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 P. GIOSUÈ BONZI DA HONG KONG

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FHS – ENCOUNTER Casa Famiglia, Hong Kong S.A.R., S. NATALE 2002

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Portone di accesso al cortile della Chiesa, dove la comunità accoglie bambini disabili e abbandonati.

Suora che accoglie i bimbi abbandonati, con un piccolo affetto da sofferenza cardiaca.

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Famigliari, confratelli e amici carissimi,

Il desiderio forte e sincero di farvi partecipi con più frequenza e tempestività delle vicende della mia missione in quest’angolino davvero speciale (S.A.R. = Special Administrative Region) della Cina deve purtroppo fare i conti con le tante circostanze impreviste di ogni giorno e con i miei ben noti limiti. Così son passati diversi mesi e solo ora, alla vigilia di Natale, vi mando questa ‘comunicazione’.

Come sapete, da fine agosto al primo di novembre, ho goduto - nonostante gli immancabili disagi – di una serie di viaggi, esperienze ed incontri molto arricchenti: ne sono grato al Signore e anche a voi che non solo mi avete accompagnato con la preghiera, ma che in tanti mi avete accolto di persona. Sono volato con una compagnia araba, facendo scalo (molte ore di veglia circondato da tanti mussulmani) all’andata e al ritorno nel Golfo Persico, a poca distanza dall’Iraq, sbarcando e ripartendo da Nizza e percorrendo in Italia oltre 5000 Km in auto, a bordo di prodotti FIAT (Nuova 500 e Punto) che ho valorizzato al meglio, trovandomi assai bene (la crisi dell’azienda non e’ colpa mia…), grazie alla generosità di mio fratello Gigi e di Lucia Gozzi del Gruppo Missionario di S.Giovanni Bianco tuttora in Rwanda come volontaria. Non posso nominare tutte le persone incontrate e mi limito a ricordare le località a cui voi siete collegati: Diano Marina, Loano, Milano (fam. Leone, Monica, PIME, mons. Manganini, Ist.Don Orione ed Emanuela), il mio paese natale e vari posti della Val Brembana, di Bergamo e provincia, Vallemosso, Bulliana di Trivero, Biella e Oropa (don Carlo), Travedona di Monate (mio fratello Aronne), Busto Arsizio (PIME, Missionarie Laiche, Emma e volontari), Gallarate (Pozzi) e Vanzaghello (Ida e Claudio Tapella), Cortina d’Ampezzo e Santuario di Maria Luggau in Austria (famiglia Luisa e Primo Alverà), Roma (PIME e Rosetta Numeroso), Vaticano (don Bruno Forte), Rocca di Papa-Mondo Migliore (Jean Vanier, Marie Helene e oltre 200 delegati delle Comunità di Fede e Luce da 75 nazioni del mondo), Castel Gandolfo (Giovanni Paolo II in udienza speciale ai delegati di Fede e Luce), Cagliari (P. Franco Belfiori e comunità dei Gesuiti), Rancio di Lecco e Sotto il Monte (PIME).

Ovviamente intensi gli incontri con le mie sorelle Nilla e Gesuina (per Rina e Angela ho pregato sulle loro tombe, ma di loro ho potuto godere la bella vitalità dei figli e delle loro famiglie) e con i miei fratelli Aronne, Leone e Gigi; toccante l’ammucchiata di nipoti e pronipoti (14 + 26), in gran parte radunati nella "casa madre" a S.Giov.Bianco l’ultimo sabato della mia permanenza in Italia. Pure intensi e belli gli incontri, ripetuti, con il parroco don Giuseppe, sacerdoti e suore, coscritti e gruppo missionario del mio paese e con le Suore di Clausura di Zogno.

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Dopo meno di tre giorni dal mio rientro in missione, sono ripartito per Shanghai, proseguendo per Pechino, accompagnato da genitori dei portatori di handicap mentale e da membri dello staff della Fu Hong Society, in qualità di responsabile dello scambio di programmi intesi a promuovere attenzione, assistenza e sviluppo di servizi a favore delle persone con handicap mentale e di quelle dimesse dagli ospedali psichiatrici e in fase di reinserimento nella comunità. Anche qui le esperienze sono state fortissime e così numerose e ricche che mi è difficile descriverle.

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Mi soffermo solamente su una, la quale mi offre lo spunto per formulare un pensiero e un augurio per il Santo Natale.

Nel cuore della grande Cina ho rivisitato una comunità cattolica, in aperta campagna, dove si rimane estasiati a contemplare il grande "cuore" della Chiesa, tanto povera di mezzi materiali e tanto ricca di testimonianze dell’Amore più Grande. La maggioranza della popolazione del villaggio è cattolica. I fedeli contribuiscono regolarmente con i prodotti del loro lavoro di contadini e sostengono l’attività di accoglienza e cura che un gruppo di suore e volontarie, dirette ed appoggiate dal vescovo e dai sacerdoti, svolge a favore di bambini con varie forme di disabilità, in gran parte abbandonati. Il giorno della mia visita, al mattino presto, come già successo tante volte, in un angolo del portone di accesso al cortile della chiesa (vedi foto allegata) un fedele ha scorto un fagottino di cotone imbottito: dentro c’era un bimbo. Ha subito chiamato le suore che lo hanno raccolto e notato come versasse in gravi condizioni a causa di cattiva funzionalità cardiaca. Il vescovo provvide a battezzarlo. La seconda foto qui allegata lo ritrae nella sua culla, col volto cianotico e sofferente, sorretto dalla suora che mi diceva che non sarebbe sopravvissuto a lungo, purtroppo. Poco fa ho telefonato a quella suora, per porgere gli auguri natalizi a lei e a tutta la comunità attorno a lei, e mi ha informato che il piccolo era volato in cielo dieci giorni dopo quel freddo mattino di fine ottobre.

Il tenerissimo piccolo cuore ha ceduto in fretta, ma la sua fuggevole comparsa su questo pianeta, attraversato da segni contrastanti di luce e di tenebre, di amore e di odio, di pace e di violenza, di solidarietà e di indifferenza, di cura e di abbandono… , ha innescato ancora una volta la fiamma che il Bimbo divino del Presepe è venuto a far divampare per la salvezza del mondo.

Che questo Natale ci faccia esperimentare sempre più vivamente il calore e la gioia di essere presi dentro questo evento di Amore, di Evangelizzazione e di Salvezza. Auguri! Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

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Aff.mo vostro P. Giosuè Bonzi.