Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace
PICCOLI GRANDI LIBRI COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA  DOTTRINA SOCIALE CAPITOLO I
Libreria Editrice Vaticana 


UN UMANESIMO 
INTEGRALE E SOLIDALE
 

a) All'alba del terzo millennio
b) il significato del documento
c) Al servizio della piena verità dell'uomo
d) Nel segno della solidarietà, del rispetto e dell'amore

PARTE PRIMA

 


CAPITOLO PRIMO
IL DISEGNO DI AMORE DI DIO 
PER L'UMANITÀ

 

I. L'AGIRE LIBERANTE DI DIO NELLA STORIA DI ISRAELE
a) La prossimità gratuita di Dio
b) Principio della creazione e agire gratuito di Dio
II. GESÙ CRISTO COMPIMENTO DEL DISEGNO DI AMORE DEL PADRE
a) In Gesù Cristo si compie l'evento decisivo della storia di Dio con gli uomini
b) La rivelazione dell' Amore trinitario
III. LA PERSONA UMANA NEL DISEGNO DI AMORE DI DIO
a) L'Amore trinitario, origine e meta della persona umana
b) La salvezza cristiana: per tutti gli uomini e di tutto l'uomo
c) Il discepolo di Cristo quale nuova creatura
d) Trascendenza della salvezza e autonomia delle realtà terrene
IV. DISEGNO DI DIO E MISSIONE DELLA CHIESA
a) La Chiesa, segno e tutela della trascendenza della persona umana
b) Chiesa, Regno di Dio e rinnovamento dei rapporti sociali
c) Cieli nuovi e terra nuova
d) Maria e il Suo «fiat» al disegno d'amore di Dio

CAPITOLO SECONDO
MISSIONE DELLA CHIESA 
E DOTTRINA SOCIALE


 

I. EVANGELIZZAZIONE E DOTTRINA SOCIALE
a) La Chiesa, dimora di Dio con gli uomini
b) Fecondare e fermentare la società con il Vangelo
c) Dottrina sociale, evangelizzazione e promozione umana
d) Diritto e dovere della Chiesa
II. LA NATURA DELLA DOTTRINA SOCIALE
a) Un conoscere illuminato dalla fede
b) In dialogo cordiale con ogni sapere
c) Espressione del ministero d'insegnamento della Chiesa
d) Per una società riconciliata nella giustizia e nell'amore
e) Un messaggio per i figli della Chiesa e per l'umanità
f) Nel segno della continuità e del rinnovamento
III. LA DOTTRINA SOCIALE NEL NOSTRO TEMPO: CENNI STORICI
a) L'avvio di un nuovo cammino
b) Dalla «Rerum novarum» ai nostri giorni
c) Nella luce e sotto l'impulso del Vangelo

CAPITOLO TERZO
LA PERSONA UMANA 
E I SUOI DIRITTI

 

I. DOTTRINA SOCIALE E PRINCIPIO PERSONALISTA
II. LA PERSONA UMANA «IMAGO DEI»
a) Creatura ad immagine di Dio
b) Il dramma del peccato
c) Universalità del peccato e universalità della salvezza
III. LA PERSONA UMANA E I SUOI MOLTI PROFILI
A) L'UNITÀ DELLA PERSONA
B) APERTURA ALLA TRASCENDENZA E UNICITÀ DELLA PERSONA
a) Aperta alla trascendenza
b) Unica e irripetibile
c) Il rispetto della dignità umana
C) LA LIBERTÀ DELLA PERSONA
a) Valore e limiti della libertà
b) Il vincolo della libertà con la verità e la legge naturale
D) L'UGUAGLIANZA IN DIGNITÀ DI TUTIE LE PERSONE
E) LA SOCIALITÀ UMANA
IV. I DIRITTI UMANI
a) Il valore dei diritti umani
b) La specificazione dei diritti
c) Diritti e doveri
d) Diritti dei popoli e delle Nazioni
e) Colmare la distanza tra lettera e spirito

