PICOLI GRANDI LIBRI   Charles De Foucauld
LA MIA FEDE
Città Nuova Editrice, 1974

Parte seconda
GRANDI INTUIZIONI DELLA FEDE

Gesù nella santa Eucaristia

Nazareth, novembre 1897

O Signore Gesù, tu stai nella santa Eucaristia.  Sei lì, a un metro da me, in questo tabernacolo.  Il tuo corpo, la tua anima, la tua umanità, il tuo essere intero è li nella sua natura umana e divina. Come mi sei vicino, mio Dio, mio Salvatore, mio Gesù, Fratello mio, mio Sposo, mio Bene-Amato! (... ). Non sei stato più vicino alla Vergine, durante i nove mesi in cui ella ti portò nel suo grembo, di quanto lo sei con me quando vieni sulla mia lingua nella comunione.  Non eri più vicino alla santa Vergine, a san Giuseppe nella grotta di Betlem, nella casa di Nazareth, durante la fuga in Egitto, durante tutti i momenti di quella divina vita familiare, di quanto lo sei con me in , questo momento, e così spesso, tanto spesso in questo tabernacolo! (... ). Come sono felice! (... ). Essere solo nella mia cella e potermi intrattenere con Te nel silenzio della notte, è una cosa dolcissima, mio Signore.  E Tu sei lì come Dio, oltre che per la tua grazia.  E tuttavia, rimanere perciò nella mia cella, mentre potrei starmene davanti al sacramento, è fare come se santa Maria Maddalena, quando ti trovavi a Bethania, ti avesse lasciato solo (... ), per andare a pensare a te, tutta sola nella sua camera (... ). Baciare i luoghi che tu hai santificato durante la tua vita mortale, le pietre del Getsemani e del Calvario, il suolo della Via Dolorosa, le onde del mare di Galilea, sono cose dolci e piene di affetto, mio Dio; ma preferire tutte queste cose al tuo tabernacolo, è come lasciare Gesù che mi sta vivo accanto, lasciarlo solo, e andarmene a venerare alcune pietre morte dove egli non c'è più; è lasciare la camera dove Lui si trova, e la sua divina compagnia, per andare a baciare il pavimento di una camera dove egli visse, ma dove non è più (... ). Lasciare il tabernacolo per andare a venerare delle statue, è lasciare Gesù vivo accanto a me e recarmi in un'altra camera per dare un saluto al suo ritratto (... ).

Dovunque si trovi l'ostia santa c'è il Dio vivo, c'è il tuo Salvatore, in modo così reale come quando era vivo e parlava in Galilea e in Giudea, e com'è in questo momento nel cielo (... ). Non perdere mai una comunione per colpa tua: una comunione è più della vita, più di tutti i beni del mondo, più dell'universo intero: è Dio stesso, sono io, Gesù.  Puoi tu preferire a me qualche cosa?  Se mi ami solo un pochino, puoi mai perdere volontariamente la grazia ch'io ti faccio di venire dentro di te?... Amami con tutta l'ampiezza e in tutte le semplicità del tuo cuore.

 

Béni-Abbès, 12 settembre 1902

A Maria de Bondy

Quel che c'è di meraviglioso qui, sono i tramonti, le sere e le notti.  Mi ricordo, contemplando questi meravigliosi tramonti, che anche tu li ami, perché richiamano alla mente la grande pace che seguirà alla tempesta dei nostri giorni.  Le sere sono così calme, le notti così serene, quest'immenso cielo e i vasti orizzonti illuminati a metà dalla luce delle stelle, sono così pieni di pace e cantano in silenzio, in un modo così penetrante, l'Eterno, l'Infinito, l'al di là, che si passerebbe le notti intere in questa contemplazione.  Nondimeno abbrevio queste contemplazioni e ritorno dopo pochi istanti davanti al tabernacolo, perché c'è ben di più nell'umile tabernacolo., Nulla può essere paragonato all'Amato.