PICCOLI GRANDI LIBRI  Anima di una Storia - 1

(Una Quaresima con Etty Hillesum)

Proviamo…!?

Cosa poter offrire come spunto di riflessione, quale viatico per questo tempo prezioso che, ancora una volta, la Chiesa ci offre per crescere, per progredire, per desiderare di camminare ancora un poco verso il nostro Dio? Di certo la Scrittura, che normalmente ci accompagna giorno dopo giorno, nella sua inesauribilità potrebbe fornirci pane a sufficienza, potrebbe indubbiamente scaldare soavemente le nostre notti e dolcemente curare come balsamo le piaghe dei nostri piedi sull’erta del non sempre facile cammino. Stringiamoci a Davide che «saliva l'erta degli Ulivi; saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva» (2Sam 15, 30).

Vorrei offrire, nel filo dorato dei giorni di questo Tempo purpureo, un po’ della luce e del calore che hanno reso il pane di questi ultimi tempi della mia vita un viatico capace di sostenermi e di riportarmi dalla sopravvivenza alla vita. Vorrei condividere con i miei fratelli e sorelle che, come me e con me, portano avanti il loro combattimento spirituale la forza dell’exemplum di una donna che sessant’anni fa come pane a lungo, segretamente e faticosamente lievitato fu cotto in uno dei forni crematori di Auschwitz, era il 30 novembre 1943…!

Non si tratta di una santa - la sua storia infatti e le sue storie non potrebbero essere innalzate come ornamento di nessuno dei nostri altari - ma solo esservi deposta sobriamente in attesa di una trasformazione da cui tutti e sempre speriamo e suggiamo la nostra santificazione. Si tratta di una donna la cui vita, per un misterioso imprevedibile gioco di perle, è stata capace di fare dei frammenti della sua esistenza una splendida collana che ora adorna la storia dell’Umanità conferendole uno splendore insperato, inatteso, impossibile eppure capace di scaldare e di profumare la terra del nostro cuore ancora dopo tanti anni… non avviene forse lo stesso attorno alle reliquie dei santi che giacciono, invece, sotto i nostri altari e a fondamento delle nostre Chiese?

Etty Hillesum – questo è il suo nome – non ci ha lasciato molto! Solo un fitto Diario e una manciata di lettere in cui questa donna, tremendamente alla ricerca di se stessa in una verità talora incomprensibile oltreché incommensurabile, non ci rivela la Storia della sua Anima ma si lascia percepire come l’Anima di una storia… la sua e quella del suo tempo. Questa donna ha saputo essere luce nella tenebra più fitta sapendo scrivere un verso di incantevole poesia in una delle pagine più prosaiche – la più disumana – della Storia dell’umanità.

Una Quaresima con Etty potrebbe essere per noi un modo per dare un colpo d’ali al cammino di conversione in una direzione forse minima, persino modesta ma non meno attraente e necessaria: raffinare la nostra umanità affinando la nostra anima. Un invito in questi giorni si farà pressante e urgente: «Tu ritorna al tuo Dio» (Os 12, 7)!

Come tornare al nostro Dio senza tornare – senza fare con-versione – verso il luogo in cui Egli abita, la nostra anima, la nostra interiorità? Ma noi sappiamo quanto è difficile questo con-vergere verso il centro di noi stessi… ne siamo sempre un po’ spaventati! Eppure è là che siamo attesi dall’appuntamento più importante ed in-dimenticabile della nostra vita.

Entriamo in questo viaggio con un verso di Rilke: «Come potrei trattenerla in me, la mia anima, che la tua non sfiori; come levarla, oltre te, ad altre cose?». Inoltriamoci in questo viaggio con accanto questa pellegrina sconosciuta che pure ci accompagna e facciamo nostro il desiderio che divenne il fuoco trasformante di tutta la sua vita fino alla morte: «essere buoni l’uno verso l’altro con tutta la bontà di cui siamo capaci». Solo quello di cui siamo capaci… cominciamo da quello di cui siamo capaci.

Proviamo?!