CAPITOLO QUARTO
I PRINCIPI 
DELLA DOTTRINA SOCIALE 
DELLA CHIESA


 

I. SIGNIFICATO E UNITÀ
II. IL PRINCIPIO DEL BENE COMUNE
a) Significato e principali implicazioni
b) La responsabilità di tutti per il bene comune
c) I compiti della comunità politica
III. LA DESTINAZIONE UNIVERSALE DEI BENI
a) Origine e significato
b) Destinazione universale dei beni e proprietà privata
c) Destinazione universale dei beni e opzione preferenziale per i poveri
IV. IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ
a) Origine e significato
b) Indicazioni concrete
V. LA PARTECIPAZIONE
a) Significato e valore
b) Partecipazione e democrazia
VI. IL PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ
a) Significato e valore
b) La solidarietà come principio sociale e come virtù morale
c) Solidarietà e crescita comune degli uomini
d) La solidarietà nella vita e nel messaggio di Gesù Cristo
VII. I VALORI FONDAMENTALI DELLA VITA SOCIALE
a) Rapporto tra principi e valori
b) La verità
c) La libertà
d) La giustizia
VIII. LA VIA DELLA CARITÀ

PARTE SECONDA

 

CAPITOLO QUINTO
LA FAMIGLIA 
CELLULA VITALE 
DELLA SOCIETÀ

 

I. LA FAMIGLIA PRIMA SOCIETÀ NATURALE
a) L'importanza della famiglia per la persona
b) L'importanza della famiglia per la società
II. IL MATRIMONIO FONDAMENTO DELLA FAMIGLIA
a) Il valore del matrimonio
b) Il sacramento del matrimonio
III. LA SOGGETTIVITÀ SOCIALE DELLA FAMIGLIA
a) L'amore e la formazione di una comunità di persone
b) La famiglia è il santuario della vita
c) Il compito educativo
d) Dignità e diritti dei bambini
IV. LA FAMIGLIA PROTAGONISTA DELLA VITA SOCIALE
a) Solidarietà familiare
b) Famiglia, vita economica e lavoro
V. LA SOCIETÀ A SERVIZIO DELLA FAMIGLIA


CAPITOLO SESTO
IL LAVORO UMANO

 

I. ASPETTI BIBLICI
a) Il compito di coltivare e custodire la terra
b) Gesù uomo del lavoro
c) Il dovere di lavorare
II. IL VALORE PROFETICO DELLA «RERUM NOVARUM»
III. LA DIGNITÀ DEL LAVORO
a) La dimensione soggettiva e oggettiva del lavoro
b) I rapporti tra lavoro e capitale
c) Il lavoro, titolo di partecipazione
d) Rapporto tra lavoro e proprietà privata
e) Il riposo festivo
IV. IL DIRITTO AL LAVORO
a) Il lavoro è necessario
b) Il ruolo dello Stato e della società civile nella promozione del diritto al lavoro
c) La famiglia e il diritto al lavoro
d) Le donne e il diritto al lavoro
e) Lavoro minorile
f) L'emigrazione e il lavoro
g) Il mondo agricolo e il diritto al lavoro
V. DIRITTI DEI LAVORATORI
a) Dignità dei lavoratori e rispetto dei loro diritti
b) Il diritto all'equa remunerazione e distribuzione del reddito
c) Il diritto di sciopero
VI. SOLIDARIETÀ TRA I LAVORATORI
a) L'importanza dei sindacati
b) Nuove forme di solidarietà
VII. LE «RES NOVAE» DEL MONDO DEL LAVORO
a) Una fase di transizione epocale
b) Dottrina sociale e «res novae»

