LA PIETRA FILOSOFALE…

"Anche tu puoi fermarti a riflettere: magari ciò che cerchi è già lì, vicino a te!'...

Il Gufo nei suoi pensieri notturni disse:

C'era una volta un alchimista,
che aveva dedicato la sua vita alla ricerca della pietra filosofale:
la rara pietra che aveva il potere di trasformare in oro gli oggetti di ferro.
«Proverò tutte le pietre della terra, una dopo l'altra.
Troverò certamente la pietra filosofale!», pensava.
In principio, sembrava una cosa semplice.
L'alchimista si era cinto i fianchi con una catena di ferro,
e aveva cominciato a toccarla con tutte le pietre che trovava.
Camminava e camminava e, appena vedeva una pietra,
la prendeva e con essa toccava la sua catena.
Quel gesto era diventato tutta la sua vita.
Passarono gli anni e l'alchimista,
con i capelli arruffati, coperti di polvere,
il corpo ridotto a un'ombra,
le labbra serrate come le porte chiuse del suo cuore,
continuava a vagare in cerca della pietra magica.
Tutti ormai lo credevano pazzo.
Un giorno, un ragazzo del villaggio si avvicinò e gli chiese:
«Dimmi, dove hai trovato questa catena d'oro che ti cinge la vita?».
L'alchimista trasalì:
la catena, che una volta era di ferro,
era proprio diventata d'oro e splendeva alla sua cintura!
 Non era un sogno,
ma quando era avvenuto questo mutamento?
Si colpì con violenza la fronte:
dove, oh dove, senza saperlo, aveva raggiunto la sua meta?
In quale momento, in quale situazione era riuscito nel suo intento?
Si era ormai troppo abituato a raccogliere pietre
e toccare con esse la catena, e poi gettarle via,
senza guardare se la "trasformazione" era avvenuta.
Così il povero alchimista aveva trovato la pietra filosofale,
e l'aveva perduta.
Il sole calava a occidente, il cielo era d'oro,
e l'alchimista tornò sui suoi passi per cercare di nuovo.
Ma ora il suo corpo era più curvo e privo di forze,
e il suo cuore non era mai stato così stanco...

«Solo adesso che sto morendo
mi accorgo di essere a mani vuote...
Ho vissuto senza vivere... Ho pensato solo a me!
Ma perché certe cose si capiscono
solo quando non c'è più tempo per farle?».