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P. GIOSUÈ BONZI DA HONG KONG |
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Incontro a Colui che viene... |
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ENCOUNTER Casa-Famiglia, Hong Kong, Natale 2006 |
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| Famigliari, confratelli e amici carissimi, | ||
| nel rimettermi a scrivere dalla casa dell’Incontro, dopo otto mesi, cioè dalla S. Pasqua, mi viene spontaneo pensare al nuovo "incontro" che ci prepariamo a celebrare in questi giorni d’Avvento, nell’attesa del S. Natale, il 67.mo della mia esistenza e il decimo qui all’Encounter... | ||
| Sono grato al Signore che, entro i limiti delle mie condizioni, mi conserva in salute e che, pur nelle immancabili prove, fa procedere in modo positivo le varie attività della mia missione qui in Cina. Spero altrettanto bene di tutti voi. | ||
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| Hong Kong (HK) sta integrandosi nella madrepatria cinese, in modo progressivo ma sempre più avvertibile ogni giorno. | ||
| Ognuno di noi, camminando sulla strada della vita, vive quest’incontro in luoghi, situazioni, persone e popoli diversi. La realtà spirituale che condividiamo è però fondamentalmente la stessa. Ci è dato di fare un incontro sempre nuovo e sempre diverso con Colui che viene, e che si fa presente nel prossimo che siamo chiamati ad accogliere e ad amare concretamente. | ||
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| In maggio e giugno ho potuto trascorrere alcune settimane a San Giovanni Bianco, nell’appartamento attiguo al piccolo Albergo Aia, nostra "casa natale", in compagnia di mia sorella Nilla che da tutta la vita era abituata ad accogliere tutti e a servirli, da attivissima "Marta" e regina della casa. Ora invece, a causa di un’improvvisa trombosi cerebrale, è costretta a farsi ricordare le cose, a farsi orientare e guidare, a farsi assistere nel preparare il cibo e a sistemare la tavola, proprio ciò di cui gelosamente serbava per sé un ruolo esclusivo. Per me si è rivelato come un tempo di "incontro", spiritualmente molto bello e arricchente, un vero "Kairós", tempo di grazia! | ||
| Nello stesso periodo ho potuto godere dell’affetto e della viva solidarietà, specie nei confronti di Nilla, da parte dell’altra mia sorella maggiore e dei tre fratelli, dei nipoti, in particolare i figli del fratello maggiore Aronne, dei cugini Margherita e Mosè e di tanti parenti e amici, del parroco Don Luigi e degli altri sacerdoti della parrocchia nativa che, tra l’altro, hanno voluto ricordare e celebrare, nella radiosa e indimenticabile festa del "Corpus Domini", assieme al 25.mo di Don Luigi anche il mio 40.mo anniversario di sacerdozio. In paese gli "incontri" sono stati tanti, sia quelli organizzati, per esempio con il Gruppo Missionario, il gruppo dei Coscritti del 1940, la comunità delle Suore contemplative di Zogno, sia quelli quotidiani in chiesa e per la strada, in cui è stata manifestata da tante persone una fraternità davvero bella e commovente. | ||
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| Pure toccanti sono stati gli incontri con i miei compagni del seminario diocesano di Bergamo dove ho studiato per nove anni, dalla prima media fino all’anno propedeutico alla teologia; poi con cinque dei miei compagni di ordinazione del PIME, provenienti dalle missioni del Brasile, Filippine, Thailandia e Hong Kong - Cina (ben tre di noi, anche se due al momento operano in Italia), in una intima concelebrazione nel santuario della Madonna del Bosco con visita alla vicina casa della Grugana, dove ci trovammo per la prima volta nel 1961 per l’anno di formazione, arrivando al PIME da diversi seminari diocesani; con le Missionarie Laiche di Busto Arsizio, assieme agli amici dell’ "Associazione Christian" che da anni sostengono con generosità il progetto Casa Famiglia per i portatori di handicap mentale; con gli amici disabili e loro assistenti del Don Orione di Milano, animati da Emanuela Ferrari dell’ "Ordo Viriginum" della diocesi ambrosiana; con i confratelli del PIME nelle case di Rancio di Lecco, di Sotto il Monte e di Milano, compreso il Centro Missionario e l’ufficio progetti che si è impegnato, con successo, a dare un aiuto all’attività della Casa Famiglia. A Milano ho pure incontrato il fiorentino Stefano Paoli, che poi è venuto a HK per tre mesi a fare esperienza come volontario in condivisione con i membri con handicap delle case-famiglia, facendosi volere bene e godendo della loro accattivante amicizia. | ||