CAPITOLO SETTIMO
LA VITA ECONOMICA
 

I. ASPETTI BIBLICI
a) L'uomo, povertà e ricchezza
b) La ricchezza esiste per essere condivisa
II. MORALE ED ECONOMIA
III. INIZIATIVA PRIVATA E IMPRES
a) L'impresa e i suoi fini
b) Il ruolo dell'imprenditore e del dirigente d'azienda
IV. ISTITUZIONI ECONOMICHE AL SERVIZIO DELL'UOMO
a) Ruolo del libero mercato
b) L'azione dello Stato
c) Il ruolo dei corpi intermedi
d) Risparmio e consumo
V. LE «RES NOVAE» IN ECONOMIA
a) La globalizzazione: le opportunità e i rischi
b) Il sistema finanziario internazionale
c) Il ruolo della comunità internazionale nell'epoca dell'economia globale
d) Uno sviluppo integrale e solidale
e) La necessità di una grande opera educativa e culturale

CAPITOLO OTTAVO
LA COMUNITÀ POLITICA

 

I. ASPETTI BIBLICI
a) La signoria di Dio
b) Gesù e l'autorità politica
c) Le prime comunità cristiane
II. IL FONDAMENTO E IL FINE DELLA COMUNITÀ POLITICA
a) Comunità politica, persona umana e popolo
b) Tutelare e promuovere i diritti umani
c) La convivenza basata sull'amicizia civile
III. L'AUTORITÀ POLITICA
a) Il fondamento dell'autorità politica
b) L'autorità come forza morale
c) Il diritto all'obiezione di coscienza
d) Il diritto di resistere
e) Infliggere le pene
IV. IL SISTEMA DELLA DEMOCRAZIA
a) I valori e la democrazia
b) Istituzioni e democrazia
c) Le componenti morali della rappresentanza politica
d) Strumenti di partecipazione politica
e) Informazione e democrazia
V. LA COMUNITÀ POLITICA A SERVIZIO DELLA SOCIETÀ CIVILE
a) Il valore della società civile
b) Il primato della società civile
c) L'applicazione del principio di sussidiarietà
VI. LO STATO E LE COMUNITÀ RELIGIOSE
A) LA LIBERTÀ RELIGIOSA, UN DIRITTO UMANO FONDAMENTALE
B) CHIESA CATTOLICA E COMUNITÀ POLITICA
a) Autonomia e indipendenza
b) Collaborazione

CAPITOLO NONO
LA COMUNITÀ 
INTERNAZIONALE

 

I. ASPETTI BIBLICI
a) L'unità della famiglia umana
b) Gesù Cristo prototipo e fondamento della nuova umanità
c) La vocazione universale del cristianesimo
II. LE REGOLE FONDAMENTALI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
a) Comunità internazionale e valori
b) Relazioni fondate sull'armonia tra ordine giuridico e ordine morale
III. L'ORGANIZZAZIONE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
a) Il valore delle Organizzazioni internazionali
b) La personalità giuridica della Santa Sede
IV. LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO
a) Collaborazione per garantire il diritto allo sviluppo
b) Lotta alla povertà
c) Il debito estero

CAPITOLO DECIMO
SALVAGUARDARE 
L'AMBIENTE

 

I. ASPETTI BIBLICI
II. L'UOMO E L'UNIVERSO DELLE COSE
III. LA CRISI NEL RAPPORTO TRA UOMO E AMBIENTE
IV. UNA COMUNE RESPONSABILITÀ
a) L'ambiente, un bene collettivo
b) L'uso delle biotecnologie
c) Ambiente e condivisione dei beni
d) Nuovi stili di vita

CAPITOLO UNDICESIMO
LA PROMOZIONE 
DELLA PACE

 

I. ASPETTI BIBLICI
II. LA PACE: FRUTTO DELLA GIUSTIZIA E DELLA CARITÀ
III. IL FALLIMENTO DELLA PACE: LA GUERRA
a) La legittima difesa
b) Difendere la pace
c) Il dovere di proteggere gli innocenti
d) Misure contro chi minaccia la pace
e) Il disarmo
f) La condanna del terrorismo
IV. IL CONTRIBUTO DELLA CHIESA ALLA PACE

PARTE TERZA

 


CAPITOLO DODICESIMO
DOTTRINA SOCIALE 
E AZIONE ECCLESIALE

 

