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P. GIOSUÈ BONZI DA HONG KONG

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Foto di gruppo all'apertura ufficiale della Splendor Casa-Famiglia.

Il vescovo di Hong Kong, Mons. Joseph Zen, benedice la nuova Casa-Famiglia.

Mons. Joseph Zen insieme a P. Giosuè Bonzi.

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"Splendor", la terza Casa-famiglia della Fu Hong Society,
è benedetta e ufficialmente aperta

Hong Kong, Marzo 2003

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Famigliari, parenti e amici tutti carissimi,
è meglio rischiare di ripetersi dovendo dire, con verità, che stiamo bene, piuttosto che rompere la routine per dover dichiarare che qualcuno non sta bene... Del resto anch’io son lieto di ripetere che proseguo bene!

Allego qui il ‘pezzo’ mensile che invio a Mondo e Missione ed alcune foto dell’apertura ufficiale della Splendor Casa-famiglia: i due fratelli con handicap di cui parlo, è facile riconoscerli in quello che siede accanto a me in prima fila (Poon-Fung) e quello che sta in braccio alla sorella con handicap leggero all’estrema destra della foto (Wai-Chiu [pronuncia Ciu, all’italiana]).

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Qui al Sud della Cina questo è il periodo in cui il tempo atmosferico è quanto mai variabile e imprevedibile: il Monsone invernale o l’improvviso arrivo di aria umida dall’oceano fanno cambiare il tempo dal bello al brutto, dal caldo al freddo o viceversa, nel giro di poche ore. Dopo le foschie e le pioggerelle dei giorni precedenti, è quindi stato un dono gradito la giornata di sole splendido del 27 febbraio scorso, in cui abbiamo tenuto la cerimonia di apertura ufficiale e di benedizione della Splendor Casa-famiglia. Non poteva andare meglio! Un centinaio di partecipanti hanno affollato l’appartamento situato al pian terreno di una delle tante costruzioni di 22 piani del complesso di case popolari chiamato "Shun Tin Estate", Kowloon. Tra gli ospiti d’onore il vescovo di HK, mons. Joseph Zen che ha benedetto la casa, intrattenendosi con molta naturellezza e affabilità con i nostri amici portatori di handicap, nonostante l’incessante assedio dei troppi giornalisti e reporters nei suoi riguardi, il ministro delle Case e della Pianificazione, Michael Suen, la signora Lui Liang, madre di una portatrice di handicap mentale e direttrice di un fondo caritativo che ha fatto una cospicua donazione per le spese di ristrutturazione dell’appartamento. Presenti pure il superiore regionale, P. Doimo, diversi padri del PIME e alcuni sacerdoti delle parrocchie circostanti.

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La presenza più significativa è comunque quella dei sei portatori di handicap della Splendor e degli altri 14 della Concordia e dell’Encounter casa-famiglia, venuti a festeggiare i loro fratelli e sorelle della nuova famiglia. E’ interessante osservare che il nome, Splendor, è collegato al nome di A-Ming (ming = chiaro,splendente), una delle residenti dell’Encounter, la più debole fisicamente a causa di una grave malformazione cardiaca, ma la più forte per simpatia ed alleggrezza, morta due anni fa.

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Mi limito a presentarvi due dei tre fratelli e delle tre sorelle con handicap della nuova casa-famiglia, Wai-Chiu e Poon-Fung.

-  Wai-Chiu, 42 anni, poco più di 70 cm di statura, con handicap mentale grave, è davvero il più "piccolo" non solo della Splendor, ma fra tutti i 1800 portatori di handicap della Fu Hong Society. E’ orfano da tanti anni e non ha nessun famigliare. Prima di entrare nella nuova casa famiglia è stato a lungo in un ostello di 70 posti della FHS, dove si è fatto una schiera di amici che, dopo le tante festicciole d’addio prima della partenza dal suo vecchio centro residenziale, ora lo vengono a trovare nella sua nuova casa. E’ subito diventato il beniamino della sua nuova residenza e dei numerosi visitatori e volontari. Si è ambientato in fretta e la sua gioia semplice e genuina traspare in modo evidente dai suoi gesti, dalle brevi battute e dai suoi canti, un po’ come la cara A-Ming.

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-  Poon-Fung, 36 anni, è di statura media e dalla presenza abbastanza normale; è anch’egli portatore di disabilità mentale in forma grave ed ha problemi di incontinenza e di socializzazione. Il padre si è preso amorevolmente cura di lui in casa, anche dopo la scomparsa della consorte, fino al limite delle proprie risorse ed energie. Poi, ormai molto anziano, ha dovuto fare appello al Social Welfare Departement del governo che lo ha indirizzato a me, perchè lo accogliessi nella nuova casa famiglia. Mentre ancora erano in corso i lavori di ristrutturazione della casa, prima che entrasse in funzione, è stato ammesso in un centro di addestramento e residenziale della FHS, in particolare per curare i suoi problemi di incontinenza, ma ha fatto molta fatica ad adattarsi a vivere fuori casa per la prima volta in vita sua e, di fatto, non si è mai adattato. Sembrava impossibile per le nostre House-mothers poterlo trattenere a lungo nella casa-famiglia. Ma la loro amorevole costanza e pazienza hanno operato il miracolo: ora Poon-Fung si è abituato ai ritmi della vita della nuova famiglia, compresi quelli delle frequenze al bagno per i suoi bisogni naturali, di giorno e di notte, ed ha cominciato a socializzare, aprendo il suo bel volto timido a più frequenti sorrisi, comunicando verbalmente in modo chiaro e scherzando e gioiendo con i suoi nuovi fratelli e sorelle e anche con gli estranei che vengono in casa. La sua felicità e, in particolare, quella del suo babbo il giorno dell’apertura ufficiale della casa-famiglia, sono il regalo più gradito, ancor più della bella e splendente giornata di sole primaverile.

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A tutti voi, un abbraccio e un augurio con tanto affetto e forte ricordo nel Signore!

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P.Giosuè Bonzi.