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| Nel contesto dei numerosi incontri con i miei famigliari, tra cui conto 28 pronipoti (entro tre mesi è in arrivo il 29.mo) che ho potuto vedere quasi tutti, meno i due che abitano in provincia di Pisa, è stato con gioia particolare che ho preso in braccio la mia prima "pro-pronipotina" Lisa, figlia della prima figlia del figlio della mia prima sorella Rina. Abitano in provincia di Biella dove ho pure incontrato Don Carlo, che nel bel santuario di Oropa ci sostiene spiritualmente e da cui parte una o due volte all’anno per visitarci qui in Cina, in duratura amicizia, dopo aver compartecipato alla missione nei tre anni precedenti il ritorno di HK sotto la sovranità cinese. | ||
| Diano Marina, dove abitano mio fratello Gigi e i famigliari di mia sorella defunta Angela, è da anni il primo e l’ultimo punto d’incontro delle mie visite in Italia e, grazie al programma "Skype "che Gigi sa usare al computer, è anche la base di scambi quotidiani di notizie a oltre 10.000 Km. di distanza in video-telefono gratuito, seduti uno di fronte all’altro nella stessa stanza dove si fondono in unità due ambienti, quello italiano di Gigi e consorte Vichi e quello cinese dell’Encounter casa-famiglia. I componenti delle due famiglie e di quanti le frequentano hanno imparato a riconoscersi a vicenda e a scambiarsi calorosamente brevi parole di saluto, sforzandosi di pronunciarle nella lingua degli ospiti; i membri con handicap dell’Encounter sono tra i più forti in questo. Tecnologia moderna a vantaggio della fratellanza universale! | ||
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| L’incontro più frequente per me, come sapete, è quello con la gente di HK e in particolare con i portatori di disabilità e quanti si interessano di loro. Avviene giorno e notte qui dove abito abitualmente, ma in tanti contesti diversi e in varie località di HK mentre svolgo attività pastorali, sociali ed educative al servizio della diocesi, della Fu-Hong Society (FHS) e delle Comunità di Fede e Luce. Almeno una volta al mese sono presente anche nella regione ad amministrazione speciale di Macao, dove partecipo alle riunioni della locale FHS, che oltre ai due centri per l’avviamento al lavoro e addestramento di portatori di handicap in età adulta, sta per iniziare un servizio per il reinserimento nella comunità di ex-malati psichici. | ||
| Vorrei porre l’accento sul fatto che un numero crescente di persone viene a contatto con questi fratelli portatori di piccolezza e di impotenza, in gradi e forme differenti. Queste persone fanno un incontro con loro, nella propria vita cominciano ad avvertire più efficacemente la loro presenza, crescendo in capacità di condivisione, e questo "incontro" li trasforma e fa crescere in loro l’esperienza di una soddisfazione e di un arricchimento umano e spirituale nuovi. Il fatto di vedere in modo più palese i frutti dell’azione dello Spirito del Signore nei cristiani e non cristiani attorno a noi è fonte di incoraggiamento forte nell’espletamento della missione. | ||
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| Le tre famiglie del progetto Casa Famiglia a HK sono certamente al centro della mia attenzione. Con i collaboratori si stanno portando avanti molte attività di reclutamento e formazione delle "mamme", "fratelli maggiori" e "amici regolari", mettendo soprattutto a fuoco la spiritualità, per migliorare le motivazioni di fondo in tutti, credenti e anche non credenti in Cristo. Prosegue l’ "iter" burocratico per la registrazione della "Agape Society" che si sta fondando per la gestione di attività non sovvenzionate dal governo, come il progetto Casa Famiglia, ed eventuali altri servizi del genere. Per quanto riguarda la creazione di nuove case-famiglia, abbiamo l’occhio su alcuni locali e siamo in trattativa con i proprietari. Nel frattempo cresce in modo incoraggiante, grazie anche alla vostra generosità, il fondo che permetterà di supplementare la retta che i membri con handicap delle nuove famiglie contribuiranno al punto da renderle autosufficienti. | ||
| Quasi ogni settimana qui all’Encounter accogliamo a cena, tra gli altri visitatori, alcuni sacerdoti e suore provenienti dalla Cina continentale, che la diocesi di HK accompagna in pochi giorni di introduzione della vita e attività della chiesa locale. Da Macao, dalla Cina e da Taiwan sono frequenti i gruppi di persone interessate ai portatori di handicap che vengono a studiare i programmi e i servizi della FHS. A volte alcuni operatori vengono collocati in nostre unità di servizio per un periodo di apprendimento. Questi scambi spesso vengono continuati, come stiamo facendo con l’organismo non governativo Huiling a Canton, con l’invio sul posto di alcuni nostri esperti per un periodo di consulenza su aspetti pratici di conduzione "manageriale" e di programmi di riabilitazione. | ||