I. L'AZIONE PASTORALE IN AMBITO SOCIALE
a) Dottrina sociale e inculturazione della fede
b) Dottrina sociale e pastorale sociale
c) Dottrina sociale e formazione
d) Promuovere il dialogo
e) I soggetti della pastorale sociale
II. DOTTRINA SOCIALE ED IMPEGNO DEI FEDELI LAICI
a) Il fedele laico
b) La spiritualità del fedele laico
c) Agire con prudenza
d) Dottrina sociale ed esperienza associativa
e) Il servizio nei diversi ambiti della vita sociale
1. Il servizio alla persona umana
2. Il servizio alla cultura
3. Il servizio all'economia
4. Il servizio alla politica

CONCLUSIONE
PER UNA CIVILTÀ DELL'AMORE
a) L'aiuto della Chiesa all'uomo
c) Una salda speranza
d) Costruire la «civiltà dell'amore»

 

UN UMANESIMO INTEGRALE E SOLIDALE

a) All'alba del terzo millennio

1 La Chiesa, popolo pellegrinante, si inoltra nel terzo millennio dell'era cristiana guidata da Cristo, il « Pastore grande » (Eb 13,20): Egli è la Porta Santa (cfr. Gv 10,9) che abbiamo varcato durante il Grande Giubileo dell'anno 2000.(1) Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita (cfr. Gv 14,6): contemplando il Volto del Signore, confermiamo la nostra fede e la nostra speranza in Lui, unico Salvatore e traguardo della storia.
La Chiesa continua a interpellare tutti i popoli e tutte le Nazioni, perché solo nel nome di Cristo è data all'uomo la salvezza. La salvezza, che il Signore Gesù ci ha conquistato «a caro prezzo» (1 Cor 6,20; cfr. 1 Pt 1, 18-19), si realizza nella vita nuova che attende i giusti dopo la morte, ma investe anche questo mondo nelle realtà dell'economia e del lavoro, della tecnica e della comunicazione, della società e della politica, della comunità internazionale e dei rapporti tra le culture e i popoli: « Gesù è venuto a portare la salvezza integrale, che investe tutto l'uomo e tutti gli uomini, aprendoli al mirabili orizzonti della filiazione divina».(2)

2 In quest'alba del terzo millennio, la Chiesa non si stanca di annunciare il Vangelo che dona salvezza e autentica libertà anche nelle cose temporali, ricordando la solenne raccomandazione rivolta da san Paolo al discepolo Timoteo: «Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero» (2 Tm 4,2-5).

3 Agli uomini e alle donne del nostro tempo, suoi compagni di viaggio, la Chiesa offre anche la sua dottrina sociale. Quando, infatti, la Chiesa «compie la sua missione di annunziare il Vangelo, attesta all'uomo, in nome di Cristo, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione delle persone; gli insegna le esigenze della giustizia e della pace, conformi alla sapienza divina».(3) Tale dottrina ha una sua profonda unità, che sgorga dalla Fede in una salvezza integrale, dalla Speranza in una giustizia piena, dalla Carità che rende tutti gli uomini veramente fratelli in Cristo: è un'espressione dell'amore di Dio per il mondo, che Egli ha tanto amato « da dare il suo Figlio unigenito » (Gv 3,16). La legge nuova dell'amore abbraccia l'intera umanità e non conosce limiti, poiché l'annuncio della salvezza in Cristo si estende « fino agli estremi confini della terra » (A t 1, 8).

4 Scoprendosi amato da Dio, l'uomo comprende la propria trascendente dignità, impara a non accontentarsi di sé e ad incontrare l'altro in una rete di relazioni sempre più autenticamente umane. Uomini resi nuovi dall'amore di Dio sono in grado di cambiare le regole e la qualità delle relazioni e anche le strutture sociali: sono persone capaci di portare pace dove ci sono conflitti, di costruire e coltivare rapporti fraterni dove c'è odio, di cercare la giustizia dove domina lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Solo l'amore è capace di trasformare in modo radicale i rapporti che gli esseri umani intrattengono tra loro. Inserito in questa prospettiva, ciascun uomo di buona volontà può intravedere i vasti orizzonti della giustizia e dello sviluppo umano nella verità e nel bene.

