Charles De Foucauld
LA MIA FEDE
Città Nuova Editrice, 1974
Parte seconda
GRANDI INTUIZIONI DELLA FEDE
La schiavitù
Béni-Abbès,
4 febbraio 1902
A mons. Guérin
Mi comporto in tal modo: lungi dall'invogliarli alla fuga o alla rivolta, consiglio loro la pazienza e di rimanere là dove sono. Dico loro che con il tempo Dio darà ad essi il conforto e la libertà; che tanto più presto saranno consolati quanto più cercheranno Dio e la giustizia, e che tutto il resto sarà ad essi dato in sovrappiù; ma nello stesso tempo non nascondo ai miei amici francesi che questa schiavitù è un'ingiustizia, un'immoralità mostruosa, e che è loro dovere fare il possibile perché sia soppressa (... ).
Da un lato, non ci è stato dato l'ufficio di governare, ma dall'altro abbiamo l'obbligo «di aiutare il prossimo come noi stessi», di «fare per gli altri ciò che vorremmo fosse fatto per noi», e conseguentemente di ricorrere a tutti i mezzi che si rendono necessari per confortare questi sventurati: quel che facciamo ad essi, lo facciamo a Gesù. Ciò che trascuriamo di fare ad essi, trascuriamo di farlo a Gesù (... ). D'altra parte, non abbiamo il diritto di essere cani muti e sentinelle prive di parola: ci corre l'obbligo di gridare, quando vediamo il male.