EMMAUS (BOGRA)   Emmaus (Bogra), 16 luglio 2002   DIARIO

Cari Aki, Asha e famiglie, John Belloni, come state?
Ormai San Giuseppe è tutto vostro e i confini delle vostre attività
sono lì per allargarsi: tanti auguri!
Al mio arrivo ho mostrato le fotografie con voi e Mamma Adriana ai
Bogresi e alcuni hanno manifestato il desiderio di averne una copia; anzi Mukta e Ripon hanno detto che vogliono ricavarne i negativi per farne copie per tutti quelli che ne desiderano.

Mercoledì 3 ero arrivato a Dhaka con solo mezz'ora di ritardo, ma all'aeroporto ho perso altro tempo, perché una delle mie valigie era stata tirata giù dal nastro trasportatore, mentre io insistevo per cercarla tra i bagagli che giravano sul nastro. Per fortuna che con me vi erano 3 parenti di un missionario di Cernusco sul Naviglio, Spinelli, che si sono messi a cercarla tra le valigie a terra e l'hanno presto individuata. È stato un viaggio faticoso perché non sono riuscito a dormire e gli amici di Cernusco erano una fila davanti alla mia, cioè non erano esattamente con me. La notte seguente ho dormito 12 ore; il giorno dopo nella capitale vi era mezza giornata di sciopero, ma il giorno ancora dopo siamo partiti per le nostre destinazioni con un pulmino preso in affitto. Era destino che non doveva essere facile: durante la notte si era formata una colonna di 8-10 km nei due sensi di marcia, perché su questa nuova strada che collega la capitale con il nord (dove lavoriamo quasi tutti noi del Pime) si sta lavorando sugli ultimi dieci km circa ancora da allargare, e in un punto due autocarri si erano impantanati e non lasciavano passare alcun veicolo. Appena ci siamo resi conto della situazione, abbiamo scelto la vecchia strada che ci ha portato al traghetto: 3 ore di traversata e strada più lunga e una foratura della ruota a 5 km da Bogra ci hanno fatto impiegare 7 ore invece di 3 ore e mezza per un tragitto che avrebbe dovuto essere di 200 km. 

Il Padre Pesce ha proprio avuto ragione: "io muoio prima di restare paralizzato". Ha sempre avuto quel pizzico di umore partito per la tangente, che aiutava a sdrammatizzare le situazioni e a creare buonumore.
Sono arrivati sia Mariano con i fratelli "promessi", sia Calanchi con
Alfred Biswas.
Mi ha molto rallegrato la drecisione di fermare Massimo Cattaneo in
Bangladesh, evitandogli quella assurda maratona di spole fra Italia e Bangla per finire la "formazione": se qualche eccezione alle regole possono starci, il suo è senz'altro il caso. Sono convinto che farà molto bene in questo paese.

Attendo vostre notizie. Un saluto anche a Rizieri e al'altro padre toscano di cui non mi viene il nome.

In Cristo Gesù,
Padre Carlo.