5 L'amore ha davanti a sé un vasto lavoro al quale la Chiesa vuole contribuire anche con la sua dottrina sociale, che riguarda tutto l'uomo e si rivolge a tutti gli uomini. Tanti fratelli bisognosi attendono aiuto, tanti oppressi attendono giustizia, tanti disoccupati attendono lavoro, tanti popoli attendono rispetto: « E possibile che, nel nostro tempo, ci sia ancora chi muore di fame? chi resta condannato all'analfabetismo? chi manca delle cure mediche più elementari? chi non ha una casa in cui ripararsi? Lo scenario della povertà può allargarsi indefinitamente, se aggiungiamo alle vecchie le nuove povertà, che investono spesso anche gli ambienti e le categorie non prive di risorse economiche, ma esposte alla disperazione del non senso, all'insidia della droga, all'abbandono nell'età avanzata o nella malattia, all'emarginazione o alla discriminazione sociale. ... E come poi tenerci in disparte di fronte alle prospettive di un dissesto ecologico, che rende inospitali e nemiche dell'uomo vaste aree del pianeta? O rispetto ai problemi della pace, spesso minacciata con l'incubo di guerre catastrofiche? O di fronte al vilipendio dei diritti umani fondamentali di tante persone, specialmente dei bambini?».(4)

6 L'amore cristiano spinge alla denuncia, alla proposta e all'impegno di progettazione culturale e sociale, ad una fattiva operosità, che sprona tutti coloro che hanno sinceramente a cuore la sorte dell'uomo ad offrire il proprio contributo. L'umanità comprende sempre più chiaramente di essere legata da un unico destino che richiede una comune assunzione di responsabilità, ispirata da un umanesimo integrale e solidale: vede che questa unità di destino è spesso condizionata e perfino imposta dalla tecnica o dall'economia e avverte il bisogno di una maggiore consapevolezza morale, che orienti il cammino comune. Stupiti dalle molteplici innovazioni tecnologiche, gli uomini del nostro tempo desiderano fortemente che il progresso sia finalizzato al vero bene dell'umanità di oggi e di domani.

b) il significato del documento

7 Il cristiano sa di poter trovare nella dottrina sociale della Chiesa i principi di riflessione, i criteri di giudizio e le direttive di azione da cui partire per promuovere un umanesimo integrale e solidale. Diffondere tale dottrina costituisce, pertanto, un'autentica priorità pastorale, affinché le persone, da essa illuminate, si rendano capaci di interpretare la realtà di oggi e di cercare appropriata vie per l'azione: «L'insegnamento e la diffusione della dottrina sociale fanno parte della missione evangelizzatrice della Chiesa».(5)
In questa prospettiva è stata ritenuta assai utile la pubblicazione di un documento che illustrasse le linee fondamentali della dottrina sociale della Chiesa e la relazione esistente tra questa dottrina e la nuova evangelizzazione .(6) Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che lo ha elaborato e ne porta la piena responsabilità, si è avvalso per quest'opera di un'ampia consultazione, coinvolgendo i suoi Membri e Consultori, alcuni Dicasteri della Curia Romana, Conferenze Episcopali di vari Paesi, singoli Vescovi ed esperti nelle questioni trattate.

