della Formazione (D 38,4), adattati alle possibilità ed esigenze dei singoli candidati:

2.2.1 La formazione iniziale si articolerà in tre fasi:

a) Formazione di base, da attuarsi insieme in una comunità internazionale di ML, attraverso una vita comunitaria e un approfondimento teologico, umano, psicologico e professionale. Durante questa fase si svolgerà il periodo di spiritualità, da farsi assieme ai candidati presbiteri. L'ultima parte del periodo di spiritualità è diversificato dai candidati presbiteri, per dare un’impronta specifica propria della vocazione laicale. Questa fase si conclude con la promessa iniziale.

b) Esperienza di missione (OTP) nella realtà In cui il candidato, presumibilmente, andrà a svolgere il servizio missionario. Il periodo di OTP sarà un programma di esperienze diversificate che favoriscano l'acculturazione, l'apprendimento della lingua locale, l'adattamento alla vita missionaria e lo spirito di servizio ai fratelli.

c) Specializzazione che completi la preparazione in base alle esigenze della futura destinazione e delle attitudini personali.

La promessa definitiva concluderà il periodo di, formazione iniziale.

 

2.2.2 Per la formazione permanente, oltre a quanto già previsto dalle Circoscrizioni per tutti i membri dei PIME, la DML organizzi per i ML attività di formazione specifica a livello di più circoscrizioni, o di settore ( es. Scuole) o area geografica.

La XII AG sottolinea e raccomanda che la formazione iniziale dei Missionario Laico:

a) Sia preceduta da uno studio adeguato della lingua italiana di almeno un anno.

b) Si avvii lo studio della lingua inglese per tutti.

c) Assicuri dei formatori con una continuità di servizio e una adeguata preparazione.

d) Per quanto riguarda I'OTP si precisino l'organizzazione, i contenuti e, soprattutto, la persona di riferimento in loco. L'importanza di questo periodo suggerisce il suo prolungamento da due a tre anni

e) Si inserisca nel Direttorio Generale della Formazione quanto precisato nel presente documento sulla formazione iniziale e permanente.

 

2.3 AMBITI DI LAVORO

Il Missionario Laico può svolgere il suo servizio inserendosi in due aree:

a) All'interno di iniziative e opere ecclesiali

b) All'interno di realtà non ecclesiali.

La XII AG dichiara di pari dignità le due aree di presenza missionaria.
Queste due aree sono accessibili sia ai Membri laici a vita, sia ai Laici impegnati a tempo determinato.
Tra i compiti della DML c'è quello di esaminare e studiare prospettive d'impegno missionario per i laici. Ciò può essere sollecitato su iniziativa sia della Circoscrizione, sia della DML.
Per quanto riguarda l'area di presenza missionaria all'interno delle realtà non ecclesiali, la DML, in dialogo con le Circoscrizioni e la DG, sappia discernere i segni dei tempi, studi opportunità concrete e ne accompagni la realizzazione dove non c'è già la presenza della Comunità PIME.
A questo proposito si raccomanda, alle Circoscrizioni ed alla DML, di fare una mappa delle necessità di presenza missionaria, in particolare per i paesi che sembrano chiusi ai missionari in quanto tali.
3 ASSOCIAZIONE LAICI PIME (ALP)
Il Capitolo di Aggiornamento dei 1971 decise "di offrire anche ai laici che si impegnano temporaneamente la possibilità di lavorare nelle nostre missioni". (DC. 196) E aggiunse che "in ogni missione poi, si favorisca quel clima psicologico di apertura e fraternità che permette di accogliere, anche come associati, specialmente nelle opere affidate ai fratelli, i laici che volessero collaborare solo temporaneamente. Essi non devono essere inviati alle nostre missioni senza un congruo periodo di preparazione specifica, che faccia sperare in una buona riuscita" (DC. 197)
L'ALP è nata dal PIME per rispondere all’esigenza di preparazione di laici desiderosi di svolgere un servizio missionario. Di essa fanno parte donne e uomini, giovani e adulti, sposati e non che desiderano offrire alcuni anni della propria vita in un impegno missionario, con il PIME, testimoniando il Vangelo con la propria vita e il proprio, lavoro.
Pertanto l'ALP accoglie, seleziona, forma ed accompagna coloro che sono ritenuti idonei ad un impegno in missione per un tempo minimo di tre anni.
L'ALP ha una équipe di coordinamento, nominata dalla DG.
La XII AG riconosce la validità della presenza dei laici, a tempo determinato in Missione e del cammino dell'ALP in questi anni.
Si, augura che forme simili di impegno laicale sorgano anche in altri Paesi (Brasile, India, USA, ecc.)
Queste presenze laicali potrebbero essere particolarmente necessarie in paesi ed ambiti dove non è possibile entrare come "missionari in quanto tali".

