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Antiochia, 31 maggio 2003

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Ciao carissimo p. Achille,
(e un saluto caro anche a quanti con te lavorano per le missioni, Elena in primis), anch'io ti ringrazio per la vicinanza e la comunione che mi dimostri.
Mi scuso se solo ora ti rispondo, ma fino a qualche giorno fa noi qui abbiamo avuto problemi di computer (in seguito al terremoto in Algeria sono andati in tilt vari nodi Internet che servono il Medio Oriente e così siamo rimasti anche noi "tagliati fuori" dal mondo)!
Inoltre due settimane fa sono venuta di volata in Italia per stare con la mia famiglia (sia per la morte di mia nonna, alla quale ero molto affezionata, sia per la nascita della seconda figlia di mia sorella a cui
sono molto legata, e quindi è stata una grande occasione di riprendere
direttamente i legami con gli affetti più cari) e questo, come tu ben sai, richiede una buona capacità elastica di vivere con intensità e qui e là!
Ora sono comunque serena e le attività proseguono, anche se, come leggerai nell'allegato che sto inviando un po'a tutti, quest'estate sarà un po' "magra"!
Mi permetto di allegarti questa lettera-articolo che sto inviando ad amici e conoscenti, per chiedere anche un contributo economico in questo periodo in cui davvero c'è bisogno di aiutare tante famiglie. E' un modo prima di tutto per metterti al corrente di quanto si sta vivendo qua e poi vedi tu se puoi diffonderlo attraverso i tuoi canali per darci una mano!
Un forte abbraccio anche alla tua mamma e a presto!
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Mariagrazia

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UN APPELLO ALLA GENEROSITÀ

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La guerra in Iraq sembra finita da un pezzo, già dimenticata dai più comuni mezzi di comunicazione.

Ma chi ha realmente vinto? Chi ha perso? Cosa è successo e cosa sta succedendo in quella terra brutalmente ferita e saccheggiata? E nei suoi "dintorni"?

Quante sono le persone che conoscono i tragici effetti collaterali che stanno incidendo sulla vita di milioni di persone in tutto il Medio Oriente, mietendo le sue vittime con una mostruosa crisi economica, che taglia le gambe alla speranza e al futuro di innumerevoli popoli di qualunque credo religioso?

Anche la Turchia, che con il suo coraggioso "no" agli Stati Uniti non è stata coinvolta direttamente nella guerra, ne sta subendo gravi conseguenze a livello economico.

Non solo il suo "no" gli è costato il vedersi sfumare 16 miliardi di dollari promessi dagli americani in aiuti e prestiti qualora fosse entrata nel conflitto o almeno avesse assicurato e sostenuto il passaggio degli americani sul suo territorio, ma ora sta subendo un nuovo tracollo economico per la mancanza di turisti.

Conseguenze tangibili ovunque in una Turchia che vive di turismo, soprattutto estivo, sia esso culturale, religioso o di semplice relax.

La paura ha spinto i più ad annullare soggiorni e voli.

Così, per esempio, l’unico hotel a quattro stelle di Antiochia, nel giro di una decina di giorni si è visto annullare ben 130 gruppi previsti per la primavera… e cosa sarà per l’estate?

Le conseguenze per chi qui vi abita sono inimmaginabili e ovviamente chi soccombe per primo è il ceto più basso della popolazione: contadini, piccoli commercianti, autisti, camerieri, artigiani, guide turistiche, gestori di locande… tutto un mondo sommesso che ruota intorno al grande turismo e che un giorno con l’altro si vede perdere il proprio lavoro e la speranza di una pur già misera entrata economica.

E il crollo di questa economia già debole è sotto gli occhi di tutti.

Le automobili rimangono parcheggiate ai margini delle strade: la benzina si è fatta sempre più costosa e ben pochi sono coloro che si possono permettere il lusso di spostarsi con il proprio mezzo privato.

Le famiglie limitano al massimo ogni genere di spese e quelle residenti in città contano sull’aiuto dei parenti rimasti al villaggio, i quali fanno loro avere pane cotto nei forni domestici, frutta e verdura dei loro orti, olio e sapone prodotto in casa.

Quasi tutte le famiglie, poi, hanno almeno un parente all’estero, per lo più in Germania, che ogni tanto riesce a spedire qualche risparmio per le spese più urgenti, soprattutto per la salute e la scuola dei bambini, impedendo almeno per un po’ che i loro familiari rimasti in Turchia sprofondino ancor più nel baratro dei debiti.

Così con questa economia di sussistenza la gente vive perennemente in una situazione di emergenza.

Realmente tanti sono i bisogni dei bambini e delle famiglie in difficoltà.

Noi come Chiesa locale non possiamo stare a guardare. E così, alla spicciolata, per la nostra comunità, per i nostri vicini, e per tante famiglie di cui veniamo a conoscenza, con molta discrezione e rispetto di fronte a queste persone povere ma ricche di dignità, offriamo generi alimentari e di prima necessità, veniamo incontro alle spese mediche, incentiviamo l’avvio di piccole attività artigianali o commerciali. Ma anche noi, ovviamente, viviamo sulla generosità di chi, sensibile ai bisogni dei proprio fratelli, non sta con le mani in mano!

Solidarietà, dunque, può voler dire favorire e incentivare il turismo, il soggiorno, il commercio, in questo Paese, senza lasciarsi vincere da una politica del terrore che incute una paura ingiustificata e paralizza nel proprio piccolo mondo.

Solidarietà vuol dire aiutare concretamente secondo le possibilità di ciascuno, attraverso quel ponte che dall’Italia ci fa pervenire offerte in modo sicuro e immediato: il Centro di Cooperazione Missionaria dei Frati Cappuccini Emiliani. Chi volesse dunque sostenere le nostre attività qui in Turchia, può contattare direttamente fr. Adriano Parenti, coordinatore dell’animazione missionaria (tel. 0522.698193, email: centromissionario@tin.it) per venire a conoscenza dei vari progetti esistenti a favore della Turchia - e in maniera particolare di Antiochia - e delle possibili modalità di offerte.

E per chi sta ancora organizzando la propria estate e volesse percorrere itinerari in questa terra ricca di memorie, e scoprire il mondo della Turchia, crocevia di popoli, culture e religioni, radice della nostra fede cristiana, può organizzare il proprio viaggio tramite l’Eteria Viaggi (tel. 0524.527334) oppure prendere direttamente contatto con noi (email: mariagrazia@ttnet.net.tr ; domenicobertogli@hotmail.com) per una sosta di riflessione e approfondimento qui ad Antiochia, presso la nostra casa di accoglienza per pellegrini… È anche questo un modo per costruire la fratellanza, creare una reciproca stima e fiducia, sfatare la paura e l’ignoranza, arricchirsi nello spirito, donando del proprio.

Fin d’ora a tutti il nostro grazie!

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Mariagrazia Zambon