8 Questo documento intende presentare in maniera complessiva e sistematica, anche se in forma sintetica, l'insegnamento sociale, che è frutto della sapiente riflessione magisteriale ed espressione del costante impegno della Chiesa nella fedeltà alla Grazia della salvezza di Cristo e nell'amorevole sollecitudine per le sorti dell'umanità. Gli aspetti teologici, filosofici, morali, culturali e pastorali più rilevanti di tale insegnamento vengono qui organicamente richiamati in relazione alle questioni sociali. In questo modo viene testimoniata la fecondità dell'incontro tra il Vangelo e i problemi che l'uomo affronta nel suo cammino storico.
Nello studio del Compendio sarà bene tener presente che le citazioni dei testi del Magistero sono tratte da documenti di diversa autorità. A fianco dei documenti conelliari e delle encicliche, figurano anche discorsi dei Pontefici o documenti elaborati da Dicasteri della Santa Sede. Come è noto, ma sembra opportuno sottolinearlo, il lettore deve essere consapevole che si tratta di livelli diversi di insegnamento. Il documento, che si limita ad offrire un'esposizione delle linee fondamentali della dottrina sociale, lascia alle Conferenze Episcopali la responsabilità di fare le opportune applicazioni richieste dalle diverse situazioni locali.(7)

9 Il documento offre un quadro complessivo delle linee fondamentali del « corpus » dottrinale dell'insegnamento sociale cattolico. Tale quadro consente di affrontare adeguatamente le questioni sociali del nostro tempo, che richiedono di essere prese in considerazione con una visione d'insieme, perché si caratterizzano come questioni sempre più interconnesse, che si condizionano a vicenda e che riguardano sempre di più tutta la famiglia umana. L'esposizione dei principi della dottrina sociale intende suggerire un metodo organico nella ricerca di soluzioni ai problemi, affinché il discernimento, il giudizio e le scelte siano rispondenti alla realtà e la solidarietà e la speranza possano con efficacia incidere anche nelle complesse situazioni odierne. I principi, infatti, si richiamano e si illuminano l'un l'altro, in quanto esprimono l'antropologia cristiana,(8) frutto della Rivelazione dell'amore che Dio ha per la persona umana. Si tenga in debita considerazione, tuttavia, che il trascorrere del tempo e il mutare dei contesti sociali richiederanno costanti e aggiornate riflessioni sui diversi argomenti qui esposti, per interpretare i nuovi segni dei tempi.

10 Il documento si propone come uno strumento per il discernimento morale e pastorale dei complessi eventi che caratterizzano i nostri tempi; come una guida per ispirare, a livello individuale e collettivo, comportamenti e scelte tali da permettere di guardare al futuro con fiducia e speranza; come un sussidio per i fedeli sull'insegnamento della morale sociale. Ne può derivare un nuovo impegno capace di rispondere alle esigenze del nostro tempo e misurato sul bisogni e sulle risorse dell'uomo, ma soprattutto l'anelito a valorizzare in forme nuove la vocazione propria dei vari carismi ecclesiali in ordine all'evangelizzazione del sociale, perché « tutti i membri della Chiesa sono partecipi della sua dimensione secolare ».(9) Il testo viene proposto, infine, come motivo di dialogo con tutti coloro che desiderano sinceramente il bene dell'uomo.

11 I primi destinatari di questo documento sono i Vescovi, che troveranno le forme più adatte per la sua diffusione e la sua corretta interpretazione. Appartiene, infatti, al loro « munus docendi » insegnare che «nel piano di Dio Creatore le realtà terrene e le istituzioni umane sono finalizzate anche alla salvezza degli uomini e possono perciò contribuire non poco all'edificazione del Corpo di Cristo ». (10) I sacerdoti, i religiosi e le religiose e, in generale, i formatori vi troveranno una guida per il loro insegnamento e uno strumento di servizio pastorale. I fedeli laici, che cercano il Regno dei cieli «trattando e ordinando secondo Dio le cose temporali », (11)vi troveranno luce per il loro specifico impegno. Le comunità cristiane potranno utilizzare questo documento per analizzare obiettivamente le situazioni, chiarirle alla luce delle parole immutabili del Vangelo, attingere principi di riflessione, criteri di giudizio e orientamenti per l'azione.(12)

