PICOLI GRANDI LIBRI   Charles De Foucauld
LA MIA FEDE
Città Nuova Editrice, 1974

Parte seconda
GRANDI INTUIZIONI DELLA FEDE

Seguire da povero un Dio povero

Nazareth, novembre 1897

Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, amandoti con tutto il suo cuore, non potrà sopportare di essere più ricco del suo Bene-Amato!...

Signore Gesù, come sarà presto povero colui che, pensando che tutto ciò che si fa a uno di questi piccoli, lo si fa a Te; che tutto ciò che non si fa loro, non si fa a Te, solleverà tutte le miserie che gli stanno vicino!...

Come sarà presto povero colui che accetterà con fede le tue parole: «Se volete essere perfetti, vendete tutto ciò che possedete e datelo ai poveri » (... ). «Beati i poveri, poiché chiunque avrà lasciato i suoi beni per me, riceverà quaggiù il centuplo e, in cielo, la vita eterna », e tante altre!

Mio Dio, non so come sia possibile, per certe anime, vederti povero e rimanere tranquillamente ricche; vedere sé stesse tanto più grandi del loro Maestro, del loro Bene-Amato, non volerti rassomigliare in tutto, per quanto dipende da loro, e soprattutto nel tuo annichilimento.  Io voglio con tutto il cuore che ti amino, mio Dio, però credo che al loro amore manchi qualcosa. 
Comunque, per quel che mi riguarda, io non posso concepire l'amore dissociato dal bisogno, dal bisogno imperioso di conformità, di rassomiglianza, e soprattutto dal desiderio di condividere tutte le pene, le difficoltà, le asprezze della vita (... ).

Essere ricco, a mio agio, vivere comodamente dei miei beni, quando Tu sei stato povero, sei vissuto in strettezze, campando penosamente di un duro lavoro: no, non me la sento, mio Dio io non posso amare così (... ).

Non conviene che il servo sia più grande del Maestro, né che la sposa sia ricca mentre lo Sposo è povero, quando è volontariamente povero soprattutto, e perfetto (... ). Santa Teresa, sopraffatta dalle insistenza che le si facevano perché accettasse alcune rendite per il suo monastero di Avila, una volta stava per acconsentire, ma quando ritornò nel suo oratorio, e rivolse il suo sguardo alla croce, si prostrò ginocchioni davanti ad essa, e supplicò Gesù, nudo su quella croce, di farle la grazia di non disporre mai dì rendite e di essere povera come lui.

Non giudico nessuno, mio Dio, gli altri sono vostri servitori e miei fratelli, e io non debbo che amarli, far loro del bene e pregare per essi; ma a me è impossibile comprendere l'amore senza la ricerca della rassomiglianza e senza il bisogno di condividere tutte le croci.