«HAI ANCORA ME…»

Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse:

Una donna, ancora giovane,
precipitò in una terribile depressione.
Giorno dopo giorno, cominciò a rifiutarsi di uscire di casa;
alzarsi da letto divenne per lei una sorta di sofferenza sfibrante
e mangiare una penitenza.
La luce del giorno le pareva fastidiosa.
Le finestre restavano chiuse e le tapparelle abbassate.
I pensieri più neri le turbinavano in testa
e spesso invocava la morte come una sorta di liberazione.
Il marito, che l'amava teneramente,
la circondava di affetto e di attenzioni,
sempre più preoccupato e addolorato.
La convinse a farsi visitare
dai più accreditati neurologi e psichiatri di mezzo mondo.
Gli esimi professori ordinavano medicine
e sedute di analisi, crociere, vacanze.
Provarono tutto, senza alcun esito.
La donna sprofondava sempre più
nel suo universo di tetraggine e malinconia.
Eppure, il marito la guarì...
Con il suo semplice e disarmato amore,
e tre piccolissime parole.
Un mattino, le si avvicinò,
la guardò con le lacrime agli occhi e disse:
«Hai ancora me!».

Quando nella vita tutto sembra andare male
e le lacrime prendono il posto del sorriso,
Dio si avvicina e ti sussurra in un orecchio: «Hai ancora me!»…