12 Questo documento è proposto anche ai fratelli delle altre Chiese e Comunità Ecclesiali, ai seguaci delle altre religioni, nonché a quanti, uomini e donne di buona volontà, si impegnano a servire il bene comune: vogliano accoglierlo come il frutto di un'esperienza umana universale, costellata da innumerevoli segni della presenza dello Spirito di Dio. là un tesoro di cose nuove e antiche (cfr. Mt 13,52), che la Chiesa vuole condividere, per ringraziare Dio, dal quale discende « ogni buon regalo e ogni dono perfetto » (Gc 1, 17). E un segno di speranza il fatto che oggi le religioni e le culture manifestano disponibilità al dialogo ed avvertono l'urgenza di unire i propri sforzi per favorire la giustizia, la fraternità, la pace e la crescita della persona umana.
La Chiesa Cattolica unisce in particolare il proprio impegno a quello profuso in campo sociale dalle altre Chiese e Comunità Ecclesiali, sia a livello di riflessione dottrinale sia a livello pratico. Insieme ad esse, la Chiesa Cattolica è convinta che dalla comune eredità degli insegnamenti sociali custoditi dalla tradizione viva del popolo di Dio derivino stimoli e orientamenti per una sempre più stretta collaborazione nella promozione della giustizia e della pace.(13)

e) Al servizio della piena verità dell'uomo

13 Questo documento è un atto di servizio della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo, ai quali essa offre il patrimonio della sua dottrina sociale, secondo quello stile di dialogo con cui Dio stesso, nel Suo Figlio unigenito fatto uomo, «parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,1 1; Gv 15,14-15) e vive fra essi (cfr. Bar 3,38) ». (14) Traendo ispirazione dalla Costituzione pastorale « Gaudium et spes », anche questo documento pone come cardine di tutta l'esposizione l'uomo, « quello integrale, con il corpo e l'anima, con il cuore e la coscienza, l'intelletto e la volontà».(15) Nella prospettiva delineata, la Chiesa «non è mossa da alcuna ambizione terrena, ma mira a una cosa sola: continuare cioè, sotto la guida dello Spirito Paraclito, l'opera di Cristo, che è venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verità, per salvare e non per giudicare, per servire e non per essere servito». (16).

14 Con il presente documento la Chiesa intende offrire un contributo di verità alla questione del posto dell'uomo nella natura e nella società, affrontata dalle civiltà e culture in cui si esprime la saggezza dell'umanità. Immergendo le loro radici in un passato spesso millenario, esse si manifestano nelle forme della religione, della filosofia e del genio poetico di ogni tempo e di ogni popolo, offrendo delle interpretazioni dell'universo e della convivenza umana e cercando di dare un senso all'esistenza e al mistero che l'avvolge. Chi sono lo? perché la presenza del dolore, del male, della morte, malgrado ogni progresso? a che cosa valgono tante conquiste se il loro prezzo è non di rado insopportabile? che cosa ci sarà dopo questa vita? Queste domande di fondo caratterizzano il percorso del vivere umano.(17) A questo riguardo, si può ricordare il monito « Conosci te stesso », scolpito sull'architrave del tempio di Delfi, che sta a testimoniare la verità basilare secondo cui l'uomo, chiamato a distinguersi tra tutti gli esseri creati, si qualifica come uomo appunto in quanto costitutivamente orientato a conoscere se stesso.

15 L'orientamento che si imprime all'esistenza, alla convivenza sociale e alla storia dipende, in gran parte, dalle risposte date agli interrogativi sul posto dell'uomo nella natura e nella società, alle quali il presente documento intende offrire il suo contributo. Il significato profondo dell'esistere umano, infatti, si rivela nella libera ricerca della verità capace di offrire indirizzo e pienezza alla vita, ricerca alla quale tali interrogativi sollecitano incessantemente l'intelligenza e la volontà dell'uomo. Essi esprimono la natura umana al livello più alto, perché coinvolgono la persona in una risposta che misura la profondità del suo impegno con la propria esistenza. Si tratta, inoltre, di interrogativi essenzialmente religiosi: « quando il perché delle cose viene indagato con integralità alla ricerca della risposta ultima e più esauriente, allora la ragione umana tocca il suo vertice e si apre alla religiosità. In effetti, la religiosità rappresenta l'espressione più elevata della persona umana, perché è il culmine della sua natura razionale. Essa sgorga dall'aspirazione profonda dell'uomo alla verità ed è alla base della ricerca libera e personale che egli compie del divino». (18).