3.1 FORMAZIONE

La formazione di coloro che desiderano far parte dell'ALP, e quindi partire per un servizio in una missione del PIME, si svolge in tre momenti caratterizzati da situazioni e impegni diversi.
a) Formazione di base. Ha una durata di circa 2 anni e si svolge con incontri mensili
b) Visita in missione a carico dei candidato e della durata indicativa di un mese. Questa mira alla conoscenza concreta della missione per verificare le proprie capacità e possibilità dì inserimento.
c) Formazione specifica. È personalizzata, ed ha una durata determinata dal luogo di destinazione e dalla situazione soggettiva del candidato.
Il periodo di ,formazione si conclude con una valutazione del cammino effettuato e la decisione di un impegno missionario che si esprime attraverso una promessa che associa al PIME.
3.1. 1. Servizio di impegno missionario.
Le persone ritenute idonee alla partenza sottoscrivono un "Accordo di impegno missionario" che determina diritti e doveri di ogni contraente durante il servizio in missione.
3.2 RACCOMANDAZIONI
La XII AG raccomanda che:
a) Il discernimento e la selezione dei membri dell'ALP siano sempre più accurati utilizzando anche la consulenza di personale qualificato a livello psicologico.
b) Il laico dell'ALP mantenga contatti con la Chiesa locale di origine (Parrocchia, CMD) al fine di animarla.
c) L'ALP si impegni solo in progetti approvati dall'Assemblea di Circoscrizione o dalla DG.
d) In ogni circoscrizione dove operano laici ALP vi sia un Responsabile, membro della circoscrizione, che accompagni, aiuti nella formazione e faccia da intermediario con la Comunità PIME.
e) L'équipe di coordinamento segua i laici ALP, durante il loro servizio, verificando e sostenendo il loro cammino d'intesa con il Responsabile di cui al punto precedente.
f) Si favorisca una reciproca e cordiale accoglienza di Laici ALP con singoli e comunità PIME, sia nelle Missioni che nei Paesi di origine, a partecipare ad iniziative comunì come momenti formativi, di preghiera, di svago, di impegno, ecc.
g) Si prenda in considerazione l’opportunità che l’ALP abbia un ambiente proprio, punto di riferimento per gli associati prima, durante, dopo il periodo vissuto in missione.
4 MOZIONI PARTICOLARI
1 La XII AG chiede alla DG di far pervenire alla CEP e alla Pontificia Commissione che studia la questione degli "Istituti misti" la richiesta per cambiare il PIME da Istituto "Clericale" a "Misto". Infatti con l'attuale divisione degli Istituti in "clericali" e "laicali", il nostro Istituto non trova una maniera adeguata per definire la sua identità. Si chieda quindi che venga riconosciuto un altro tipo di Istituti in cui tutti i membri, presbiteri e laici, abbiano gli stessi doveri e diritti anche a riguardo dell'esercizio dell'autorità a tutti i livelli, fatta eccezione per quelli che derivano dall’Ordine sacerdotale
2 Si riafferma la validità della mozione approvata dal CP del 99 in cui si invitava l'Istituto nel suo insieme ad approfondire l'identità dei Missionario laico in rapporto alle esigenze attuali delle missioni, anche studiando ed avviando modalità diverse di formazione e tipi di impegno. Si prendano quindi in considerazione quei laici che dimostrano di avere una genuina vocazione missionaria a vita, vissuta per lo più nell'esercizio della loro professione. Con loro si studino e si attuino nuove forme di collaborazione anche se non si ritrovano nella proposta di diventare membri del PIME a tutti gli effetti.
Si invita ad essere aperti ed incoraggiare tutte le forme di vocazione e collaborazione laicale alla missione. Questa attenzione può permettere, tra l'altro, di recuperare una collaborazione con gli ex membri del PIME.
CONCLUSIONI
1 La XII AG riconosce che fin dalle origini l’Istituto fu voluto come una famiglia di Apostoli comprendente, insieme con i presbiteri, anche laici consacrati a vita per una vocazione speciale, riafferma la validità dei missionari laici come parte integrante del PIME (cfr. DC 188). E' oggi necessario ritrovare la ricchezza della complementarietà dell'unico carisma missionario nelle sue diverse realizzazioni: quella laicale e quella presbiterale. Ciascuno, nella propria specificità, renderà testimonianza all'unico Signore vivendo insieme la profondità della comunione.
2 In obbedienza al mandato missionario di "portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra" e consapevole dei continui cambiamenti e sviluppi nel mondo e nella Chiesa, la XII AG riafferma l’importanza di adeguarsi alle nuove sfide.
Tra le sfide prioritarie che il PIME dovrà affrontare vi è la chiusura dì molti paesi all'annuncio esplicito dei Vangelo. "L’attività missionaria, nel suo pluralismo di attuazione pratica, non solo ammette la presenza operante del laico, ma, oggi specialmente la esige." (DC. 189). Occorre tenere aperte tutte le possibilità, "purché Cristo sia annunziato". La missione oggi chiama i laici a questo compito specifico. Tale presenza laicale è particolarmente necessaria in quei paesi e sifuazioni in cui non si può annunciare in modo esplicito il Vangelo.

12.06.01