Charles De Foucauld
LA MIA FEDE
Città Nuova Editrice, 1974
Parte seconda
GRANDI INTUIZIONI DELLA FEDE
La felicità
dell'Amato
Gerusalemme,
19 novembre 1898
Alla sorella
Tu sai che, quando si ama, si vive meno in noi che in colui che si ama; e più si ama, più uno costruisce la sua vita fuori di sé, in colui che ama (... ).
Se amiamo Gesù, noi viviamo molto più in Lui che in noi stessi; dimentichiamo ciò che ci tocca, per non pensare che a ciò che Lo riguarda. E poiché egli vive in una pace e beatitudine ineffabile, assiso alla destra del Padre suo, noi partecipiamo nella misura del nostro amore, alla pace e alla beatitudine del nostro Divino Bene-Amato.
Béni-Abbès,
23 dicembre 1903
A Henry de Castries
La pace, la guerra, passano!
Dio è più grande, Lui che, solo, non passa.
Non si è indifferenti, qui alla fraternità del Sacro Cuore, agli
avvenimenti esterni, perché essi arrecano bene o male a quegli uomini che Dio
ha tanto amato; ma dopo che si è fatto quanto è stato possibile, con quale
pace in cuore ci si ritrova soli davanti al tabernacolo, nel colloquio intimo
con Gesù. Quale pace e quale
felicità!
L'eremita è sempre felice, lo puoi constatare, caro amico, e la sua vita
fluisce nel pensiero e nella gioia dell'infinita felicità, della pace senza
mutamento della Beata e sempre serena Trinità.
Tamanrasset,
18 novembre 1907
A Maria de Bondy
Si dura fatica a non rattristarsi nel vedere l'eccesso di male che regna da per tutto, il poco bene, i nemici di Dio così intraprendenti, i suoi amici così esitanti, e nel vedere noi stessi così meschini (... ). E tuttavia non bisogna rattristarsi, ma guardare più in alto di tutto ciò che passa, verso il nostro Bene-Amato(... ). Poiché la sua felicità e la sua pace sono infinite, perfette, immutabili, noi dobbiamo per questo essere inondati di una gioia, di una pace, di una sazietà che rasserena, nella nostra anima, tutte le tristezze in essa provocate dalle miserie della terra.