16 Gli interrogativi radicali che accompagnano sin dagli inizi il cammino degli uomini acquistano, nel nostro tempo, pregnanza ancora maggiore, per la vastità delle sfide, la novità degli scenari, le scelte decisive che le attuali generazioni sono chiamate a compiere.
La prima delle sfide più grandi, di fronte alle quali l'umanità oggi si trova, è quella della verità stessa dell'essere-uomo. Il confine e la relazione tra natura, tecnica e morale sono questioni che interpellano decisamente la responsabilità personale e collettiva in ordine ai comportamenti da tenere rispetto a ciò che l'uomo è, a ciò che può fare e a ciò che deve essere. Una seconda sfida è posta dalla comprensione e dalla gestione del pluralismo e delle differenze a tutti i livelli: di pensiero, di opzione morale, di cultura, di adesione religiosa, di filosofia dello sviluppo umano e sociale. La terza sfida è la globalizzazione, che ha un significato più largo e più profondo di quello semplicemente economico, poiché nella storia si è aperta una nuova epoca, che riguarda il destino dell'umanità.

17 I discepoli di Gesù Cristo si sentono coinvolti da questi interrogativi, li portano anch'essi dentro il loro cuore e vogliono impegnarsi, insieme con tutti gli uomini, nella ricerca della verità e del senso dell'esistenza personale e sociale. A tale ricerca contribuiscono con la loro generosa testimonianza del dono che l'umanità ha ricevuto: Dio le ha rivolto la Sua Parola nel corso della storia, anzi Egli stesso vi è entrato per dialogare con essa e per rivelarle il Suo disegno di salvezza, di giustizia e di fraternità. Nel Suo Figlio, Gesù Cristo, divenuto uomo, Dio ci ha liberati dal peccato e ha indicato la via lungo la quale camminare e la meta verso cui tendere.

d) Nel segno della solidarietà, del rispetto e dell'amore

18 La Chiesa cammina insieme a tutta l'umanità lungo le strade della storia. Essa vive nel mondo e, pur non essendo del mondo (cfr. Gv 17, 14-16), è chiamata a servirlo seguendo la propria intima vocazione. Un simile atteggiamento - riscontrabile anche nel presente documento - è sostenuto dalla profonda convinzione che è importante per il mondo riconoscere la Chiesa quale realtà e fermento della storia, così come per la Chiesa non ignorare quanto essa abbia ricevuto dalla storia e dall'evoluzione del genere umano.(19) Il Concilio Vaticano Il ha voluto dare un'eloquente dimostrazione della solidarietà, del rispetto e dell'amore nei riguardi della famiglia umana, instaurando con essa un dialogo su tanti problemi, «portando la luce che trae dal Vangelo e mettendo a disposizione del genere umano le energie di salvezza che la Chiesa, sotto la guida dello Spirito Santo, riceve dal suo Fondatore. Si tratta di salvare la persona dell'uomo e di edificare la società umana ». (20)

19 La Chiesa, segno nella storia dell'amore di Dio per gli uomini e della vocazione dell'intero genere umano all'unità nella figliolanza dell'unico Padre,(21) anche con questo documento sulla sua dottrina sociale intende proporre a tutti gli uomini un umanesimo all'altezza del disegno d'amore di Dio sulla storia, un umanesimo integrale e solidale, capace di animare un nuovo ordine sociale, economico e politico, fondato sulla dignità e sulla libertà di ogni persona umana, da attuare nella pace, nella giustizia e nella solidarietà. Tale umanesimo può essere realizzato se i singoli uomini e donne e le loro comunità sapranno coltivare le virtù morali e sociali in se stessi e diffonderle nella società, « cosicché vi siano davvero uomini nuovi e artefici di una nuova umanità, con il necessario aiuto della grazia divina ».(22)

NOTE