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| In queste attività di scambi di programmi, nei mesi scorsi sono stato due volte a Pechino e a Canton, e inoltre a Shanghai e a Qingdao. In quest’ultima città e zona ad "economia speciale" (come quella di Shenzhen al confine di HK), dopo aver "scambiato" con la federazione dei disabili del governo locale, ho fatto visita alla cattedrale cattolica di S. Tommaso e incontrato il vescovo Giuseppe Li, che mi ha spiegato per filo e per segno il progetto di sviluppo di un terreno della diocesi per servizi a favore di anziani, disabili e bambini orfani, avvalendosi dell’aiuto temporaneo e per pochi mesi all’anno di quattro suore Missionarie della Carità di Madre Teresa, come consulenti nella programmazione e nella conduzione. Potete immaginare la mia sorpresa nel sentire questi dettagli tanto diversi da quello che la superiora generale Sr. Nirmala mi aveva illustrato lo scorso anno, quando mi aveva chiesto l’aiuto per una veloce formazione pratica di due mesi nelle case e centri della FHS delle quattro suore in partenza entro ottobre 2005 per la missione cinese di Qingdao, conoscendo bene le suore che incontro ogni lunedì mattina e sapendo che non solo non sono in grado di fare da consulenti, ma che questo esula dal loro schema di servizio! Il buon vescovo mi ha spiegato che l’accoglienza breve e temporanea delle suore era abbinata a un sostanzioso aiuto finanziario da parte di un cattolico americano che accompagnava Sr. Nirmala nella visita in Cina, e che il progetto aveva ottenuto il benestare delle autorità di Qingdao. Da qui era partito il "can can" delle notizie sensazionali, diffuse da alcuni "media" locali, amplificate da agenzie occidentali, sull’arrivo in Cina delle Missionarie della Carità, con la facoltà di indossare la loro tipica divisa di stile indiano. Le autorità provinciali dell’ufficio degli affari religiosi dello Shandong in verità, mi spiegava il vescovo Li, avevano subito rifiutato di dare il loro benestare, per la mancanza di una legislazione che regoli questo tipo di presenza di religiosi stranieri in Cina oggi. E tutto è rimasto bloccato subito in partenza. Le buone suore nel frattempo avevano continuato a sperare in uno sblocco propiziato dalla riapertura delle trattative tra Pechino e la Santa Sede, andando a praticare il cinese mandarino a Taiwan. Poi andarono per un ritiro spirituale a Macao. Infine poco tempo fa tornarono a HK, e la loro capogruppo mi informò che il gruppo era sciolto e che le suore erano state ridestinate a Calcutta. | ||
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| Rimango sempre più convinto che le cose nella Cina di oggi, specie a riguardo della religione e dei diritti umani, siano sempre estremamente complesse e che la pretesa di forzare le situazioni dall’esterno da parte di chiunque, specie gruppi e movimenti religiosi e agenzie di stampa, serva solo a complicare e a bloccare ogni buon cambiamento. La vera speranza viene dalle risorse interne, influenzate certo dal processo graduale e di "osmosi" di tanti fattori anche esterni, ma estremamente discreti e rispettosi del protagonismo interno, e dalla verità che i cambiamenti profondi e duraturi sono opera dello Spirito che agisce nei cuori e nelle menti dei Cinesi. In questo senso ci sono tanti e veri motivi di speranza. | ||
| Per esempio, nei recenti viaggi a Pechino e a Canton, l’ultimo in compagnia dell’amico Roberto, direttore dell’OTAF del Canton Ticino per l’assistenza di fanciulli e adulti invalidi, è stato molto incoraggiante l’incontro con decine di suore di varie diocesi cinesi collocate "ad-tempus" nelle case-famiglia e centri del Huiling, a fare esperienza con i disabili per allargare e affinare le proprie capacità di incidere nell’azione pastorale e sociale delle comunità cattoliche disseminate nell’immensa Cina. Per quanto riguarda il Huiling, che conta la presenza del mio confratello P. Fernando Cagnin da oltre dieci anni e più recentemente anche quella del confratello più anziano P. Mario Marazzi, sono lieto di allegare qui un suo messaggio che gentilmente ha partecipato a me, autorizzandomi a parteciparlo pure a voi… | ||
| Si tratta di continuare a favorire pazientemente in tutti i modi l’incontro dei cuori e delle menti con Colui che viene a illuminare e a liberare! | ||
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| Assieme a tutti gli amici di qua, specie quelli più vicini al Bambino del Presepio, auguro a ciascuno di voi un Natale di grande Gioia e Serenità celesti, nella concretezza della realtà di ogni giorno. | ||
| Buon Natale! E Felice Anno Nuovo! Sono felice di tradurvi gli auguri appena ricevuti in una lunga lettera di Jean Vanier, fondatore delle Comunità dell’Arca e di quelle di Fede e Luce: "Che Dio rinasca nei nostri cuori. Che il nostro amore continui a germogliare e le nostre vite a rivelare la Sua presenza". | ||
| Un forte e fraterno abbraccio! | ||
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Aff.mo vostro |
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P. Giosuè Bonzi |
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