PICOLI GRANDI LIBRI   Charles De Foucauld
LA MIA FEDE
Città Nuova Editrice, 1974

Parte seconda
GRANDI INTUIZIONI DELLA FEDE

TUTTO CIÒ CHE UNISCE ALLA CHIESA... UNISCE A GESÙ

Queste parole, scritte a Nazareth, mi sembrano essere la sintesi della sua fede nella Chiesa.

Il mistero della Chiesa, che si rivelò per la prima volta alla sua anima, quando ricevette dall'abate Huvelin l'assoluzione dei suoi peccati, gli si manifestò all'inizio come legato al mistero dell'obbedienza cristiana, cioè all'obbligo che il cristiano ha di cercare la volontà di Dio nell'obbedienza alla Chiesa. Ad un uomo tutto d'un pezzo, dalla volontà energica e indomabile, capace di fare, da solo, cose che nessuno aveva mai fatto, era necessaria, quando la grazia lo prese e gli sconvolse la vita, l'obbedienza a chi rappresentava ai suoi occhi la Chiesa. Altrimenti, a quali eccessi non sarebbe egli giunto? Si sottomise a questa autorità: lo si vede chiaramente attraverso i fatti della sua vita, in quella sua ricerca appassionata della volontà di Dio, lungo strade che nessuno aveva percorso.

Non gli fu facile. E spesso dovette rimeditare le parole che Gesù aveva detto ai suoi apostoli «Chi ascolta voi, ascolta me».

Così scrive da Béni-Abbès all'abate Huvelin, il 13 dicembre 1903, in un momento in cui si sente come spinto ad inoltrarsi ancor di più verso il Sud:

«Mi scriva o mi telegrafi (Béni-Abbès, per Béni-Unif, Sud-Orano), e io obbedirò immediatamente alla sua parola, come alla parola stessa di Gesù: 'Chi ascolta voi, ascolta me' (...)».

Quale obbedienza e quale impazienza; e non si trova a Béni-Abbès che da due anni! E nella lettera non dimentica di aggiungere: «Ho la sensazione, il presentimento ben preciso di dover partire il 10 gennaio».

Charles de Foucauld è uomo di azione, e un fuoco lo brucia dentro. Però sa ubbidire come un bambino, poiché Dio si è fatto ubbidiente, da Nazareth alla croce. Ascolta Gesù che gli dice:

« Quando predico a Nazareth (...) sull'obbedienza, io che vissi sottomesso per trent'anni ai miei genitori, santi certamente, ma uomini, e io sono Dio! ... come potete voi, - dopo avermi visto ubbidire così a quelli cui non dovevo alcuna ubbidienza, dei quali anzi ero il Maestro sovrano, il Creatore e il Giudice - rifiutare un'obbedienza perfetta a coloro di cui, io, vostro Dio, vi dico: "Chi ascolta voi, ascolta me"?».

Va precisato che nello stesso momento in cui vede riflessa su tutta la vita umana di Cristo la luce dell'«Uomo dei dolori», vede anche riflessa in essa la gloria divina dei Creatore. Il suo modo di vedere fa astrazione dal tempo, per cui può scrivere nella sua meditazione: «così ubbidiente a persone cui non dovevo nessuna ubbidienza». Non bisogna cercarvi un pensiero teologico sull’Incarnazione.

Il mistero della Chiesa è anche il mistero del Corpo mistico di Cristo, composto da tutte le membra viventi di Cristo.

Charles de Foucauld vede dapprima la Chiesa in tutta la sua estensione, ed è preoccupato di unirsi a questa enorme Chiesa, composta da tutti i figli di Dio, da tutti coloro «che lo Spirito di Dio vivifica», e - idea schiettamente paolina vi aggiunge tutta «la creazione, che in attesa, aspira alla rivelazione dei figli di Dio e spera di essere liberata dalla servitù e dalla corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio » (Rom. 8, 18-21).

In questa sua volontà di essere unito alla Chiesa, Charles de Foucauld perviene a ciò che costituisce la vocazione primaria della creazione e della Chiesa dei figli di Dio: l'adorazione e il rendimento di grazie, la lode e l'amore.

E così, recitando l'Ufficio divino, egli unisce la sua preghiera alla preghiera della Chiesa, «della diletta Chiesa, sposa di Cristo» nel suo triplice stato di Chiesa terrestre, di Chiesa che soffre e di Chiesa della Gerusalemme celeste.

La Chiesa terrestre Charles de Foucauld vede soprattutto come la sposa del Cristo crocifisso, poiché, dopo la morte di Cristo sulla croce, essa deve continuare l'opera di lui, la redenzione del mondo. E tale salvezza, tale redenzione non la si può compiere senza la croce.

«La via regale della croce: la sola via degli eletti, la sola via della Chiesa, la sola via per ciascun fedele. Questa è la legge fino alla fine del mondo: la Chiesa e le anime, spose dello Sposo crocifisso, dovranno condividere le sue spine e portare la croce con Lui. La legge dell'amore vuole che la sposa condivida la sorte dello Sposo».

. Alla Chiesa tutta, e a ciascuno dei suoi membri, si applica la parola di Gesù sull'efficacia di ogni ministero, di ogni apostolato. «Se il chicco di grano non cade in terra e non muore, resta solo; se invece muore, porta gran frutto » (Gv. 12, 24). E come precisa san Giovanni della Croce: «E' nel momento del suo supremo annientamento, della sua morte, che Gesù ha salvato il mondo».

Visione della fede e mistero di perfetta speranza, che non conducono ad una rassegnata accettazione del fallimento o a una timidezza e a una prudenza naturali, ma che suppongono che la Chiesa, fedele alla sua missione di predicare il vangelo ad ogni creatura, gridi, a tutti, queste forti parole di Gesù: «Fuoco son venuto a portare sulla terra, e che altro voglio se non che sia acceso! Io sono in attesa di ricevere un battesimo, e quale non è la mia angoscia fino a che non l'avrò ricevuto!».

E Charles de Jésus non sopporta che la Chiesa abbia paura, o che sia timida e prudente. Così scrive ai suoi superiori che gli consigliano prudenza a proposito di quanto andava facendo in favore degli schiavi:

«Le ragioni che lei ha la bontà di espormi con tanto affetto, e che per me hanno tanto peso perché vengono da lei (...), e per il loro incontestabile intrinseco valore, non possono impedirmi - sia detto un’ultima volta, affinché l'anima dei figlio non abbia alcun segreto per quella del padre e si apra interamente, senza alcuna reticenza, ad essa - di rilevare con mio sommo rincrescimento che i rappresentanti di Gesù si limitano a difendere 'in un orecchio' (e non 'sui tetti') quella che è la causa della giustizia e della carità».

E' con questo tono umile che i santi ricordano alla Chiesa le esigenze della sua missione.