Antonio Rosmini
MASSIME DI PERFEZIONE CRISTIANA
Prima stesura del testo 1826
Città Nuova Ed. 1981
| lezione I | lezione II | lezione III | lezione IV | lezione V | lezione VI | lezione VII |
lezione IV
SULLA TERZA
MASSIMA, CHE È:
RIMANERSI
IN PERFETTA TRANQUILLITÀ
CIRCA TUTTO CIÒ CHE AVVIENE PER LA DIVINA DISPOSIZIONE
A RIGUARDO DELLA CHIESA DI GESÙ CRISTO
OPERANDO A PRO DI ESSA
DIETRO LA DIVINA CHIAMATA
1. Essendo Gesù Cristo quegli che ha la potestà su tutte le cose tanto in cielo come in terra, e che si è meritato di diventar Signore assoluto di tutti gli uomini, Egli solo è altresì quegli che regola, con sapienza, potenza, e bontà inenarrabile, gli avvenimenti tutti secondo il suo divino beneplacito, a maggior bene de' suoi eletti che formano la sua diletta sposa, la Chiesa.
2. Dee dunque il Cristiano godere una perfetta tranquillità, e conservare un gaudio pieno, riposando interamente nel suo Signore, per quanto gli avvenimenti paressero contrari al bene della Chiesa stessa; senza rimanersi tuttavia dal genere e dal supplicare, che avvenga la sua volontà così in cielo come in terra, cioè che gli uomini pratichino in sulla terra la sua santa legge di carità siccome i Santi in cielo.
3. Il Cristiano adunque
dee bandire dal suo cuore l'inquietudine, e ogni specie di ansietà e di
sollecitudine, ed anche quella che talora pare avere a scopo il solo bene della
Chiesa di Gesù Cristo; e molto meno egli dee lusingarsi temerariamente di
poter mettere riparo a que' mali, prima che veda di ciò manifesta la volontà
del Signore.
Egli dee aver presente, che Gesù Cristo solo è il governatore della sua
Chiesa; e che non havvi cosa più a lui disdicevole, e più indegna del suo
discepolo, che la temerità di coloro, che dominati da cecità di mente e da
occulto orgoglio, senza esser da Lui a ciò chiamati e mossi, presumono di fare
spontaneamente alcun bene, per minimo ch'egli sia, nella Chiesa: quasiché il
divin Redentore avesse alcun bisogno della miserabile loro cooperazione, o di
quella di qualunque siasi uomo.
Nessuno è necessario al divin Redentore per la glorificazione della sua Chiesa,
la quale consiste nella redenzione dalla schiavitù del peccato, in cui sono
tutti egualmente gli uomini; e solamente per la sua gratuita misericordia, Egli
assume quelli fra i redenti, che a Lui piace a tale onore elevare, giovandosi di
solito di ciò che è più infermo, e più spregevole agli occhi del mondo, per
le opere più grandi.
4. Concludendo adunque, e
riassumendo tutto ciò che abbiamo detto sul fine che il Cristiano dee
prefiggersi e aver sempre presente in tutte le sue azioni, noi abbiamo veduto
che questo fine dee essere:
I - la giustizia o santità, nel che consiste la gloria divina;
II - la Chiesa di Gesù Cristo, come il modo da Dio stabilito a conseguir
quella gloria;
III - la chiamata di Gesù Cristo, come di quello che governa la Chiesa a
suo beneplacito nella sapienza, acciocché essa apporti a Dio la massima gloria.
Annotazione
Purificate in tal
maniera le intenzioni, e propostosi unicamente il fine sopra dichiarato a cui
rivolgere tutte le azioni della sua vita, il seguace di Gesù Cristo dee
altresì conoscere e stabilire i mezzi co' quali egli possa ottenere lo scopo
desiderato; e questi li troverà dirigendo la sua condotta secondo le tre
massime delle quali si tratta nelle lezioni seguenti.